di Alessandra Pierini
Anffas e Contram Mobilità uniscono le forze per garantire ai soggetti con disabilità motorie o relazionali una accoglienza adeguata nei mezzi del trasporto pubblico urbano. E’ questo il risultato ottenuto con l’attuazione di un progetto attuato con la collaborazione della Provincia di Macerata e con la sezione Trasporti di Confindustria.
«Formare gli operatori del trasporto pubblico – ha spiegato Francesco Belardinelli, presidente di Confindustria Trasporti e di Contram Mobilità- perchè siano in grado di rispondere anche alle esigenze dei disabili ci è sembrato un passo fondamentale, anche perchè abbiamo notato negli anni come un autista simpatico e disponibile possa far passare inosservati anche il verificarsi di eventuali problemi tecnici. Già in passato Contram ha mostrato su più fronti una forte sensibilità sociale. Lo stesso accade in questo caso con una iniziativa fortemente voluta e non imposta per legge».
Venti autisti dei trecento che lavorano per Contram, selezionati in modo tale da coprire le diverse zone della provincia, hanno preso parte ai corsi tenuti da Emanuela Magnaterra e Daniela Bubbolini, professioniste che lavorano per l’Anffas e si faranno portavoce di quanto appreso verso i loro colleghi. «Questo è un progetto di alta valenza sociale – ha spiegato Stefano Gregori, vice presidente di Contram – che vede unite due eccellenze della socialità. Oggi sulla stessa linea si sta muovendo la Regione Marche. Dal 2007 ad oggi Contram ha acquistato 46 autobus di cui 22 sono dotati di pedana e si sono aggiunti ai 6 già disponibili. Grazie alla territorialità della nostra struttura conosciamo le esigenze di ogni zona e possiamo dislocare i mezzi dove esistono delle particolari necessità. Questo progetto deve essere però completato con un intervento della Provincia che dovrebbe attrezzare le fermate perchè possano essere utilizzate dai disabili».
Mario Sperandini, presidente dell’Anffas, è molto soddisfatto del risultato ottenuto: «Quando il progetto ci è stato proposto avevamo qualche perplessità perchè l’Anffas si occupa più che altro di disabilità intellettiva che è più subdola di quella fisica. Poi però abbiamo pensato che tra le nostre attività c’è quella di andare a prendere i ragazzi che vengono affidati ai nostri autisti. Abbiamo quindi pensato che scoprire la relazione con il diverso giova a tutti ed è opportuna e può aiutare a contaminare il territorio con l’apertura al diverso. Stiamo realizzando la comunità alloggio ma spesso mi pongo il problema che questa possa diventare una gabbia dorata se l’ambiente esterno non è pronto ad accoglierli. Ultime conquiste di questi tempi – ha concluso sono il documento Onu sui diritti delle persone con disabilità e chiedo che gli enti su di esso riflettano e lo facciano proprio e la scelta di Mario Monti di convocare un forum del terzo settore, finora negato dal ministro Sacconi, al quale è stata invitata anche la Federazione per il superamento dell’handicap».
L’assessore provinciale Leonardo Lippi ha parlato della necessità di garantire delle reti protettive per i soggetti con disabilità: «Il terzo settore sta per riflettere, dobbiamo pensare a delle misure e la crisi deve farci riflettere sulle azioni quotidiane da svolgere nel sociale. Le reti protettive si stanno dissolvendo e dobbiamo trovare il modo di ricrearle, soprattutto sostenendo le famiglie. La riscoperta di valori condivisi ci deve portare al recupero della dignità dell’essere umano. C’è stato in questi anni un blocco delle istituzioni e un corto circuito tra la società e chi la rappresenta e i tagli non aiutano. Abbiamo già in progetto la realizzazione delle pensiline ma l’intoppo delle risorse dovuto al patto di stabilità non ci aiuta. Il taglio sui trasporti pubblici locali è enorme quindi è necessario razionalizzare il servizio e scegliere quali sono le priorità».
(Foto di Guido Picchio)
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