L’ospedale di Civitanova
Un momento difficile legato alla malattia e l’importanza di trovarsi di fronte professionisti preparati, non solo sul lavoro ma anche a livello umano. È per questo che Daniela Boccanera ha deciso di ringraziare tutti coloro che lavorano all’ospedale di Civitanova e in particolare nei reparti di Chirurgia e di Oncologia. A firmare la lettera anche i familiari Walter, Giulio e Folco Marcucci.
«Il 6 giugno scorso – racconta -, dopo solo due giorni di forti dolori all’addome e all’intestino, in precedenza nessun sintomo di allarme, mio marito ed io siamo entrati d’urgenza, nostro malgrado, nel tunnel di una malattia oncologica. Una sberla dalla vita che ci ha fatto girare la testa di 360°. Alle ore 19.30 il pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova ha subito preso in carico il caso, fatti gli esami in regime d’urgenza, e per le ore 23.45 mio marito era sulla lettiga, pronto per entrare in sala operatoria per un’operazione urgente all’addome: cancro. Tutti i medici di turno dell’equipe chirurgica sono stati richiamati, pronti per operare mio marito». Ecco allora il ringraziamento: «Ci sentiamo in dovere di esprimere gratitudine per la professionalità, per la prontezza, per la serietà della dottoressa Sara Bartola che, con le sue mani di chirurga nonché di pilota di aerei, ha eseguito l’operazione. Ci ha accompagnati nel proseguo, dedicandoci attenzione e soprattutto empatia. ringraziamenti vanno a tutto lo staff della Chirurgia diretta dal dottor Stefano De Luca, alle infermiere, alle Oss (purtroppo non ricordo i nomi) e agli studenti dell’Istituto Superiore Bonifazi-Corridoni di Civitanova che, invece di andare al mare, facevano tirocinio-assistenza in reparto tutti i giorni della settimana, compresi sabato e domenica. Esprimiamo riconoscenza allo staff di Oncologia diretto dal dottor Giovanni Benedetti e in particolare alla oncologa dottoressa Valeria Cognigni che, durante la visita oncologica, ci ha riservato un trattamento speciale di professionalità, perché dai nostri occhi, credo, abbia capito la trepidazione del momento. Menzione speciale va all’infermiere Eugenio che, trovandosi per caso presso la nostra abitazione nel tardo pomeriggio del 6 giugno, solo guardando mio marito e il suo stato di sofferenza ha detto di chiamare immediatamente il 118 perché, per il disturbo che aveva, ci voleva il chirurgo e non un gastroenterologo. Un medico, chiamato due giorni prima per una visita domiciliare urgente, aveva diagnosticato una costipazione. Nessun commento. Il cammino verso la guarigione non è ancora concluso, ma siamo sulla buona strada e sappiamo a quali persone speciali e professionalmente preparate dobbiamo affidarci. Grazie di cuore».
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