L’inaugurazione della rassegna
Al via al lido Cluana, la rassegna “Pedali che raccontano”, progetto culturale che mette al centro la bicicletta come simbolo di sostenibilità, benessere e visione futura. Ieri sera a Civitanova l’inaugurazione con un primo appuntamento molto partecipato, che ha visto intervenire rappresentanti istituzionali, tecnici e sportivi, per riflettere insieme su quanto la mobilità dolce possa incidere sullo sviluppo delle città e sulla qualità della vita.
Tra i temi centrali della serata, il cicloturismo è stato protagonista negli interventi dei rappresentanti della Federazione ciclistica italiana Carlo Pasqualini, Francesco Baldoni e Daniele Cervellini che hanno sottolineato l’importanza di costruire reti ciclabili ben strutturate, riconoscibili e capaci di attrarre nuovi flussi turistici, evidenziando quanto sia strategico oggi saper raccontare il territorio in chiave ciclabile. Daniele Cervellini, in particolare, ha parlato anche del valore formativo della bicicletta, soffermandosi sull’importanza dell’educazione stradale e del rapporto tra i giovani e la mobilità attiva, come leva per una cultura del rispetto e della sicurezza.
L’architetto Bruno Valeriani ha illustrato i progetti legati alla ciclovia dell’Abbazia e lungo il fiume Chienti, sottolineando come questa direttrice possa rappresentare una grande opportunità per connettere territori, promuovere la fruizione lenta dei paesaggi marchigiani e offrire nuove prospettive di sviluppo. Ospite della serata la campionessa italiana, europea e mondiale di velocità su pista Rebecca Fiscarelli, che ha portato il suo saluto e la sua esperienza, ricordando quanto la bicicletta sia una scuola di vita fatta di impegno, forza e passione e di Laura Carota che domenica racconterà la sua storia.
La rassegna è organizzata dal comitato Cea in collaborazione con Civitanova green life e proseguirà fino al 3 settembre, con mostre, testimonianze e racconti di viaggio all’interno della palazzina sud del lido Cluana.
· Un Edward mani di forbici diverso, che dovrebbe spiegare soprattutto perché le nostre ciclabili siano impantanate a partire dal ponte di collegamento con Porto Sant'Elpidio sul Fiume Chienti. Facile mostrare facce sorridenti su questioni ancora irrisolte.
Ma è uno schifo alla ciclabile del Chienti tutto abbandonato
Con un ponte che non riesce ad essere terminato, una pista ciclabile meno fruibile che un sentiero nella foresta amazzonica, unaltra parte della pista ciclabile in alcuni parti assolutamente pericolosissima per le due ruote, piste ciclabili non collegate tra loro e che non servono le parti fondamentali della città. stazione.posta..uffici comunali. E le istituzioni hanno il coraggio di parlare di mobilità dolce e connessione ciclabile.
Sergio Cognigni aggiungerei le Scuole inaccessibili per i ragazzi in bici in sicurezza! In 7 anni non solo non è stato aggiunto 1 m di nuova pista, ma quelle esistenti sono state abbandonate senza manutenzione
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