Grande successo in Cina per i prodotti firmati “100% Made in Italy”

MACERATA - La Confartigianato ha presentato questa mattina l'attività di export per il 2014. " Le piccole imprese, attraverso il progetto Jimo, avranno la possibilità di avviare importanti attività commerciali"
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Da sinistra Giuseppe Mazzarella, Renzo Leonori e Paolo Capponi durante la conferenza stampa di questa mattina

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Il presidente Renzo Leonori

Volano le relazioni commerciali tra la nostra provincia ed il paese tanto caro al “nostro” padre Matteo Ricci: attraverso l’intensa attività di export di Confartigianato Imprese Macerata il successo del 100% Made in Italy è sempre più legato alla Cina. Tramite una folta attività di incoming con buyer ed investitori cinesi, nel corso del 2013, Confartigianato ha stretto infatti importanti accordi commerciali che di fatto hanno aperto la strada ad una proficua collaborazione tra la Cina e le  imprese artigiane locali. Un importante accordo è stato infatti siglato l’anno scorso tra Li Jianquan, sindaco della città di Qingdao e Giuseppe Mazzarella, Presidente nazionale Confartigianato Moda.

La programmazione per l’attività di export 2014 di Confartigianato Imprese Macerata è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella Camera di Commercio di Macerata, alla quale hanno preso parte il presidente provinciale di Confartigianato Imprese Macerata cavalier Renzo Leonori, il presidente nazionale Confartigianato Moda, (oltre che membro del consiglio d’amministrazione dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) Giuseppe Mazzarella, ed il responsabile Moda di Confartigianato Imprese Macerata Paolo Capponi.

« Confartigianato sta lavorando con impegno sul fronte export per accompagnare sempre di più e sempre meglio le nostre imprese nei percorsi di internazionalizzazione, oggi indispensabili per essere competitivi in un mercato sempre più articolato  – ha affermato in apertura il presidente Leonori, che ha portato in apertura i saluti di Confartigianato – Devo rimarcare però con rammarico che spesso il Governo non ci sostiene in questo impegno e sembra anzi dimenticarsi che il tessuto produttivo del Paese è costituito per il 98% proprio dalle piccole imprese. Ora ci attende a breve un appuntamento nel quale confidiamo molto per fornire alle nostre imprese nuove importanti opportunità commerciali, che è quello di Expo 2015. Stiamo infatti lavorando sia per accompagnare le nostre imprese nella partecipazione all’evento, sia per portare buyers stranieri nel nostro territorio» 

« In Cina si stanno intensificando le politiche distributive — ha spiegato Giuseppe Mazzarella— Stanno nascendo grandi centri commerciali e zone di vendita in tutti i settori. La popolazione ha voglia di comprare prodotti d’eccellenza, “made in Italy”. Stiamo creando allora un “matching” tra loro, che hanno voglia di acquistare i nostri manufatti, e noi, che abbiamo aziende di qualità. E non c’è dubbio alcuno che questa sia la strada maestra da percorrere per aiutare le nostre piccole e medie imprese che altrimenti, non avendo esse personale e risorse a disposizione per partecipare direttamente alle fiere, rimarrebbero inevitabilmente tagliate fuori da un mercato che invece, giorno dopo giorno, mostra sempre più apprezzamento non solo per la qualità ma anche per la provenienza certificata dei prodotti. Da anni, come Confartigianato, lavoriamo all’internazionalizzazione del nostro distretto, mettendo in contatto i buyer (e portandoli nel nostro territorio) direttamente con le imprese. Se l’oggi ha come obbiettivo il mercato cinese, un futuro assai prossimo vedrà focalizzata la nostra attenzione anche verso altri mercati quali Giappone, Russia, America, senza trascurare la nostra Europa ».

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L’intervento del presidente Mazzarella

« Si tratta di una enorme possibilità per le nostre piccole imprese – ha detto Paolo Capponi di Confartigianato Imprese Macerata – che attraverso il progetto Jimo avranno la possibilità di avviare importanti attività commerciali. E’ di grande interesse rilevare – che la Cina da qui al 2016 crescerà mediamente del 13% annuo: il maggior benessere stimolerà, come in passato, anche la ricerca di qualità ed i nostri prodotti, al riguardo, non sono secondi a nessuno. Non va dimenticato che già attualmente, per quanto concerne l’acquisto di beni di lusso, la Cina assorbe il 35% della produzione mondiale (seguita dalla vicina Hong Kong, con il 26%; Europa ne assorbe il 23%, gli Stati Uniti d’America il 10%) e nel suo territorio Shanghai (con il 49%) e Pechino (con il 38%) recitano la parte del leone. Inoltre è da rimarcare anche che va modificandosi l’approccio dei cinesi verso l’acquisto di beni di lusso: se fino a qualche anno fa nettamente predominante era, da parte dei ricchi consumatori cinesi, la ricerca del brand, oggi stiamo assistendo ad una virata di mentalità sia dei nuovi ricchi che dei buyer di nuova formazione. Non è più, infatti, solo il marchio famoso a farla da padrone: si sta sempre più affermando l’interesse per il prodotto in sé, essendo aspetti quali il gusto, lo stile, l’alta qualità, ancorché priva di un marchio affermato, quelli che generano emozioni e desiderio d’acquisto. Aspetti, questi, tutti insiti nelle produzioni del nostro Made in Italy, soprattutto in quelle del vero e totale “tutto fatto in Italia”: ecco quindi che i prodotti con logo 100% Made in Italy, stanno riscuotendo sempre maggior successo. Dati che fanno ben sperare sono poi quelli riguardo alle esportazioni del settore moda nell’ultimo trimestre 2013, che segnano un +3%. Le esportazioni del distretto di Tolentino segnano poi un +14%. Sono numeri che ci forniscono un seppur moderato, ottimismo, e che ci danno impulso per continuare a percorrere con sempre maggior convinzione la strada dell’export».
(foto di Lucrezia Benfatto)

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