Gabriele, il santo patrono degli studenti
e la sua vita nella Val di Chienti

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CHI E’ – La sua storia, il legame con Civitanova dove anche la banda porta il suo nome

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San Gabriele

di Carlo Torregrossa

Oggi il calendario cristiano dei santi celebra San Gabriele, patrono della città di Civitanova. Singolare il culto che è legato a questo santo, beatificato da Papa Benedetto XV. Ogni anno, studenti e studentesse dell’Abruzzo (di cui San Gabriele è il santo patrono) e di molte altre regioni limitrofe, che devono sostenere l’esame di maturità, si recano nel santuario a lui dedicato situato ai piedi del Gran Sasso d’Italia, pregando per il buon esito dell’esame e facendogli benedire le penne con cui lo faranno. Certo ques’anno è tutto diverso visto che l’esame di maturità sarà un maxi orale per cui le penne non serviranno.
La vita di San Gabriele è legata alle Marche e alla  provincia di Macerata. Andiamo a scoprire come.

Il papà Sante Possenti e la mamma Agnese Frisciotti decisero di celebrare le loro nozze, nella Parrocchia di San Marone a Civitanova il 13 maggio 1823. Gabriele fu l’undicesimo dei loro tredici figli. Nacque ad Assisi il 1 marzo 1838. Il suo nome era Francesco, era un ragazzo normale, studiava, si divertiva e andava dietro alle belle ragazze, come ogni ragazzo della sua età faceva. Dovette però affrontare il dramma della morte della mamma e anche di 3 sorelle. Poi un giorno, sentì dentro di sé la vocazione religiosa. Raccontava di una una voce che lo invitava a lasciare la vita borghese, per dedicarsi alla religione passionista. Un tipo di spiritualità basata sul mistero della passione e morte di Gesù, vista come manifestazione suprema dell’amore di Dio.
La decisione, non fu semplice, anche perché dovette convincere il padre Sante Possenti, governatore pontificio, il quale metteva in guardia il figlio circa la difficoltà del percorso che voleva intraprendere. Infine, però si convinse.
E così Francesco prese i nomi della comunità passionista, prendendo il nome di San Gabriele dell’addolorata. Studiò Filosofia nelle Marche, nello specifico a Pieve Torina, per poi spostarsi in Abruzzo, per completare i suoi studi teologici. Qui Trovò ospitalità presso la Chiesa di Santa Maria a mare, a Giulianova. qui è ancora conservata la camera da letto dove visse per il suo periodo di permanenza a Giulianova.

Infine si spostò a Isola del Gran Sasso d’Italia dove si ammalò di Tubercolosi ossea. Per tutta la durata della sua malattia, San Gabriele, continuò, per quanto gli era possibile, la normale vita conventuale, e mantenendo sempre un assetto più che tranquillo. Morì all’età di 24 anni, mentre stringeva nel petto un immagine della Madonna addolorata. Fu beatificato da Papa Benedetto XV nel 1920.

Ancora oggi, moltissime persone si recano Santuario di San Gabriele nell’isola del Gran Sasso d’Italia, per rendere omaggio a questa figura di santo a cui si è molto devoti. Inoltre, moltissimi religiosi italiani hanno contribuito ad esportare il culto di San Gabriele oltre oceano, portandolo fin negli Stati Uniti. C
A causa della sua morte, avvenuta in giovane età di San Gabriele, non si hanno molte immagini. Tutte quelle che abbiamo sono postume.

San Gabriele è molto venerato ed amato nelle Marche. In particolare nelle città di Macerata, Fermo, Ascoli Piceno, Morrovalle, in particolare nel Val Di Chienti dove fece il noviziato nel convento dei frati passionisti. San Gabriele è molto venerato anche a Civitanova dove, oltre a sposarsi i genitori, il padre lavorò per quattro anni come amministratore. A San Gabriele è intitolata una chiesa e anche la banda della città a manifestare la grande devozione che accompagna la figura del santo.

 



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