Gessica Romagnoli, ingegnera edile
tra la professione e le tre figlie
«Felice di essere una mamma lavoratrice»

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8 MARZO – L’intervista alla professionista in maternità dopo la nascita delle sue due gemelline

 

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Gessica Romagnoli

di Angela Grassetti*

Donna, lavoratrice e mamma:  Gessica Romagnoli di Potenza Picena,  come molte altre sta affrontando le difficoltà lavorative generate dal Covid-19 ma anche la gioia della maternità da neomamma di due gemelline.

Gessica, come ha scelto il suo percorso di studi?
«Ho sempre avuto la passione per i numeri e le materie scientifiche, quindi è stato naturale scegliere il liceo scientifico, era la scuola che mi avrebbe dato una formazione importante per poter poi intraprendere il percorso di studi successivo.
Quando arrivò il momento di scegliere, ho cercato tra le varie facoltà quella che rispecchiava di più la mia passione nell’applicazione di formule matematiche, e così scelsi ingegneria edile».

Ha avuto difficoltà a trovare lavoro in questo ambito?
«No, sono stata molto fortunata, solo dopo due mesi dalla mia laurea ho trovato lavoro nello studio in cui sono tutt’ora, dato che cercavano qualcuno da formare, ma ripeto, sono stata fortunata, non è semplice trovare un posto di lavoro nel campo edile specialmente in questi ultimi anni».

Nel suo lavoro di quale aspetto si occupa in particolare?
«Principalmente mi occupo di acustica ambientale, studio tutte le caratteristiche di comfort acustico all’interno delle abitazioni, ma anche dell’impatto ambientale acustico esterno alla struttura che si costruisce.
Mi occupo inoltre del coordinamento della sicurezza in cantiere, della contabilità, dei computi metrici, della progettazione e della direzione ai lavori. In studio siamo siamo diversi collaboratori e ci occupiamo di tutte le fasi, dalla progettazione alla cantieristica e anche delle pratiche urbanistiche».

In questo particolare momento di difficoltà dovute alla Covid-19, quali ripercussioni ci sono state sullo svolgimento del suo lavoro?
«La pandemia ha reso tutto più difficile: con il lockdown i cantieri sono stati fermi, poi alla ripresa ci siamo dovuti scontrare con il discorso della sicurezza. Abbiamo dovuto aggiornare tutti i documenti e i protocolli e fare in modo che tutti lavorassero in totale sicurezza, anche se inizialmente le normative non erano del tutto chiare. A livello di lavoro, sono tante le attività che stanno soffrendo e alcuni clienti con questa incertezza economica hanno ritirato i progetti per paura di non poter sopperire all’impegno economico».

Per lei questo momento è ancora più speciale, visto che ha dato alla luce due gemelline.
«Ho avuto due gemelline il primo febbraio, sono in maternità a casa e l’impegno è davvero tanto.
Spero di tornare a lavoro non troppo tardi ma neanche troppo presto, come ogni madre sono combattuta tra il lavoro e le bimbe. Sono una mamma lavoratrice e sono contenta di esserlo, ma voglio dedicare più tempo possibile alle mie figlie, ho anche un’altra bambina di tre anni, e cercherò di conciliare entrambe le cose».

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Gessica Romagnoli con le bambine

Come prevede sarà il suo rientro al lavoro?
«Spero di poter mandare avanti alcune pratiche già da casa, per non lasciare troppo lavoro arretrato. Sto parlando ovviamente delle situazioni più urgenti, soprattutto riguardanti la contabilità».

Cosa ne pensa del bonus 110% di cui tutti parlano in questi ultimi tempi? Ha avuto o avrà l’occasione di sfruttarlo?
«Credo che sia un’ottima opportunità per i tecnici, le imprese e i committenti. Rappresenta un’occasione per la riqualificazione energetica e quindi si parla di vantaggi anche a livello ambientale. Però la normativa è un po’ complessa e i continui aggiornamenti creano più confusione che altro,  spesso i casi di applicazione cambiano addirittura di settimana in settimana
Ad oggi cantieri a lavoro attribuibili al bonus non ce ne sono, sono tutti in fase di progettazione. Le norme devono diventare più chiare così come gli aggiornamenti, altrimenti come tecnico se non sono sicura che il bonus sia applicabile lo sconsiglio. Non si possono impegnare grandi risorse senza avere una certezza normativa.
L’occasione è grande, è un peccato che scada così a breve».

*Angela Grassetti, studentessa del liceo artistico “Cantalamessa” di Macerata. Articolo realizzato nell’ambito del progetto Alternanza Scuola lavoro



2 commenti

  1. Alfonso Valori il

    Ma può una donna essere contenta di sentirsi chiamare “ingegnera” o “avvocata”. Sono epiteti orrendi

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