Le sette idee di Officina Universitaria
per risanare le casse di Unimc

I rappresentanti degli studenti propongono un sistema di tassazione proporzionale rispetto al reddito Isee e un organo regionale che regolamenti i servizi degli atenei marchigiani

- caricamento letture
officina_universitaria

I rappresentanti di Officina Universitaria

di Carmen Russo

È tanto ambizioso quanto puntuale il programma presentato dagli esponenti della lista Officina Universitaria che è a capo del corpo studentesco dell’Università di Macerata. Continua il dibattito nato in seguito agli aumenti delle tasse universitarie per l’anno accademico 2011/2012, che li ha visti contrari su tutta la linea. Il loro principale obiettivo? Sgravare gli studenti e i cittadini dal carico fiscale, gli unici ad avere l’onere di risanare le casse del mondo accademico, facendo sì che ci sia un equo e proporzionale sacrificio di tutti – e a tutti i livelli- i membri dell’Università. Roberto Nappi, coordinatore dell’Officina Universitaria,   spiega che, proprio in occasione della ricorrenza della Giornata Mondiale del Diritto allo Studio, è stata indetta una manifestazione per ribadire la gravità della situazione e che è in atto anche una raccolta firme, arrivate a circa 1000 in due settimane, simbolo della preoccupazione degli studenti, da sempre disinformati –o meglio male informati – , riguardo le motivazioni delle rivoluzioni economiche che li hanno travolti.

In quest’ottica è stato presentato un eptalogo di idee in Consiglio Studentesco e in Senato Accademico e lo proporranno, inoltre, in Consiglio di Amministrazione il prossimo venerdì. Dopo aver analizzato il bilancio spese sia consuntivo per l’anno 2010, sia preventivo per l’anno 2011 gli studenti hanno evidenziato qualche discrepanza: «Il bilancio preventivo 2010 – riferiscono – sarebbe stato già predisposto a non essere in pareggio e il rosso risulta evidente in quello consuntivo, addirittura maggiore del previsto. Un conto in negativo favorito da esorbitanti spese telefoniche ad uso esterno alle mansioni universitarie e per il mantenimento di un’auto privata utilizzata dal rettore e dal direttore amministrativo. Consistenti sprechi si rivelano anche nella Didattica Online prevista da Unimc per diverse facoltà che è malfunzionante o del tutto non funzionante».
«Vi è un’evidente contraddizione: all’aumento delle tasse segue l’aumento dei disservizi! – afferma Pietro Casalotto, rappresentante del consiglio della Facoltà di Giurisprudenza – non si può dire però che l’Università non si stia muovendo: il preventivo per l’anno accademico corrente della nuova amministrazione punta, infatti, al pareggio dei bilanci. È stata messa in vendita Villa Lauri, vendita tuttavia non certa» conclude Casalotto. Per far fronte a questa crisi, dunque, sette “proposte concrete che possano far rientrare, in tutto o in parte, l’aumento fiscale” come è dichiarato nel documento presentato da Gentjan Preci, consigliere amministrativo dell’università. «E’ necessario –  affermano -eliminare l’indennità di carica per gli organi accademici; dare priorità alle strutture di interesse primario, dismettendo eventuali contratti di locazione; ridurre le eccedenze di personale e le collaborazioni esterne, qualora non sia strettamente necessario; promuovere un 5 x 1000 mirato a sostegno delle attività di Ateneo; rinegoziare appalti troppo ingenti per razionalizzare al massimo i costi; liberalizzare, mediante convenzioni con gli esercenti e altre istituzioni cittadine, la circolazione di servizi legati allo studio (fotocopie, testi universitari e tesi di laurea)ed infine valorizzare il part time studentesco, unico strumento in grado di aiutare gli studenti nel mantenimento all’università senza penalizzare lo studio in maniera consistente.

L’associazione chiede, al fine di raggiungere questi risultati, la convocazione di un tavolo di trattative tra studenti e personale universitario. «Questo documento non è un punto di arrivo, ma vuol essere un punto di partenza in perfetta linea con la riforma del Welfare Studentesco», dichiara Marco Monaldi, rappresentante del Senato Accademico.
La riforma in questione si avvale di tre piccole rivoluzioni. La prima sarebbe garantire agli studenti vincitori di borsa di studio, un aiuto completo che vada dall’esenzione dalle tasse, alloggio e mensa ( agevolazioni già esistenti) ai trasporti pubblici, assistenza sanitaria e accordi e convenzioni per l’accesso alla cultura su tutto il territorio marchigiano. In secondo luogo, chiedono la tutela di quegli studenti che, superando la soglia dell’Isee, non usufruiscono della gratuità dei servizi, introducendo un sistema di tassazione proporzionale al reddito che tiene conto della effettiva situazione economica dello studente. Infine, ma essenziale ai fini del loro progetto, è la creazione di un organo rappresentante i centri Universitari principali marchigiani, ossia Macerata, Ancona, Urbino e Camerino, atto a regolamentare su scala regionale i servizi erogati eliminando le diversità organizzative e le disfunzionalità negli Atenei sopracitati e distribuendo in maniera più equa i fondi ad essi destinati. Tutto ciò contribuirebbe oltre alla delimitazione, economica e culturale, delle Università anche alla trasformazione dello studente universitario maceratese a studente universitario marchigiano, valorizzando così tutta la regione.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X