Morto Gianfranco Fornari,
fondatore della Fornarina
CIVITANOVA - Lutto per la scomparsa del patron del noto marchio della moda, si è spento nella sua casa a 77 anni
di Laura Boccanera
E’ morto ieri sera Gianfranco Fornari, il patron della Fornarina si è spento nella sua casa, a 77 anni, circondato dall’affetto della famiglia. Da tempo malato è rimasto finchè ha potuto al lavoro nella sua azienda di calzature, che ha fondato nel 1947, accanto ai figli Lino e Giuseppe. E’ stato uno dei primi imprenditori calzaturieri di Civitanova a raggiungere i vertici internazionali con strategie innovative e di successo. I funerali si svolgeranno domani mattina alle 9.15 nella chiesa di Cristo Re, a Civitanova.
Gianfranco Fornari nasce a Civitanova il 20 Febbraio del 1937. Nel cuore del distretto marchigiano e con alle spalle quattro generazioni di calzaturieri, Gianfranco – per molti Franco, in giovanissima età inizia a sperimentare con ingegno ed incessante curiosità tecniche di produzione e nuovi modelli. Con capacità ed intelligenza, fin dall’inizio le soddisfazioni di Gianfranco Fornari sono legate all’innovazione di forme e colori, premiate dal mercato per l’essere al di fuori degli schemi tradizionali. Nel 1947 viene fondata la Fornari Spa e Fornarina è la linea di calzature femminili dal carattere trendy. Arrivano così i primi successi della zeppa in sughero colorata ed estrosa ed a seguire la ballerina Fornarina dalla punta all’insù e tacco rigorosamente basso. Tecniche di montaggio sempre nuove, lo studio scientifico e meticoloso delle forme sono le principali attività e passioni di Gianfranco, ma anche elementi di distinzione nel panorama moda. Nel 1963 Gianfranco sposa Elena Minnetti, che lo affianca nelle sue visioni imprenditoriali e dalla loro unione nascono i due figli Lino e Giuseppe, attualmente impegnati nel continuare la mission aziendale. Nel 1967 la moda si trasforma in direzioni prima impensabili. Dopo i colori, la rivoluzione investe i materiali: è ora di vernici colorate e capretti. Per la prima volta pellami poveri, solitamente usati per calzature da lavoro o militari, diventano veicolo di raffinatezza e colore per le ragazze. Nel 1969 viene aperto il primo punto vendita diretto. Il forte desiderio di essere sempre in anticipo sui tempi porta ad uscire dall’ormai stretto mondo degli accessori, ed alle calzature si affianca l’abbigliamento. Negli anni ’70 Fornarina è la punta di diamante dello streetwear, fenomeno che esplode a Londra e terreno fertile in cui viene declamata l’internazionalità del marchio. Gianfranco è tra i primi imprenditori a monitorare il modo di vestire dei giovani londinesi, la loro personale visione del mondo, la loro capacità di mixare i capi, anche dovuta alla loro conformazione multietnica. Da allora il marchio Fornarina sbarca in Cina, America, Hong Kong. L’esperienza maturata e la grande intuitività di prodotto vedono negli anni il costante impegno di Gianfranco nel proporre sul mercato modelli nuovi ed in grado sempre di rispondere ai desideri delle consumatrici. Uomo schivo, curioso, ricco di aneddoti ed ilare, sperimentatore, incessante studioso delle forme, Gianfranco Fornari ha collaborato con luminari della medicina in ambito anatomico e con i più prestigiosi imprenditori calzaturieri in Italia. Gianfranco ha trascorso la sua intera esistenza nell’azienda, instaurando con suoi collaboratori uno stretto rapporto, senza linee di demarcazione, ma fondato sulla compartecipazione, sulla generosità intellettuale e sulla professionalità.
Cordiale e prodigo nella vita privata, quanto geniale e creativo nella sua professione, Gianfranco ha impresso un profondo segno nelle vite di tutti coloro che hanno avuto l’opportunità di conoscerlo.

RIP
Un grande uomo, come scritto nell’ultima frase dell’articolo, “ha impresso un profondo segno nelle vite di coloro che l’hanno consciuto”: ogni volta che lo incontravo mi dava consigli di vita.
Vivissime condoglianze alla famiglia
Condoglianze a tutta la famiglia, sicuramente un grande uomo, pieno di successi, l’unico fallimento aver messo in mano l’azienda a gente incompetente che sono riusciti a distruggerla, io faccio parte delle vittime del concordato. Comunque resta sempre il fatto che lui è’ stato un grande.