di Maurizio Verdenelli
Il popolo di Montelago in marcia. In ventimila (forse, quest’anno, ancora di più) ‘pianteranno’ le loro tende sulla terra dell’antico altipiano di Colfiorito, crocevia di (prei)storia, razze, civiltà per un rito che si ripete a mezz’estate da nove anni. “Centocinquantamila presenze …stabili, non certo di passaggio come in certe località di mare, mai un incidente, pronto soccorso inattivo o quasi, siamo il festival di genere più conosciuto in Italia, il primo nonostante l’assenza, fortemente voluta, di vip, volti noti tv, band stellari e nonostante la lontananza dalle grandi vie di comunicazione” sillaba Maurizio Serafini, talento multiforme, direttore artistico insieme con Luciano Monceri di Montelago Celtic Festival.
Una Woodstock a cavallo tra due regioni, manifestazione ormai cult del calendario agostano umbro-marchigiano. Non solo perchè il Comune di Foligno è sponsor istituzionale insieme con il Ministero della Gioventù, la Regione Marche, la Provincia di Macerata e il comune di Serravalle di Chienti, ma pure e sopratutto perchè di quei ventimila ospiti ogni volta, la metà è costituita da umbro-marchigiani. Giovani e meno -dai 16 ai 40 anni, con eccezioni costituite da interi nuclei familiari composti pure da pargoli e da nonni- che anche quest’anno, da venerdì 5 sino all’alba di domenica 6 agosto, si ritroveranno a Taverne di Serravalle accomunati dalla musica celtica, dalla passione per l’Irlanda (il Paese ricambia col patrocinio offerto dall’ambasciata in Italia) dalle tradizioni e dalla natura, dalla cultura ed ora pure dal rugby.
“E’ lo sport più celtico e cavalleresco che esista, dove c’è un terzo tempo che permette di fraternizzare nell’intervallo con l’avversario- dice Monceri- E’ la stessa federazione a patrocinare il trofeo ‘Flowers of Montelago’. Interverrà il guru di questo sport in Italia, Francesco Ascione, coordinatore tecnico federale, insieme con Maurizio Longhi, presidente regionale ed Edilio Venanzoni, delegato provinciale. Il rugby rappresenta bene la filosofia e lo spirito che anima il nostro festival”.E perchè non venga a nessuno in mente di scambiare il popolo di Montelago -luogo bellissimo dove si sono tenute le prime quattro edizioni- per un accampamento leghista, considerati elmi, spade, scude, tuniche e corazze varie, Serafini e Monceri hanno ‘gridato’ in conferenza stampa, tenuta presso il Palazzo della Provincia presente l’assessore Giovanni Torresi, l’assoluta trasversalità del Festival: “I politici, sia chiaro, sono benvenuti ma non tollereremo strumentalizzazioni di sorta”.
Il Festival si offre sopratutto come grande occasione turistico-culturale per le due regioni di riferimento. Fa filtrare, circospetto, Serafini: “Sia la Provincia di Ascoli Piceno sia il Comune di Foligno ci hanno chiesto di organizzare sul loro territorio la rassegna che si appresta nel 2012 a celebrare il decennale… Siamo in tanti e da quest’anno certificheremo anche la provenienza di ciascuno. Ci sono ragazzi da Svizzera, Spagna (Galizia ed Asturia), Francia, Germania, Irlanda e Gran Bretagna. Dall’Italia, con l’Umbria e Marche presenze dall’Abruzzo, Romagna, Toscana e Lazio. Per il turismo (inter)regionale una grande occasione per tentare di ‘fermare’ per più di due giorni questa massa di gente: non a caso abbiamo avuto richieste da Senigallia”.Gli fa eco nostalgico, Torresi sindaco di Pioraco: “Dei tempi di Montelago, ricordo le migliaia di ragazzi che salivano… compresi i miei figli. Da assessore provinciale non vorrei ora che il territorio perdesse il Festival: la Provincia è disponibile a collaborare fattivamente anche per il futuro”.Monceri tiene a sottolineare che non solo di birra, giochi celtici e dello splendido mercatino (60 espositori europei di ‘meraviglie’ con indumenti celtici e bevande elfiche…) vive il festival.
Nella tendopoli c’é infatti la ‘tenda tolkien” “l’occhio druidico sul pianeta curato da Perigeo Onlus”: l’aspetto culturale della kermesse curato da Alessandra Poggi con incontri e dibattiti sulle radici dei continenti e dei popoli. Ed inoltre la Letteratura Fantasy: “Tolkien, Yates e la tradizione dei Sibillini” a cura di Cesare Catà e gli incontri con gli autori coordinati da Loredana Lipperini. Ci sarà poi l’assoluta novità di Living Library: ‘volumi viventi’ e cioè protagonisti di storie che potranno essere interpellati in un dialogo interattivo… senza necessità di sfogliar pagina.Ed inoltre a rassicurare sulla totale agibilità del Festival anche per i minori, c’ il baby park. Laura Martellini ‘crescerà’ i giovani celti.Ma vediamo gli appuntamenti di questi due giorni che ripete, grazie al tam tam dei social network dei suoi fidelizzati ospiti (“per la pubblicità spendiamo solo 10.00 euro”) un successo straordinario, monitorato da due anni con soddisfazione dal Ministero della Gioventù ed ormai oggetto dei desideri e dunque di una ‘sotterranea’ asta tra Marche ed Umbria.Venerdì 5 agosto.Orari apertura stands. Birra, gastronomia e mercatino celtico: dalle ore 16 di venerdì alle ore 2 di sabato.Dalle ore 16. Torneo nazionale di rugby a sette.Ore 17. Seminario di letteratura fantasy.Live concerts. Ogam (h. 21); Green Clouds (h. 22,30); Folkstone (h. 24).Sabato 6 agosto.Orari apertura stands birra, gastronomia e mercatino celtico: dalle ore 10 alle ore 6 di domenica.Incontri/dibattiti (h.e 10,30); finali di rugby (h. 12); tavola rotonda sul rugby (h. 15); baby park (dalle h.15); giochi celtici (dalle h.15); stages (dalle h.16); incontri con gli scrittori fantasy (h. 17); accensione fuochi sacri (h. 20,45); premiazione torneo di rugby e giochi celtici (h.21).Live concerts. Franco Morone (h.21.15); Breabach (h.22.30); Bellon&Maceiras (h.24); Electric Ceili (h.1,30); I liguriani (h.3,15); Midnight (h.4,30).A presentare Montelago Celtic Festival saranno Paolina Ciccarelli, il folletto friulano Coghy e lo staff di radio Arancia. GUARDA IL PROMO
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
sono tentata di farci un salto….delle prime edizioni me ne hanno parlato decisamente male, ma da quel che leggo da la cosa si è evoluta….rispetto a bundan e al trigallia (finchè lo facevano) come si presenta?
un raduno internazionale de ‘mbriacu’
ma la percentuale gente in abito celtico/gente vestita normale qual è?
Forse l’amico Monceri, preso dall’organizzare la bellissima e seguitissima manifestazione (che spero rimanga anche in futuro in Provincia di Macerata), fa un pò di confusione sul rugby.
Sebbene il “gioco della palla” ha origini antichissime (ben prima del calcio fiorentino, si arriva addirittura ai romani) il rugby, come lo conosciamo noi, non è celtico e nemmeno irlandese…
no ne verranno minimo 500.000
no ne verranno minimo 500.000