di Alessandra Pierini
Si chiama Armando Uka, è clandestino e ha 25 anni. E’ lui ad aver ucciso ieri sera intorno alle 18,40 nel bar “Asso di Cuori” di Porto Recanati il suo connazionale Ardjan Sheahg, 40 anni, con due colpi di pistola, uno alla nuca e uno alla spalla. Sheagh era un pregiudicato e viveva a Recanati con la moglie e due figli.
«Se per l’omicidio di Draift Loffty – sottolinea il Capitano Domenico Candelli – abbiamo impiegato 24 ore per trovare il responsabile, questa volta sono bastati 24 minuti e l’immediata identificazione da parte dei Carabinieri di Porto Recanati i quali in base alle prime sommarie identificazioni hanno subito capito chi dovevano cercare. Questo è un segno di profonda conoscenza del territorio, fondamentale in questi casi».
Armando Uka era già noto alla cronaca per reati contro il patrimonio e per lo spaccio di stupefacenti ed era stato già arrestato la scorsa estate. Secondo una prima ricostruzione, Uka, ieri pomeriggio era in compagnia di Ardjan Sheahg al bancone del bar quando tra di loro è scoppiata una lite nel corso della quale è spuntata una pistola, una Beretta 7.65, con matricola abrata. Uka ha esploso più colpi, due dei quali hanno colpito mortalmente la vittima. Un altro proiettile ha invece colpito alla mano un amico ventottenne della vittima che, operato nella notte all’Ospedale di Torrette, è stato ascoltato questa mattina dagli inquirenti per far luce sul movente, al momento ancora difficile da stabilire visto che la discussione si è svolta in lingua albanese. «I precedenti dei soggetti coinvolti – ha spiegato il Comandante provinciale Marco di Stefano – fanno comunque pensare a motivi legati ai furti in abitazione o allo spaccio stupefacenti, quali una partita di droga non pagata o la spartizione di un bottino. Si attendono ancora le deposizioni e l’assassino si è avvalso della facoltà di non rispondere».
I Carabinieri di Porto Recanati del Maresciallo Carbonari, arrivati sul posto, hanno subito riconosciuto la vittima che conoscevano bene in quanto si recava quotidianamente in caserma a firmare perché accusato di avere in passato colpito il datore di lavoro con 16 coltellate. Ascoltando le testimonianze i Carabinieri hanno subito capito chi fosse l’assassino e hanno cominciato le ricerche. Uka è stato trovato poco lontano dalla caserma dei Carabinieri mentre stava andando a costituirsi. «Ora c’è un albanese in meno» ha esclamato con grande freddezza vedendo le forze dell’ordine, poi si è consegnato indicando anche dove aveva gettato l’arma del delitto, ritrovata subito dopo sulla spiaggia.
«Sono casi imprevedibili – ha concluso il comandante Di Stefano – Purtroppo Porto Recanati torna ancora una volta alla ribalta della cronaca con un caso di violenza ma ci conforta l’arresto in poco più di mezz’ora».
Esterrefatta il sindaco Rosalba Ubaldi:«La sicurezza viene prima di tutto e da tempo abbiamo iniziato un progetto per garantirla. Per questo siamo al fianco delle forze dell’ordine nella lotta contro chi delinque. Abbiamo già previsto l’installazione di telecamere nei luoghi sensibili ma mai avremmo pensato che un fatto del genere potesse avvenire in un bar. Dovremo quindi considerare questo episodio nella scelta dei luoghi dove collocarle. Siamo amareggiati sia dal punto di vista umano che come cittadini. Dobbiamo considerare questo fatto un evento che non doveva succedere e che non ricapiterà, pertanto chiediamo la collaborazione di tutti i cittadini perché non intrattengano rapporti con persone non in regola o sospette, perché non affittino le loro abitazioni se non hanno certezze sugli affittuari e perché diano subito l’allarme in qualunque occasione di sospetto».
(Foto di Guido Picchio)
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meno due, e con un colpo solo! bene così
CHE SCHIFO E’ DIVENTATA LA MIA PORTORECANATI DA QUALCHE ANNO A QUESTA PARTE, SARA’ MICA COLPA DELLA POLITICA PER IL TURISMO DELLA GIUNTA FABBRACCI-UBALDI?
ora a quell’assassino gli dobbiamo passare anche il vitto…comoda la vita x gli assassini qui in Italia!fortuna che ogni tanto s’ammazzano tra di loro!!
la vittima che conoscevano bene in quanto si recava quotidianamente in caserma a firmare perché accusato di avere in passato colpito il datore di lavoro con 16 coltellate.
che bella gente che gira tranquillamnete per le nostre strade,complimenti a chi lo ha lasciato libero ad un pezzo di ….. del genere!!
w LA GIUSTIZIA
Armando elettricista e nulla piu’….cantava jannacci!! Cambiano i tempi …:-(((
porto recanati…………..che finaccia, come scampia