Qualche giorno fa, Mario Monachesi (oramai pensionato comunale, poeta e nostro collaboratore esterno), accompagnato dalla pittrice di Corridonia Gabriella Cesca, ha donato al museo “Cinema a pennello” di Montecosaro, sognato, pensato, realizzato e diretto da un grande e preparato Paolo Marinozzi, alcuni cimeli cinematografici da lui posseduti.
Mario Monachesi ha donato al museo, venerdì scorso, il vestito di scena di Nino Manfredi nel telefilm Rai “Un commissario a Roma”; una confezione di caffè Lavazza autografata con la scritta: “più Io lo mando giù, più Mario si tira su”, dallo stesso Manfredi; copione originale del film “Magnificat” di Pupi Avati; copione originale del film “Miliardi” di Carlo Vanzina; foto autentiche ed autografate di attrici ed attori, di Angelo Frontoni detto “il fotografo delle dive”; altre foto di Ornella Muti, scattate da Monachesi stesso a Civitanova , sul set del film “La dama bianca”.
Il patron Paolo Marinozzi, gran gentile signore di casa, ha poi fatto ai due graditi ospiti, da cicerone lungo tutto il percorso del Museo. Ammirare bozzetti originali per manifesti, manifesti rarissimi, la moto ed il giubbotto di “Troppo forte”, il gommone di “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”, gli occhiali bianchi di Lina Wertmuller, il cappello di Federico Fellini, i vestiti di Claudia Cardinale, Abbe Lane, Alice ed Ellen Kessler e tanto, tanto altro ancoa, è stato come attraversare una meravigliosa ed affascinante favola. Al termine del lungo giro e di un’altrettanto lunga e bella chiacchierata, ha donato al poeta e alla pittrice, l’intera serie dei libri che raccontano nei minimi particolari sia il museo che i personaggi anno dopo anno arrivati ad apprezzarlo. Tra questi Carlo Verdone, Claudia Cardinale, Giancarlo Giannini, Lucio Dalla, Vincenzo Mollica, Catherine Spaak, le gemelle Kessler ed altri ancora. Paolo Marinozzi fa sapere che darà gran risalto ai doni di Monachesi.
Come mai Mario Monachesi possedeva l’abito di Manfredi? Lo racconta lui stesso. “Nel 1994 sono stato suo ospite nella villa romana sull’Isola Tiberina, una bellissima villa stile liberty. Lo avevo conosciuto e mi ha voluto suo ospite assieme alla mia famiglia. Li ho avuto in dono l’abito, il caffè Lavazza ed altro. Ci siamo continuati a sentire fino a poco prima della malattia e la conseguente morte. Un grandissimo attore, una immensa, bella persona. Indimenticabile. In quell’occasione mi fece anche la proposta di fare una comparsata in un suo film, a malincuore, mia moglie non amava tanto quel mondo romano, dovetti rinunciare. Gli altri copioni li collezionavo da tempo”.
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