di Luca Patrassi
Un progetto finalizzato a estendere la rete dei servizi sanitari domiciliari per i malati oncologici e da realizzare mediante la collaborazione e l’integrazione tra un Ente del terzo settore con specifiche competenze e maturata esperienza nel campo, il Distretto sanitario di Civitanova, i medici di Medicina Generale, le unità operative di Oncologia ed i reparti ospedalieri interessati dell’Ast. La novità è contenuta in una determina appena firmata dal direttore generale dell’Ast Alessandro Marini.
L’Ast Macerata intende realizzare «un progetto di assistenza domiciliare – si spiega nella determina – rivolta a pazienti oncologici ed a pazienti affetti da patologie ad andamento cronico ed evolutivo, per i quali non esistono terapie o, se esistono, sono inadeguate o inefficaci ai fini della stabilizzazione della malattia o di un prolungamento significativo della vita – per il fabbisogno assistenziale del Distretto di Civitanova Marche – da realizzare mediante la collaborazione e l’integrazione con un Ente del terzo settore con specifiche competenze e maturata esperienza nel campo.
Per quanto sopra l’Ast intende dare avvio – mediante avviso – ad una procedura ad evidenza pubblica tesa ad individuare un Ets con cui avviare una co-progettazione finalizzata all’implementazione di un progetto per la presa in carico domiciliare allo scopo di offrire loro l’opportunità di essere seguiti a domicilio con tutti i vantaggi del restare nella propria abitazione».
Il dettaglio delle motivazioni così come illustrato nell’atto a firma del dg Ast Alessandro Marini: «La scelta di utilizzare lo strumento della coprogettazione degli interventi con soggetti del Terzo Settore trova giustificazione nel riconoscimento del Terzo Settore quale sistema in grado di sostenere le logiche di sviluppo del complesso sistema di servizi per l’integrazione sociale dei cittadini. Le attività da espletare e la diversificazione delle risorse necessarie che richiedono un coordinamento unitario e una crescente integrazione nell’ottica degli obiettivi indicati, rendono opportuno il ricorso alla procedura di co-progettazione, al fine di coinvolgere gli Enti del Terzo Settore nello svolgimento in amministrazione condivisa delle attività progettuali verso gli utenti aventi diritto, fermo restando che l’Ast mantiene il governo del settore e la responsabilità del modello organizzativo. Nello specifico la gestione del progetto mediante il coinvolgimento del terzo settore, tenuto anche conto dell’impegno a garantire attività domiciliari in modo continuativo h 24, avviene a condizioni economiche evidentemente più vantaggiose rispetto al ricorso al mercato». Il costo previsto per il servizio è di circa 210mila euro in tre anni. Infine all’albo pretorio è apparsa anche una determina che chiude la spinosa vicenda dei servizi esternalizzati per il fabbisogno di Anatomia Patologica: accolta la proposta di mediazione e versamento di 65mila euro nelle casse di una società pesarese per i servizi prestati.
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