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A Pioraco trionfa la natura
nel Sentiero “Li vurgacci”

domenica 21 giugno 2009 - Ore 13:53 - caricamento letture
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di Luciano Burzacca
Pioraco è un piccolo ma vivace paese nell’entroterra della provincia che offre storia, natura, cultura e soprattutto frescura nel periodo estivo, grazie alla sua ubicazione lungo il Potenza, all’interno di una suggestiva gola scavata dal fiume nel calcare massiccio, roccia con strati molto spessi, tipica dell’Appennino Umbro-marchigiano. Sfruttando proprio il percorso del fiume all’interno della gola, è stato predisposto un sentiero, percorribile in circa un’ora, accessibile a tutti da Aprile ad Ottobre.
Ci sono due possibilità di accesso: dall’interno del paese (consigliato dai cartelli) e dalle cartiere Miliani, a meno di un chilometro da Pioraco. Seguiamo il percorso indicato: l’accesso è sulla strada, nei pressi dei giardini pubblici, vicino a ciò che resta di un’ antica strada romana, scavata nella roccia, derivazione della via Flaminia che collegava Roma all’Adriatico. Vicino all’inizio del percorso si trova anche il piccolo ponte Marmone, risalente al I secolo A.C.
L’inizio del sentiero è in salita, ma ci sono gradini scavati nella roccia e balaustre che rendono comodo e sicuro il percorso. Dopo circa 10 minuti si arriva sulla sommità di uno sperone roccioso che sovrasta Pioraco e dal quale, vicino ad una grossa croce in ferro, si può ammirare il paese dall’alto. La veduta “aerea” dei tetti di Pioraco è suggestiva e lo sguardo ad est si perde oltre le pareti della gola.
Si prosegue in discesa, in mezzo alla boscaglia. Ci sono sempre gradini , ma qui il percorso è meno agevole: i piccoli detriti incoerenti sul fondo possono essere scivolosi, la balaustre sono piuttosto malandate e ogni tanto spuntano sbarrette di ferro che servivano a rinforzare i gradini, ma che l’erosione ha scoperto e reso pericolose in caso di caduta. Con la dovuta attenzione si prosegue senza pericoli, ma è evidente che questa parte del sentiero andrebbe risistemata. Immersi nella boscaglia gli unici suoni che si sentono sono i richiami degli uccelli ma, via via che si scende si fa sempre più forte il rumore del fiume che è a qualche decina di metri sotto.
Arrivati al fiume il paesaggio cambia completamente: cascatelle rumorose, rocce scavate e modellate dal fiume, rari raggi solari tra la vegetazione e un percorso molto agevole con balaustre e ponticelli molto robusti. Sono presenti anche sedili e tavoli in legno per merende. In una piccola radura, con una specie di finestra tra le rocce che dà sul fiume, e denominata “fossa dei mostri”, sono presenti alcune sculture nella roccia viva, che rappresentano enormi teste dall’espressione sofferente, angosciata, come di anime in un girone dell’inferno ( il paesaggio circostante si presta a questa considerazione). Queste sculture, alcune delle quali sono ormai coperte dalla vegetazione, sono opera di un artista locale, il sig. Antonio Ciccarelli, deceduto qualche anno fa, e che di mestiere faceva il barbiere, quindi di teste se ne intendeva!
Sul fondo del sentiero si notano laghetti di acqua limpidissima, anfratti e grotte non agibili però a chi non è esperto di speleologia. Lungo le pareti della gola si notano piccole concrezioni calcaree formate dallo stillicidio dell’acqua, come avviene all’interno delle grotte , tanto che in qualche tratto si ha l’impressione di essere in un ambiente ipogeo.
Si procede tranquillamente tra il rumore dell’acqua corrente, la frescura delle ombre e le “sculture” che il fiume ha modellato nel corso dei millenni. Ci si sente isolati dal mondo, immersi in un ambiente quasi incontaminato: nel suo piccolo questo sentiero è un pezzo di natura selvaggia che fa bene al corpo e allo spirito.
Alla fine del percorso, presso gli edifici della cartiera, si arriva alla base di alcune pareti a picco di calcare massiccio, lungo le quali spesso si vedono rocciatori in arrampicamenti da capogiro : è infatti un ottimo posto per scuola di roccia.
Volendo semplificare il percorso, si può accedere dalla parte opposta a quella consigliata dai cartelli, e tornare indietro dal punto dove inizia il sentiero sassoso nella boscaglia. Facciamoci un pensierino per l’estate che sta arrivando.

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