Scuola, lettera ai genitori
«Ecco di cosa abbiamo bisogno
noi bambini e bambine»

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IL RIENTRO – «Per favore, camminate con noi a passo sicuro. Non possiamo essere noi a decidere se entrare o no»

Paola Nicolini

di Paola Nicolini*

Cara mamma, caro papà, cara nonna, caro nonno, cara zia, caro zio, ieri mi avete accompagnato a scuola e ho visto i vostri sguardi emozionati e ho sentito la trepidazione in quell’impercettibile tremolio della mano, ho colto la voce incrinata e l’occhio che non smetteva di seguirmi, quasi turbato dal fatto che con passo sicuro sono entrata/entrata a scuola, varcando la soglia senza voltarmi indietro.
Eh, lo so, quest’anno è particolare, c’è stata la pandemia che ci ha tenuto tutti chiusi in casa, c’è stato e c’è il virus che può farci ammalare, abbiamo sentito tanti di quei discorsi pieni di contraddizioni che capisco la vostra ansia.
Vorrei però dirvi cosa servirebbe a noi bambini e bambine per poter stare a scuola con serenità, nonostante i gel, le mascherine e la misurazione della febbre, che alla fine per noi sono una routine come le altre, se non proprio un intrigante momento di divertimento, quando ci sfreghiamo le mani come forsennati o proviamo a indovinare chi c’è dietro un colorato bavaglio.
A noi servirebbe che ci raccontiate che molte persone hanno lavorato per poterci accogliere in sicurezza: chi ha scritto lettere e riempito tanti documenti, chi ha preso le misure e ha pensato a come mettere i tavolini e le seggiole, chi si è dato da fare per pulire il prato, chi ha ordinato gel e mascherine, chi ha organizzato i piani per poter entrare e uscire senza creare gruppi troppi grandi. Sapere che tanti adulti si sono presi cura di noi, anche mentre non c’eravamo, ci fa sentire importanti e curati.
Ci servirebbe poi che ci diciate quanto è fondamentale andare a scuola, così importante per la nostra crescita che anche se qualche virus ancora è in circolazione, tutti voi adulti avete deciso che la scuola non poteva più restare chiusa, che bisognava tornare a frequentarla in presenza spegnendo gli schermi che – per carità! non dico il contrario – sono stati utili quando eravamo in emergenza, ma che vi siete tanto dati da fare per poter superare, consapevoli che quel tipo di rapporto appiattito della distanza non potesse durare per sempre.
Ci servirebbe che la vostra mano infondesse la fiducia che troveremo cure adeguate e molte attenzioni, dato che voi grandi avete dialogato a lungo perché tutto fosse predisposto nel migliore dei modi. Noi lo sappiamo che i grandi sono capaci di trovare soluzioni a tutti i problemi, perciò siamo certi e certe che lo avete fatto anche questa volta. La fiducia che avete costruito tra di voi è il ponte sul quale transitiamo sereni quando lasciamo la mano dei familiari per andare verso quella delle maestre e dei maestri, e verso gli altri bambine e bambini.
Ci sarebbe utile che ci aiutiate a capire quanto l’istruzione e la conoscenza che la scuola può garantire è un diritto fondamentale che la nostra Costituzione sancisce e che vi batterete sempre per poter conservare a nostro favore.
Per favore, camminate con noi a passo sicuro verso la scuola, perché voi tutte queste cose le avete ben chiare. Non possiamo essere noi a decidere se entrare o no: che ne sa un bambino o una bambina della nostra età del valore immenso della scuola, per la propria crescita? Sta a voi indicarcelo, con la voce tranquilla che racconta, con la mano fiduciosa che trasmette sicurezza, con lo sguardo emozionato perché ci vedete guadagnare in autonomia, ma non ansioso. Perché se è vero che ci stiamo allontanando da una base sicura, come siete voi per noi, la fiducia con la quale ci guardate entrare a scuola ci dice che troveremo una altrettanto sicura base di là da quella porta.
Perché che si sta bene quando siamo tra di noi, bambine e bambini, e che si apprende meglio divertendosi e stando in gruppo, questo lo sappiamo già. Per questo ci avete visto varcare la soglia della scuola con passo deciso, perché sapevamo di andare incontro al meraviglioso mondo in cui si sta insieme e si imparano moltissime cose sul mondo e soprattutto su come bisogna relazionarsi con gli altri.
Per favore, da domani, fate così!

*Paola Nicolini, *Psicologia dello sviluppo e dell’educazione
Dipartimento di studi umanistici – Università di Macerata



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