#Memoriediscuola:
quattro ragazze
a caccia di ricordi

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MUSEO DELLA SCUOLA – Parte oggi un’altra iniziativa del Museo della scuola “Paolo e Ornella Ricca” legata alla raccolta e alla pubblicazione di videointerviste fatte a ex alunni ed ex insegnanti, che ci condurranno nella scoperta della vita scolastica del passato

 

a cura di

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Le interviste ai testimoni del passato sono un’occasione unica per scoprire come si faceva scuola 40, 50 o 60 anni fa. Attraverso i loro racconti, infatti, possiamo entrare in un’aula dei nostri nonni o dei nostri genitori, ascoltare come si comportavano le maestre, come mantenevano la disciplina, fantasticare sui giochi tra compagni durante l’orario di ricreazione, fin quasi a mangiare – ma solo col pensiero! – le merende casarecce preparate dai loro genitori. Ecco allora che abbiamo pensato di pubblicare ogni settimana una breve intervista sulle memorie di scuola, attraverso la quale tuffarsi in un mondo per noi sconosciuto.
Giorgia, Alessia, Teresa e Giorgia, le quattro volontarie del servizio civile che abbiamo già conosciuto, ci descrivono le loro impressioni nella raccolta delle interviste fin qui realizzate.

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Giorgia, Alessia, Teresa e Giorgia sono le quattro volontarie del Servizio civile che raccolgono le interviste

«Quando ci hanno proposto di condurre le interviste – afferma Giorgia Vitale – ne fui da subito entusiasta ma non ero ancora consapevole né di quanto fosse difficile né tantomeno di quanto fosse appagante.
Ho avuto la fortuna di aver intervistato sia ex-studenti che ex-maestri e tutti, a loro modo, hanno raccontato con grande entusiasmo, ma anche con un pizzico di nostalgia, i “bei vecchi tempi”.
Dalle loro storie è possibile individuare degli aspetti curiosi e nascosti della scuola che rischiano di essere persi per sempre se non raccolti in tempo.
Di sicuro porterò sempre nel cuore il modo in cui a volte guardavano nel vuoto accennando un sorriso, per me rappresenta l’istante esatto in cui un ricordo riaffiorava nella mente. Sfido a non emozionarsi ascoltando le voci dei protagonisti della scuola passata e a fare un tuffo nel passato insieme a loro».
Alessia Sirimarco pensa «che intervistare questi ex alunni/e ed ex maestri/e sia davvero utile per comprendere quella parte di storia che non si può leggere nei libri, componente vivente che abbiamo accanto e che deve essere ascoltata. Queste interviste sono un ottimo modo per imparare aspetti importanti e quotidiani del nostro passato oltre a essere una compagnia piacevole con cui passare un bel pomeriggio. Parlare con queste persone fa capire come siano cambiate radicalmente le cose in meno di un secolo; come anche la scuola, che è ed è stata per tutti un’esperienza fondamentale, sia mutata talmente tanto che ai racconti di questi “nonni” noi cosiddetti giovani rimaniamo in silenzio e attenti come se stessimo in classe. E in un certo senso lo siamo, solo che di fronte a noi non abbiamo una “vera” maestra (o almeno non più), ma una memoria di scuola».
Raccogliere interviste non è però un’attività semplice, ma va perfezionata con l’esperienza, come ricorda Giorgia Giacomelli: Come per le fiabe sonore, anche quella delle interviste è stata la mia prima volta. Ho avuto la fortuna di fare le domande a due signore che già conoscevo, questo è stato d’aiuto per superare l’imbarazzo da entrambe le parti. Inizialmente ho cercato di attenermi alle domande dateci, in un secondo momento ho iniziato a far parlare più liberamente le signore; in questo modo sono riuscite a ricordare diverse storie interessanti con molti di particolari, che arricchiscono l’iniziativa del Museo delle #memoriediscuola. È bello vedere come un ricordo, raccontato durante un’intervista, sia ancora così vivido nella mente di chi l’ha vissuto e contribuisce a darci una testimonianza della scuola, della famiglia e delle maestre di quel tempo».
Un’esperienza che arricchisce sia l’intervistato che l’intervistatore. Ecco cosa nel pensa Teresa Bentini: «Il lavoro che stiamo facendo intervistando insegnanti e alunni/e di un tempo si sta rivelando per me un’esperienza unica e molto interessante. Sentire parlare ex studenti/esse e maestre/i mi riporta indietro nel tempo a quando la scuola era considerata l’unico momento di aggregazione e socializzazione; la maestra era il perno della società e soprattutto dell’educazione.
Si scoprono così diverse prospettive, capendo l’evoluzione nel tempo della scuola italiana, specialmente in una fase storica in cui la tecnologia contribuisce allo sviluppo di quest’ultima generazione. Intervistando queste persone, attraverso una modalità che ho già sperimentato nel tempo, confermo quanto sia importante non solo ciò che riferiscono, ma il contatto e la relazione umana che si stabiliscono. Credo vivamente sia un lavoro di ricerca di grande importanza perché permette di far conoscere alle generazioni di oggi e a quelle future tali memorie storiche per non disperdere tale patrimonio culturale».
E tu, hai voglia di raccontarci i tuoi ricordi della scuola del passato? Contattaci per fissare un appuntamento e lasciare la tua testimonianza Per informazioni museodellascuola@unimc.it tel. 3917145274.

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