
di Laura Boccanera
«No» al tentativo dell’ amministrazione di scaricare sui proprietari l’onere della messa in sicurezza delle aree contaminate. È questa la risposta arrivata da una parte dei condomini del complesso ex Silga gomma, riuniti al centro civico del quartiere Risorgimento di Civitanova che hanno sottoscritto un documento unitario destinato all’ufficio tecnico comunale quale risposta alla lettera inviata qualche settimana fa nella quale il comune chiedeva ai proprietari le azioni messi in campo per la bonifica del sito inquinato.

Paolo Squadroni, presidente del costituendo comitato
Una risposta unitaria che ha segnato anche il primo atto ufficiale del costituendo “Comitato del basso bacino del Chienti” che ha riunito i condomini direttamente interessati dalla vicenda con i promotori degli esposti, tra cui Paolo Squadroni, Giuliana Venturini e Domenico Bevilacqua, oltre all’avvocato Massimo Luzi che segue i ricorsi.
«Con il documento i condomini hanno detto no allo spudorato tentativo da parte delle amministrazioni di venir meno alle proprie responsabilità mettendo in conto ai privati proprietari, “soggetti passivi” dell’inquinamento, l’onere di organizzare e finanziare di tasca propria la messa in sicurezza “perpetua” delle aree contaminate presenti nel comprensorio del Basso Bacino del Chienti – spiegano dal comitato -.

Ricordiamo, se mai ve ne fosse bisogno, che non può essere bonificata, perché la bonifica è unitaria e riguarda l’intero sito di 26 chilometri quadrati più 1.200 ettari di fondale marino. Ci si augura che tante altre persone raggiunte dalla stessa comunicazione, non solo di Civitanova ma anche degli altri Comuni del sito, si uniscano a questa risposta collettiva per smontare da subito questa modalità d’azione delle istituzioni, vero e proprio delitto nei confronti della salute dell’ambiente e dei cittadini, e verso cui invitiamo fin d’ora la magistratura a condurre opportune indagini, come già chiesto negli esposti inviati alle procure di Fermo e Macerata».
(foto De Marco)
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In oltre 30 anni dall’inquinamento tanto grave da essere classificato uno dei 59 siti più inquinati d’Italia ed uno dei 2 delle Marche insieme a Falconara e’ successo di tutto ma non quello che doveva accadere ovvero l’identificazione e la condanna di coloro che hanno causato l’inquinamento che coinvolto un’area vasta di ben 5 Comuni con statistiche mediche ai vertici regionali per correlate malattie di cancro e dell’apparato urinario. La causa di tale inquinamento è sempre stata collegata allo sversamento di sostanze chimiche nella varie aree ed oggi oltre ai danni anche la beffa per i privati incolpevoli di dover sostenere l’onere di dover disinquinare le proprie aree di proprietà oltretutto impossibile a macchia di leopardo perché deve essere un’operazione totale dei 5 Comuni a carico della Regione e/o degli stessi Comuni e non delle vittime finali. Poi mi chiedo e chiedo: la QUADRILATERO/ANAS/RFI-TRENITALIA tutte collegate nel voler realizzare il SOTTOPASSO al casello N.1 S.S.16 via CARDUCCI a CIVITANOVA con tutti i danni diretti, indiretti e durante i lavori sui quali il COMITATO NO SOTTOPASSO ne ha parlato sin dal 29/5/2015, questi soggetti hanno ricevuto tale avviso di dover disinquinare oppure sono stati esentati e se si in base a quale logica se tale area ha la falda acquifera inquinata oltre all’aria per la mole del traffico veicolare e senza alcuna stazione di rilevamento delle polveri sottili altrettanto dannose per la salute umana ??? Oppure tale ristretta area del SOTTOPASSO è magicamente esente da inquinamento ???
L’obbligo della bonifica è già ricaduto, vista l’assenza di inquinatori, sui Comuni e, poiché questi non hanno le risorse, sulla Regione Marche.
Il resto è reato penale di omessa bonifica.