Acquaroli: “La legge sulle politiche
giovanili è ingessata e inadeguata”

Il consigliere regionale del Pdl evidenzia quelli che ritiene i limiti del testo approvato ieri dall'Assemblea Legislativa delle Marche

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Francesco Acquaroli

Via libera alla nuova legge regionale sulle politiche giovanili, che e’ stata approvata dall’Assemblea legislativa delle Marche con 22 voti a favore, due contrari e sei astenuti. Durante l’esame sono state recepite alcune modifiche (proposte da Francesco Acquaroli, del Pdl, e Massimo Binci, di Sel) per una diversa composizione della Consulta regionale dei Giovani, dei bandi che premiano la giovane imprenditorialità e la definizione della fascia di età compresa tra 16 e 35 anni per i destinatari degli interventi.
E’ lo stesso Francesco Acquaroli però a denunciare i limiti della legge approvata:
«La legge approvata ieri dall’Assemblea Legislativa, migliorata dagli emendamenti presentati in aula, è una legge che giudico ingessata e inadeguata al momento socio economico che viviamo. I giovani, che dovrebbero rappresentare la principale risorsa e forza su cui questo paese deve puntare per potersi risollevare, sono in realtà considerati in maniera troppo “scolastica”. Essi dovrebbero rappresentare una “forza propulsiva” che dovrebbe essere adeguatamente sostenuta dalle istituzioni, partendo proprio dagli enti locali e dalle scuole. L’inquadramento generale della legge pare invece troppo “istituzionale” e lontana dalla realtà dei giovani. E’ retorico parlare di politiche giovanili senza citare le politiche del lavoro, della casa, della formazione e della facilitazione dell’accesso al mondo delle professioni e delle iniziative imprenditoriali con una logica del merito e della capacità. Una generazione che non chiede certezze, ma che dalle Istituzioni pretende una speranza per potersi creare un futuro dignitoso. Alcuni aggiustamenti fatti in aula hanno migliorato in parte la composizione della consulta e hanno aperto, con il sub emendamento presentato da me e dal consigliere Binci, alla possibilità di creare un bando che contribuisca a sostenere le migliori iniziative imprenditoriali più innovative e presenti sul territorio. Questa attenzione ci ha portato al voto di astensione ma con l’impegno a rimettere il più presto possibile mano all’inquadramento generale della legge. Le giovani generazioni non hanno bisogno di strutture istituzionali che recepiscano il loro disagio ma chiedono con orgoglio di potersi affermare per le qualità e le capacità che possiedono e che vogliono poter mostrare.



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