Un viaggio insolito e con l’obiettivo di aiutare i meno fortunati: è quello che stanno per intraprendere Serena Ballini, 25 anni, barista di Casette Verdini, Fabio Gasparri, 34 anni, elettricista di Sforzacosta, Daniela Morresi, 25 anni, commessa di Corridonia e Alice Cacchiarelli, 25 anni, operaia di Corridonia. I magnifici quattro raggiungeranno la missione di North Horr in Kenya, dove Fabio Gasparri ha già vissuto per 6 mesi di qualche anno fa lavorando come elettricista: «Abbiamo deciso tutti insieme di intraprendere questo viaggio accompagnati dalla sua guida, nella consapevolezza che andremo a conoscere una realtà molto distante e diversa dalla nostra e con la voglia di portare un piccolo un contributo umanitario verso la missione diocesana che sta operando in questa regione» dicono ragazzi.
Dal 7 settembre 1964, data della fondazione, opera la missione diocesana fondata dal missionario padre Giovanni Rocca. Nel corso degli anni la comunità si è ingrandita: padre Rocca costruì l’ambulatorio che divenne anche residenza delle suore tedesche, arrivate nel 1966. Il lavoro dei religiosi ha contribuito allo sviluppo della prima comunità cattolica Gabra, popolazione che, all’arrivo dei missionari, era nomade. Oggi la parrocchia si estende su una superficie di North Horr si sviluppa su una superficie di 14.745 chilometri quadrati, e dei 19.500 abitanti, circa 3.000 sono di fede cattolica.
Le principali attività della missione comprendono la diffusione del Vangelo, programmi di sensibilizzazione e prevenzione delle malattie infettive come l’Aids, insegnamento scolastico, lotta contro la siccità, aiuto dei bisognosi e pulizia dell’ambiente.
E’ possibile donare un’offerta da portare ai sacerdoti missionari per aiutarli nella loro attività: una raccolta fondi è attiva nell’area di servizio Q8 di contrada Acquevive a Sforzacosta (Macerata). Nella sala bar-ristorante è presente la mostra fotografica “Primo Piano”, a cura di Sandro Emiliozzi. «Inoltre abbiamo organizzato una cena solidale il 15 febbraio al Ristorancia di Tolentino, dove una parte del ricavato della cena verrà devoluto per la missione cattolico umanitaria presieduta da padre Hubert Moessmer a North Horr» dicono i ragazzi.
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Brava Alice, bella esperienza!!!! Buon viaggio a tutti!!!!
io non offro niente a meno che i soldi non servano per acquistare preservativi . Sono stufo di sentire storie tristi e pietose di un’africa violenta , e corrotta peggio di noi.
sono stanco di sentir parlare di infibulazioni, di regole interne applicate con il machete costituzionale. sono stufo di vedere montagne di carne umana approdare la loro disperazione qui , chiamate uomini, venire qui a spacciare e delinquere per sopravvivere .
sono stanco infine di subire i costi di tale invasione , 150€ al giorno per il loro mantenimento a spese dei nostri bisognosi ed anziani . Se siete stufi pure voi ditemelo se no non mi insultate troppo
sono stanco di questa marea di gente
Nulla togliere a quanto fanno questi ragazzi, ma non posso dare torto al Sig. Lucifero Virginio.
Non c’e’ bisogno di andare in africa per aiutare qualcuno, guardate le vere e proprie “favelas” che sono nate nelle periferie delle nostre città. Cosa serve spendere soldi per organizzare, viaggiare, contribuire ed alla fine del capitale iniziale rimane ben poco per aiutare. Non dobbiamo viaggiare, dobbiamo solo guardarci attorno anche nella nostra provincia.
Non riesco a capire come tutte queste organizzazioni umanitarie, spendano in spot televisivi, in lettere, in manifesti, hanno sedi lussuose con personale impiegatizio che non è presente a titolo volontario.
So che all’interno ci sono anche delle persone volonterose, che dedicano il loro tempo e la loro salute con passione, ma penso siano solo sfruttati dagli organizzatori, Pare ( ma spero vivamente di essere smentito) che ogni 10 Euro di beneficenza solo 50 centesimi arrivino al beneficiario ed allora ne vale la pena?
Non riesco ad intendere perchè con tutto il flusso di danaro versato a quei paesi poco cambia.
Così come non riesco a capire le cifre che sparano per quelli che arrivano con i barconi, dai 5000 ai 7000 euro per venire, ma se avessero veramente quelle cifre in un paese dove con un euro vivi una settimana dovresti assere un pascià. e se il debito è sulla parola quando arrivi come pensi di restituire la cifra senza la sicurezza di un lavoro? parti già sapendo che o rubi o ti fai sfruttare.
Si è unito anche Daniele Angeletti per il Kenia……….e vaiiiiiiii Dani!!!!