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Mega impianto fotovoltaico a Lornano,
la Provincia dice «no» e lo stoppa

MACERATA - Il progetto era stato presentato da una società milanese e avrebbe interessato 19 ettari di un'area agricola. Tra le criticità, la realizzazione di un nuovo elettrodotto vicino a zone tutelate

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fotovoltaico

(foto d’archivio)

Mega impianto fotovoltaico in contrada Lornano, a Macerata, la Provincia dice «no» e nega alla Grenergy Rinnovabili 16 srl di Milano l’autorizzazione richiesta per realizzare il progetto da 8.855 kWp. La determina dirigenziale dell’ente arriva al termine di un iter durato più di un anno che ha visto, dopo la domanda della società milanese, la richiesta di numerose integrazioni da parte della Provincia e diverse questioni da risolvere, tra cui l’allaccio alla rete tramite una nuova cabina e un elettrodotto che avrebbe interessato aree tutelate a livello paesaggistico.

Il mega impianto fotovoltaico riguardava 19 ettari di un’area agricola, mentre l’elettrodotto avrebbe interessato le zone vicine al complesso La Pieve e Villa Costa. Acquisiti dunque i pareri di Ast, Regione, Arpam Rfi e del Comune di Macerata, la Provincia aveva chiesto alla società altre integrazioni relative alla modifica del tracciato e all’inquinamento acustico. Richieste che hanno spinto la Grenergy Rinnovabili 16 srl a chiedere la sospensione del procedimento che è stata però respinta dall’ente.

«Si ritiene – si legge nella determina dirigenziale della Provincia – che le osservazioni presentate dalla ditta in conseguenza del preavviso di diniego dell’autorizzazione richiesta non possano essere accolte. È stato chiesto alla ditta istante di presentare una “proposta di un’alternativa del tracciato dell’elettrodotto, meno intrusiva rispetto al territorio interessato in relazione alle interferenze del Ppar presenti ed eventualmente integrare la relazione paesaggistica con la descrizione delle motivazioni riguardo la mancanza di possibili alternative di ubicazione.” È quindi chiaro che la mancanza di possibili alternative al tracciato originario dell’elettrodotto, relativo al preventivo di connessione presentato in allegato all’istanza, non poteva essere decisa direttamente dalla ditta istante, ma doveva necessariamente essere stabilita dallo stesso gestore di rete (E-Distribuzione Spa) che ha rilasciato l’originario preventivo. Ne consegue che la proposta di alternativa del tracciato dell’elettrodotto sarebbe dovuta necessariamente passare attraverso la valutazione del gestore di rete, che in caso positivo avrebbe potuto benissimo rilasciare il nuovo preventivo di connessione per il nuovo tracciato già nel corso del tempo che separa la prima conferenza dei servizi decisoria di maggio 2024 dalla seconda conferenza dei servizi decisoria di novembre 2024. Quindi la ditta avrebbe dovuto presentare nella conferenza dei servizi di novembre 2024 la nuova proposta di elettrodotto come valutata positivamente dal gestore di rete e perciò accompagnata dal relativo preventivo di connessione e della validazione del nuovo progetto».

(redazione CM)



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