La storia della civetta Edvige:
era in strada con un’ala spezzata,
ha trovato l’amore di una famiglia

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LIETO FINE – E’ stata salvata da Filippo Monachesi di Macerata, papà di Leonardo e Cecilia che erano in auto con lui quando l’hanno vista a Pié Casavecchia, frazione di Pieve Torina. Il piccolo rapace consegnato ad uno dei volontari del Centro recupero animali selvatici

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Edvige subito dopo il ritrovamento

Una civetta in mezzo alla strada con un’ala spezzata. Che paura deve aver avuto il piccolo rapace, fino a quando non è passata di lì una famiglia che l’ha salvata, le ha dato un nome, naturalmente Edvige come la celebre civetta di Harry Potter e che oggi sente già la sua mancanza. A raccontare l’avventura a lieto fine è Filippo Monachesi di Macerata, papà di Leonardo e Cecilia che erano in auto con lui. «Ieri sera passavo per Pié Casavecchia (frazione di Pieve Torina verso la zona di Visso), in mezzo alla strada ho notato un sagoma chiara da cui spuntavano due occhioni tipici dei rapaci notturni. Quindi mi sono fermato e sono tornato indietro. Mentre io segnalavo alle altre macchine di fermarsi, abbiamo visto che il piccolo rapace ha provato a muoversi, ma aveva un’ala rotta. Allora mio figlio l’ha preso con delicatezza e per farlo stare tranquillo lo ha messo dentro una scatola su cui abbiamo praticato dei buchi per farlo respirare. Ho chiamato subito Nazzareno Polini del Centro recupero animali selvatici (Cras) che mi ha dato ulteriori istruzioni in attesa del volontario che sarebbe venuto a recuperare il rapace. Mentre attendevamo abbiamo potuto verificare che fosse una civetta, uccello che ha sempre affascinato la fantasia popolare. Mia figlia Cecilia l’ha subito ribattezzata Edvige, come la famosa civetta di Harry Potter».

civetta_monachesi-2-300x246Edvige è stata molto fortunata ad aver incontrato una famiglia che sapeva come prendersi cura di lei. «Fortunatamente avendo partecipato a un corso di Guida ambientale avevo potuto conoscere e visitare il Cras di Fermo, realtà che si occupa del recupero e riabilitazione per la successiva reintroduzione in natura di animali selvatici feriti o in difficoltà. A tal proposito è importante ricordare che bisogna intervenire intervenire in ogni caso quando si incontrano animali selvatici, ma solo se questi sono in effettiva difficoltà o feriti. Ad esempio se a primavera incontriamo un cucciolo di capriolo accovacciato in mezzo all’erba alta non significa che sia stato abbandonato dalla mamma, ma solo che questo lo ha fatto accucciare e nascondere perché non è in grado di scappare dai predatori. Poi la mamma tornerà ad allattarlo. Quindi nei casi dubbi e in cui non ci sia urgenza prima di interferire con la natura è sempre meglio chiamare il Cras».

(a.p.)

 



1 commento

  1. giorgio rapanelli il

    Solo l’Amore può salvare il mondo dalla catastrofe. Non solo l’amore verso in prossimo umano, ma pure l’amore verso gli animali, e lo stesso amore degli animali verso i propri padroni fa in modo che la catastrofe si allontani. Quindi, l’umanità dimostrata verso una sconosciuta civetta è stata percepita e registrata dal Padre di tutti: umani, animali, piante e Natura intera.

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