Parliamo del SER.MI.GO. nella terza tappa del nostro viaggio del mondo delle Associazioni.
La bidonville di Nairobi è uno degli inferni del mondo, ma anche qui possono nascere incredibili frutti. Padre Daniele Moschetti li chiama miracoli e ne parlerà domani sera (martedì 28 ottobre, ore 21) nella sala convegni dell’Istituto Salesiano di Macerata in un incontro dal titolo “La mia Africa”. L’iniziativa, aperta a tutta la cittadinanza, è organizzata dall’Associazione M.G.S. SER.MI.G.O. impegnata da anni in attività di sensibilizzazione e nel sostegno di progetti di sviluppo in Kenya, Sudan e Tanzania. Padre Daniele è un missionario comboniano che ha scelto di vivere tra gli emarginati di Korogocho, una delle più grandi baraccopoli di Nairobi, capitale del Kenya, continuando l’opera iniziata da Padre Alex Zanotelli. Personaggio di spicco ed in prima linea nelle guerre di etnie avvenute in Kenya, Padre Daniele rappresenta una chiesa povera tra i poveri.
Lotta da anni affianco agli sfrattati impedendo al governo la demolizione delle abitazioni e lo sgombero forzato di oltre 300.000 persone dalla baraccopoli.
Ha dato vita a numerosi programmi: dalla lotta all’H.I.V. al recupero dei ragazzi di strada, fino a creare una rete interreligiosa che chiede lo spostamento di una discarica che incombe sulla comunità con le sue perenni esalazioni di diossina.
“La nostra Africa”. Padre Daniele e il Sermigo hanno in comune un’esperienza da raccontare.
L’Associazione M.G.S.-SER.MI.G.O, iscritta al registro regionale delle Onlus, ha infatti lo scopo di perseguire finalità di carattere socio-educativo-culturale, con particolare attenzione alle problematiche inerenti l’emarginazione, la povertà, la cooperazione allo sviluppo e quant’altro attenga la sensibilizzazione ai temi della solidarietà fra i popoli e all’integrazione tra diverse culture.
“L’associazione nasce nell’Oratorio Salesiano di Macerata nel 1990 – spiega il presidente Ivan Del Gobbo Acciarretti – da un gruppo di giovani che hanno voluto fare propri i problemi degli emarginati, dei poveri. In una società che esalta il potere economico, che sviluppa un individualismo esasperato, si vuole proclamare la necessità di cambiare vita. Tale cambiamento ha un significato non solo personale ma sociale e politico: si tratta di mutare in profondità il nostro “modello di vita”, ispirato da una logica che non pone al centro l’uomo ed i bisogni primari di questo, ma gli egoismi personali, familiari, di classe e di nazione”.
Dal 2000 l’Associazione lavora per sostenere dei progetti di sviluppo nella missione salesiana di Makuyu, piccolo villaggio rurale immerso tra le multinazionali a 70 Km da Nairobi, in Kenya: ogni anno l’Associazione si propone di realizzare progetti concertati con i missionari e le suore che lavorano quotidianamente in quella realtà, che possano effettivamente migliorare la qualità della vita di persone meno fortunate di noi. Molti progetti sono stati sostenuti in questi anni con l’aiuto e il contributo di molti giovani, che hanno donato il loro tempo e la loro competenza, ma anche con l’aiuto di tutte le persone che si sono dimostrate sensibili ed hanno contribuito con le offerte.
Durante l’anno i volontari del SER.MI.G.O (Servizio missionario giovanile oratoriale) organizzano attività di sensibilizzazione sui problemi del Sud del mondo, per raccogliere fondi per finanziare i progetti, e per far fronte alle nuove emergenze presenti nella nostra società: un esempio è il progetto “Terre che si scambiano i colori” volto a creare momenti e spazi di integrazione tra bambini italiani e stranieri, attraverso attività di dopo-scuola e laboratori ludico-formativi.
Inoltre dal 2000, l’Associazione organizza ogni anno, nel mese di agosto, un’esperienza di servizio e di volontariato internazionale presso la missione di Makuyu; don Ennio Borgogna e i volontari sono incaricati di gestire un centro estivo che coinvolge ogni giorno circa 3.000 bambini.
Dal 2007 l’Associazione segue inoltre piccoli progetti di cooperazione decentrata in Sudan e in Tanzania.
Matteo Zallocco
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