Carabinieri di Macerata
di Leonardo Giorgi
«C’è un’auto con la sua targa con a bordo tre albanesi, deve venire subito a Macerata a fare denuncia». Inizia con una telefonata e con queste parole l’elaborata truffa che ha portato due anziani residenti a Cingoli a perdere i gioielli di tutta una vita e 3mila euro in contanti.
Il telefono di Rossana Amico, in via Cerquetelli, squilla intorno alle 13,30 di ieri. In quel momento, in casa, c’è la figlia Elisabetta. «La voce – racconta la donna – dice a mia madre di passare il telefono alla figlia. Sento un uomo che dice di essere il maresciallo di Macerata e che mi dice di andare subito in caserma a fare denuncia perché la mia targa è su un’auto con a bordo tre persone albanesi. In particolare mi dice che si tratta di una Citroen C1, mentre io ho una Punto. Si tratterebbe di un caso di targa clonata».
A quel punto la donna, preoccupata, dice che si sarebbe recata subito a Cingoli o ad Apiro per fare la denuncia. «Dice che c’è da farla subito, non si può aspettare – continua – altrimenti se succede un incidente o un reato che coinvolge la mia targa ci vado di mezzo io. Mi dice poi che a Cingoli non si può fare, la denuncia va fatta ad Apiro, dove io sono residente, o a Macerata. Aggiunge inoltre “Quando parte da Cingoli mi chiami”. Mi dà il loro numero e li richiamo quando arrivo alla caserma di Apiro insieme a mio marito. Suoniamo al campanello, ma non ci risponde nessuno. Richiamo lo stesso numero e il fantomatico maresciallo mi dice allora di andare a Macerata e che ho massimo un’ora di tempo perché hanno già fatto una “prenotazione di denuncia”. Mi chiamano ancora una volta per sapere dove sto e io in quel momento sono tra le frazioni di Troviggiano e Grottaccia. Arrivati a Macerata li richiamo davanti alla caserma dei carabinieri e mi dicono di suonare. Parlo con un carabiniere e mi dice che il numero che avevo io non risulta appartenere a qualcuno di loro. Capisco che qualcosa non va. Nello stesso istante squilla il telefono di mio marito. È mia madre, disperata, che dice che le hanno portato via tutto».
A entrare in casa di Rossana Amico, «un uomo di carnagione un po’ scura, con la camicia bianca e un pantalone nero. Le ha fatto sentire la mia voce registrata, in cui piangevo e dico che rischio l’arresto ad Apiro. Mia madre riconosce proprio la mia voce, non so come hanno fatto a replicarla». La voce potrebbe essere stata alterata attraverso l’uso di applicazioni basate su intelligenza artificiale, oggi utilizzabili anche su smartphone. «L’uomo le dice così di essere il colonnello dei carabinieri e che ha bisogno di fare delle foto e di prendere dei soldi – racconta la figlia -. Dice: “Fammi vedere quello che hai” Mia mamma, che è sulla sedia a rotelle e utilizza il montascale, risponde che ha tutto di sopra, in camera. L’uomo va su, poi scende dicendo che è tutto a posto e se ne va, tra l’altro spingendola anche verso il muro. Si porta via tutto. Oltre ai mille euro in contanti e all’oro, quello che fa male è che quei gioielli sono il ricordo di una vita». Questa mattina la denuncia ai carabinieri di Cingoli, che stanno indagando sul caso.
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