CASO – Pubblicate le motivazioni della sentenza che, lo scorso giugno, ha scagionato tutti nel caso della bancarotta del più importante istituto di credito marchigiano: «Le operazioni finanziarie erano solo una parte, non preponderante, della gestione economica». Massimo Battistelli (area crediti Bdm) «investì l’intero Tfr in azioni e obbligazioni»
CRAC BM – Il pg Roberto Rossi a Cronache Maceratesi: «Ritenevamo che ci fossero elementi per le condanne richieste. Non possiamo dire a priori che faremo ricorso, ovviamente in un processo di questa rilevanza, non essendo andati i giudici incontro alle richieste del pm, una valutazione certamente la faremo»
ANCONA – In primo grado tra gli altri erano stati condannati a 10 anni e mezzo l’ex direttore generale Massimo Bianconi, a 9 anni Stefano Vallesi entrambi prosciolti oggi. I difensori: «Vedremo quali saranno le motivazioni, verosimilmente la corte dirà che quello che ha fatto Vallesi è esattamente quello che doveva fare come bancario obbligato a valutare il rischio che è proprio dell’attività di concessione del credito»
CRAC BM – Il processo di Corte d’appello. Le pene per gli ex dg e vicedirettore generale potrebbero essere ridotte perché non ritenuta punibile la bancarotta per la controllata Medioleasing. Chiesta l’assoluzione per gli altri quattro imputati. Prossima udienza l’11 novembre
CREDITO – Lo ha deciso il Consiglio di Stato, a cui è ricorsa l’Unione Nazionale Consumatori. Si tratta di un centinaio di ex clienti che avevano affidato all’istituto cifre importanti, anche vicine agli 80mila euro
DEFAULT – In questi giorni stanno pagando il 10% rimasto del valore delle azioni a chi aveva fatto domanda. L’avvocato Corrado Canafoglia dell’Unione nazionale consumatori: «Quest’ultimo risultato è il coronamento di una attività intensa, complessa e soprattutto sulla quale pochissimi credevano. Ma la partita non è finita. Il processo penale ha fatto emergere particolari inquietanti nella gestione della crisi dell’istituto bancario, che meritano ulteriori approfondimenti»
580 PAGINE dense di dati, citazioni e riferimenti, che illustrano come si è arrivati alla sentenza. Sul dg, condannato a 10 e mezzo: «Seriali, macroscopiche, abnormi violazioni delle regole della sana e prudente gestione bancaria e finanche del buon senso»
DISAGI – Gualdo, Sant’Angelo in Pontano e Belforte del Chienti si aggiungono ai borghi senza filiale. Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri di San Ginesio si fa portavoce della rabbia dei sindaci. L’assemblea legislativa delle Marche ha approvato una mozione che impegna il governatore Francesco Acquaroli ad intervenire per evitare il depauperamento
CREDITO – Il trasferimento dei clienti a giugno ma saranno i correntisti di corso Cavour a dover cambiare Iban. Intanto c’è un progetto per nuovi locali di fronte alla sede della banca
ANCONA – Oggi pomeriggio le sentenze, le condanne tutte per condotte di bancarotta. Sei gli assolti, tra cui Giuliano Bianchi, ex presidente della Camera di Commercio di Macerata, ed altri membri del cda. Disposte provvisionali per tutte le parti civili
ANCONA – La Procura ha avanzato le richieste di condanna per i 13 imputati: la pena più severa per l’ex dg Massimo Bianconi. I reati contestati: bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, falso in prospetto. La sentenza è attesa per dicembre
LA REPLICA – Il legale: «Nella sentenza ritenuti illegittimi i motivi del tribunale di Macerata. La responsabilità di Gazzani è stata da lui stesso riconosciuta al processo di Banca Marche»
QUERELLE – Il legale aveva fatto una causa civile contro la Fondazione Carima e l’ex presidente Franco Gazzani in seguito ad una denuncia per diffamazione. Ricorso respinto, dovrà risarcire le spese legali
L’EX PRESIDENTE dell’istituto di credito, fallito nel 2016, è uno dei 13 imputati al processo che si sta svolgendo ad Ancona. Oggi è stato sentito in aula: «Le pratiche per la concessione dei crediti venivano sempre analizzate scrupolosamente. Se qualche consigliere avanzava dei dubbi, quell’istruttoria retrocedeva per ulteriori accertamenti. Dal 2013 è mancata l’operatività della banca»
CREDITO – L’istituto piemontese prosegue con la politica di ottimizzazione delle spese e sul potenziamento del rapporto digitale con i clienti. A farne le spese le sedi di Tolentino (in piazza dell’Unità e in piazzale Peramezza dove resterà l’ufficio finanziario), Treia, Chiesanuova, Montecosaro, Trodica, Fiastra e Valfornace