Caterina Meschini si “tuffa” in teatro
con un monologo di Liliana Segre
«L’ho sentito subito mio»

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L’INTERVISTA alla studentessa del liceo artistico “Cantalamessa” e campionessa di nuoto paralimpico. La regista Fabiana Vivani l’ha scelta per il progetto Aletheia che partirà da Spoleto

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Caterina Meschini rappresenta Liliana Segre in un video messo in rete dal liceo Cantalamessa

di Carlo Torregrossa

Le passioni guidano a grandi successi, questo quello che ci insegna la forza e la volontà di Caterina Meschini, 18 anni, di Macerata. Studentessa del liceo artistico “Cantalamessa”, si è fatta conoscere nel nuoto paralimpico conquistando numerose medaglie, ora si è dedicata anche al teatro. Tutto è nato dal laboratorio teatrale promosso dall’insegnante di italiano Roserita Calistri in collaborazione con la regista maceratese Fabiana Viviani, insegnante di pedagogia teatrale. Ed è proprio Vivani che ha proposto a Caterina la possibilità di calcare un palco ancora più importante di quello scolastico. All’interno del progetto\ spettacolo “Aletehia, teatro di voci e corpi di donne” a Spoleto, nel quale Caterina Meschini interpreterà Liliana Segre.

Come è nata la passione per il teatro, in particolare questo passaggio dal nuoto al teatro, come è avvenuto? Spiegaci il tuo percorso.
«
Sono sempre stata appassionata di teatro e cinema. Fin da piccola giocavo sempre ad imitare qualsiasi cosa, e mi hanno consigliato di iniziare a fare teatro. A scuola, l’anno scorso Fabiana Viviani ha proposto questo laboratorio a partecipazione volontaria. Ho iniziato a fare questo laboratorio, e a febbraio uno spettacolo sulla giornata della memoria.
Ho manifestato alla regista la passione per il teatro, che volevo portare avanti. Lei mi stima molto e ha deciso di farmi partecipare anche ad uno spettacolo. in cui presenterò il  monologo di Liliana Segre».

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Da cosa è scaturita l’idea di interpretare proprio il ruolo di Liliana Segre?
«La prima volta che ho rappresentato il monologo di Liliana Segre, l’ho sentito subito mio, mi ha affascinato moltissimo e alla regista è piaciuta molto la mia interpretazione. Lo spettacolo che sarà in scena a Spoleto  parla di donne che hanno avuto una vita importante. Quindi la regista mi ha proposto di riprendere quel personaggio»

 

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In che modo, tu e gli altri artisti di “Aletheia” state affrontando questo particolare periodo?
«
Di questo nuovo spettacolo non ho provato ancora nulla (Caterina è entrata a far parte di “Aletheia” il 25 gennaio, mentre il debutto è stato il 18 ottobre, non ci sono state ancora repliche a causa del Covid ndr) Adesso stiamo facendo, sempre con la scuola, un altro laboratorio per celebrare i 700 anni di Dante Alighieri. Si svolge per la maggior parte a distanza. Forse riusciremo a vederci un po’ di più ora che la didattica è in parte in presenza.
Nel fare teatro a distanza ti senti bloccata. In presenza è più facile dare enfasi ai movimenti del corpo e alle espressioni, a distanza si hanno anche problemi di connessione e tutto diventa molto più complicato».

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Caterina sul palco durante uno spettacolo scolastico

Al di là del teatro, nella vita di tutti i giorno, come affronti il distanziamento?
«Alterniamo una settimana in presenza e una a distanza. Così è un po’ meglio, puoi rivedere parte dei tuoi compagni e comunque stare a scuola è tutta un altra cosa. Faccio fatica a ricordarmi la vita normale».

Fin dove hai intenzione di arrivare con il teatro?
«Vorrei portarlo avanti il più possibile. Adesso mi concentro sul presente e non penso al futuro».

Oltre al nuoto e al teatro, quali altre passioni hai?
«Sono appassionata per il disegno, e in generale per tutto ciò che è arte, compreso il cinema».

Visto che hai parlato di cinema, chi è il regista che preferisci?
«Mi piace molto Ferzan Özpetek».

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COS’E’ IL PROGETTO\ SPETTACOLO ALETHEIA – Il progetto\spettacolo è nato a Spoleto l’estate scorsa all’interno del contenitore\ festival sulla libertà d’espressione. “Aletheia” rappresenta un simposio al femminile potente e significativo. Con narrazioni che sono scritte dalle attrici ed assemblate dalla regista. Inoltre è stato premiato dalla fondazione Giulio Loreti onlus.

Il progetto spettacolo, oltre che a portare in scena 7 donne, provenienti da differenti paesi delle Marche, rappresentano il vissuto di altrettante figure femminili, appartenenti allo scenario artistico, culturale e filosofico,  tutte con i loro pensieri e i loro stati d’animo.

«Non sappiamo quando ricomincerà lo spettacolo» queste le parole della regista Fabiana Viviani, che spende anche alcune parole circa l’inserimento di Caterina Meschini all’interno del progetto, affermando come la sua partecipazione sia dovuta al «significativo istinto teatrale di Caterina».

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