Dove nascono gli organetti

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RECANATI – Il Comune ha pubblicato la scheda dei laboratori Castagnari che producono lo strumento da più di cento anni

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Lo chiamano “scatola del vento” o anche “vento dell’anima”. Si tratta dell’organetto, uno strumento musicale antico e molto conosciuto dai nostri nonni ma che ha ritrovato oggi la sua modernità. A Recanati, nel quartiere di Castelnuovo, c’è una famiglia che si dedica da generazioni alla produzione di organetti.

«La ditta  – si legge nel sito dell’azienda – è stata fondata da Giacomo, ex garzone di bottega dello storico liutaio Filippo Guzzini, (bisnonno materno degli attuali Castagnari) “padrone di bottega” sin da giovanissimo. Giacomo inizia costruendo organetti con sua moglie Ida, facendo del tempo il suo alleato e della qualità la sua arma vincente. Giacomo trasmette la sua passione ai Figli Mario e Bruno, che la tramandano a loro volta alle generazioni odierne. Da allora, Castagnari è sinonimo di cura artigianale senza compromessi, unita alla creatività squisitamente italica, una firma rispettata grazie ai suoi strumenti perfettamente rifiniti e accordati, apprezzati ovunque per quel loro suono unico e inconfondibile». Il sindaco Antonio Bravi ha commentato sui social: «Castelnuovo, uno dei quartieri più antichi di Recanati, ospita un laboratorio artigianale dove da oltre 100 anni mani operose e teste pensanti creano organetti. La musica delle nostre radici, le tradizioni che ci rendono ricchi».

La famiglia Castagnari è stata inserita dal Comune di Recanati in  “Alla scoperta delle nostre radici. Ti racconto Recanati attraverso i suoi più illustri cittadini e cittadine”. L’iniziativa del Comune vuole far conoscere ai più piccoli i loro concittadini e concittadine che hanno lasciato una impronta importante della loro presenza e hanno portato il nome di Recanati nel mondo. È parte del progetto città delle bambine e dei bambini. le schede andranno a costituire un vero e proprio catalogo. Le schede sono curate con esperti del settore o con i familiari stessi dei protagonisti. La grafica è di Federica Tarchi di Potenza Picena.

 



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