Entrare da Punto e Pasta è come tornare bambini ed essere accolti nella casa dei nonni. Non solo per l’odore del ragù che dalla mattina per 6 ore bolle sul fuoco per essere pronto a pranzo. Neanche per quell’arredo che strizza l’occhio al modernariato o per la musica che rimanda, come un vecchio giradischi, le canzoni di Mina. La differenza la fa quella voglia di tutto lo staff di far star bene, mangiando bene, spendendo poco e senza rinunciare alla qualità.
Un piccolo miracolo della ristorazione reso possibile grazie all’esperienza e all’amore per l’entroterra di Federico Maccari, nuova generazione di imprenditore de La Pasta di Camerino che dallo scorso settembre ha avviato a Civitanova, in pieno centro, all’angolo di piazza XX Settembre, un format di ristorazione che unisce autenticità e tradizione per mangiare bene le cose che hanno il sapore di una volta.
Il ristorante si chiama Punto e Pasta: il nome richiama la centralità del core business familiare, la pasta, appunto, (tanto per continuare coi calembour lessicali) cibo dell’italianità per antonomasia, pilastro dell’alimentazione mediterranea che viene proposto con i sughi della tradizione, il classico ragù, ma anche con abbinamenti come cinghiale o coniglio. E poi tutto è fatto in casa, come una volta, dal pane, che lo chef prepara quando è ancora notte, ai dolci, che come tutto il menù, cambia ogni tre mesi per dare respiro alla stagionalità dei prodotti.
Il progetto nasce dall’idea di Pasta di Camerino di portare il suo marchio e la sua eccellenza nel mondo della ristorazione, puntando su un format originale e accessibile, che non rincorre prezzi stellari, ma offrendo un menù completo, ricco e pensato per un’ampia platea di clienti, dalle famiglie ai lavoratori.
Il titolare Federico Maccari
«Abbiamo scelto Civitanova perché è una città dinamica, con una varietà di frequentatori piuttosto vicina a Camerino, così da consentirci un controllo diretto – spiega il titolare Federico Maccari – Nonostante la presenza di molti ristoranti mancava secondo noi un’offerta di qualità ma a prezzi popolari. Volevamo che le famiglie potessero tornare al ristorante senza preoccuparsi di spendere cifre impensabili. Qui lo scontrino medio è di 15 euro a persona e per un pasto completo, dall’antipasto al dolce non si spende più di 30».
E la risposta del pubblico è stata entusiasta: sia a pranzo, con il menù fisso, che a cena con quello a carta, sia nel week end che infrasettimanale il locale ha lavorato sempre con doppio turno. Il menu alla carta include i grandi classici della cultura gastronomica italiana, un percorso che va dal Nord al Sud della Penisola, con quell’idea di riproporre l’atmosfera dei pranzi della domenica in famiglia, quelli dove ci si ritrovava in 30 persone e l’atmosfera era di festa, dove il cibo era ingrediente di una ricetta fatta di benessere e semplicità.
Tra le proposte originali quasi scomparse dalla ristorazione tradizionale il tortellino fritto e i ravioli fritti, abitudine che sta scomparendo e che rimanda al grande fritto marchigiano, soprattutto di origine ascolana: «le serviamo come chips di pasta, da gustare come fossero patatine – racconta il titolare- e poi tutti gli ingredienti sono italiani e, naturalmente, la pasta è quella di Camerino, mentre ogni portata è preparata al momento, non c’è nulla di pronto da altri fornitori. Non è facile mantenere questo tipo di qualità e produzione lasciando un prezzo onesto e rendendo tutta l’operazione sostenibile. Ma più che il guadagno ci interessa che le persone vengano qui e siano felici, vogliamo offrire a tutti la possibilità di mangiare fuori, un piatto che ricordi casa e con porzioni abbondanti».
Il ristorante organizza anche serate a tema, con menù speciali regionali o dedicati a particolari occasioni, a volte anche con chef stellati, mantenendo sempre la filosofia di offrire qualità e un ambiente accogliente e accessibile.
E siccome l’eccellenza è nei dettagli non si può non parlare del menù: le foto sui cartoncini che compongono le schede sono scatti d’epoca, immagini in bianco nero degli anni ’60, feste di famiglia, momenti di svago al mare. Ma niente intelligenza artificiale, sono le vecchie foto di famiglia ritirate fuori da cassapanche e cassetti per portare in tavola, già da quando il cliente si siede, quell’atmosfera autentica e carica di ricordi che appartiene al vissuto di ciascuno.
Se Proust fosse venuto qui, la sua madeleine sarebbe stata un piatto di pasta al ragù dell’aia.
(foto di Federico De Marco)
(promoredazionale)
Ottimissimo!!! Servizio eccellente!
Bravi complimenti, sono stata più volte di passaggio in questo ristorante ottimo cibo, servizio impeccabile e che dire...prezzo qualità top!!!!....
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
?!?!
E stata una buonissima idea,come del resto lo é il cibo.bravi