Si svolgera’ a Recanati, il prossimo 10 dicembre, la ‘Giornata delle Marche 2011′, dedicata a Giacomo Leopardi e ai 150 anni dell’unita’ d’Italia: ‘O Patria mia. Leopardi, le Marche, l’Italia’ e’ il tema scelto per qest’anno. L’evento, giunto quest’anno alla settima edizione, e’ dedicato a tutti i marchigiani, residenti in Italia o all’estero, chiamati a celebrare la loro regione, per testimoniare il senso di appartenenza a una comunita’, la condivisione di valori, di una storia e di una cultura. Il messaggio profondo legato al tema dell’unita’ nazionale e’ stato cantato anche da Giacomo Leopardi, che nacque a Recanati e che, nel 1818, scriveva la canzone ‘All’Italia’, dove con stile alto esprimeva il suo intenso amore per la patria. La dedica della ‘Giornata delle Marche’ a Leopardi, segue quelle dello scorso anno, nel nome di padre Matteo Ricci e di Giovan Battista Pergolesi. “L’incipit del canto leopardiano ‘All’Italia’ – ha dichiarato il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca – e’ sembrato il riferimento migliore per celebrare questa ricorrenza. Leopardi e’ una figura universale eppure oggi di sicuro rappresenta un forte segno identitario delle Marche e dell’Italia”. Le celebrazioni cominceranno il 9 dicembre con la riunione del Comitato esecutivo dei marchigiani all’estero; nella stessa giornata in programma, tra l’altro, la consegna dei riconoscimenti alle imprese marchigiane con il Premio ‘Valore Lavoro’ e la conferenza di Corrado Augias sul tema ‘Leopardi e l’Italia’. Il 10 dicembre la cerimonia ufficiale della Giornata delle Marche, durante la quale saranno consegnati, come da tradizione, il Picchio d’Oro e del Premio del Presidente della Regione Marche; l’attrice Isabella Ferrari leggera’ Leopardi nel recital ‘Dall’Italia all’Infinito’. Concludera’ le celebrazioni, sempre al Teatro Persiani, il concerto della Banda musicale dell’Arma dei Carabinieri, ‘A Leopardi, alle Marche, all’Italia’. Fino all’11 dicembre, infine, si svolgera’ il Grand tour della Cultura, con aperture straordinarie di musei, archivi e biblioteche delle cinque province marchigiane, per visionare documenti, cimeli e opere d’arte che testimoniano la storia locale e la partecipazione di illustri marchigiani alla realizzazione dell’Italia unita.
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GIACOMO LEOPARDI NELLA TOP 100 DEI LIBRI USCITI NEGLI USA
Nei piani alti della classifica dei 100 libri più importanti del 2011 stilata dal New York Times svetta un italiano del XIX secolo, il conte Giacomo Leopardi. I Canti del poeta recanatese sono infatti usciti nella traduzione inglese di Jonathan Galassi per l’editore Farrar, Straus & Giroux. Il quotidiano americano chiosa così il sesto posto di Giacomo Leopardi: «Con questa traduzione, potrebbe diventare importante per la letteratura americana quanto Rilke e Baudelaire». In vetta, per la cronaca, ci sono i racconti di Don DeLillo (Angel Esmeralda), l’esordio, clamoroso per consenso di critica, di Chad Harbach, considerato il nuovo Franzen (The Art of Fielding, uscirà per Rizzoli nel 2012) e Hector Tobar (The Barbarian Nurseries) con un romanzo sull’integrazione tra etnie diverse a Los Angeles. Non mancano i soliti noti con libri già editi in Italia come Stephen King (22/11/’63, Sperling&Kupfer), Nicholson Baker (La casa dei buchi, Bompiani), David Foster Wallace (Il re pallido, Einaudi), Murakami Haruki (1Q84, Einaudi), Jeffrey Eugenides (La trama del matrimonio, Mondadori). Nomi che tornano un po’ ovunque, in queste prime compilation di fine anno. [Tratto da Il Giornale, leggi l’articolo]
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“Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”….il mio preferito!!!!!
Mentre i rappresentanti della Regione Marche e della Provincia di Macerata non perdevano (e non perdono) occasione per esportare l’immagine del territorio, e soprattutto la propria, con comparsate televisive, comunicati stampa, partecipazione a fiere varie e sagre di prodotti tipici, tra ciauscolo, vincisgrassi e vino cotto, vennero superati da Silvio Berlusconi che aderì all’appello lanciato da “Libero” finanziando la stampa dello Zibaldone in inglese. Il tesoretto di Leopardi è diventato un vero veicolo culturale di promozione turistica.
Palazzo Bello. Cane di notte dal casolar al passar del viandante. Un luogo per un parco leopardiano mai nato e l’incipit dello Zibaldone. Quando il prof. Mario Carancini, penultimo proprietario di Palazzo Bello e grande ammiratore del Leopardi, nel corso dei lavori di restauro, volle tamponare una finestra del piano terra con una lapide a testimoniare la presenza del poeta recanatese non sapeva che ci avrebbe aiutato a chiarire un equivoco. Infatti in pochi versi “Era la luna nel cortile, …” il Leopardi ci descrive perfettamente le sensazioni di una notte di mezza estate: un cane che abbaia da un casolare mentre passa un carro lungo la via Flaminia proveniente da o verso Loreto – Porto Recanati e la luna che illumina un tratto del cortile. Non c’è dubbio che il Poeta stesse a Palazzo Bello ospite della marchesa Giuditta Mancinforte Sperelli, anche se quel cortile formato dalla serra e dalla scuderia ora non c’è più.