Caligvla accetta la sfida del digitale:
21 studenti in scena
dai quadratini delle videochiamate

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MACERATA – Il liceo “G. Leopardi” propone online il videospettacolo con la regia di Francesco Facciolli e la collaborazione dello studio “Lunastorta Produzioni”. GUARDA IL TRAILER

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Un momento della visione online del trailer dello spettacolo “Caligvla” del liceo “G. Leopardi” di Macerata

di Elisabetta Pugliese

Riuscire a portare il teatro, che vive di presenza fisica, respiro e sensazioni, nel mondo del digitale. Questa è stata la sfida a cui alunni e alunne del liceo “G. Leopardi” di Macerata hanno voluto sottoporsi, guidati dalla passione e dalla dedizione che da anni li legano a questa forma d’arte, qualità che gli hanno permesso di non scoraggiarsi nel periodo del lockdown. E nonostante tante difficoltà date dall’emergenza Covid-19 sono riusciti nell’impresa, creando il videospettacolo “Caligvla”, un’opera di Camus con la regia di Francesco Facciolli e la collaborazione dello studio “Lunastorta Produzioni”. «Quest’anno il progetto “Teatro a scuola” doveva davvero rimanere a scuola – spiega Fabio Macedoni, docente referente del progetto – purtroppo o per fortuna, però, nei momenti di difficoltà si aguzza l’ingegno. È qualcosa che non era facile realizzare, ma i nostri ragazzi e ragazze hanno avuto un entusiasmo travolgente, e seppur nella precarietà dello stare a casa l’obiettivo è stato raggiunto».

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La dirigente del liceo “G. Leopardi” Annamaria Marcantonelli racconta innanzitutto l’inizio di quel cambiamento nel modo di fare scuola, necessario per adattarsi al lockdown: «Vedere tutto vuoto è stato triste – commenta Annamaria Marcantonelli, dirigente del liceo “G. Leopardi” – ma dopo un primo momento di preoccupazione abbiamo subito iniziato a pensare a cosa fare affinché la scuola potesse proseguire, seppur non fisicamente. Per qualche giorno abbiamo dovuto imparare ad adattarci, ma pian piano abbiamo dato a docenti, studenti e studentesse la sensazione di una quasi normalità, attraverso gli strumenti tecnologici che ce lo hanno permesso». Molte delle attività di arricchimento dell’offerta formativa, progetti compresi, sono inevitabilmente stati sospesi, quello che più faceva soffrire però era il teatro, specie perché con i laboratori si era a buon punto e a breve sarebbero andate in scena le rappresentazioni a coronamento di un percorso svolto. «Proprio da qui nasce questa iniziativa – spiega la dirigente – dalla grande passione che hanno i nostri giovani, il regista Francesco Facciolli, il professor Fabio Macedoni, referente del progetto, e tutti i nostri collaboratori. Si è voluto fare un esperimento, trasferire il laboratorio teatrale in modalità digitale. All’inizio ci siamo avvicinati a questo mondo con un po’ di sospetto, ma il compito della scuola è di preparare studenti e studentesse ad un mondo in continua evoluzione. Perciò, viva la novità e viva l’innovazione. Siamo molto soddisfatti di questo lavoro e dell’impegno dei nostri giovani».

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Il regista Francesco Facciolli ha raccontato il suo approccio a questa novità digitale: «Io da teatrante ero molto scettico e negativo – afferma – perché il teatro ha bisogno di sangue e di fisicità, ma poi ho pensato che i dinosauri hanno fatto una brutta fine, quindi bisognava reagire. Chiuderci nella nostalgia era deleterio, quindi abbiamo accettato la sfida del digitale. E tutto questo perché nei messaggi e nelle telefonate traspariva fortemente la volontà di ragazzi e ragazze di non far finire tutto così». Una volta sposata l’idea di creare un videospettacolo, il regista e lo studio “Lunastorta Produzioni” si sono dati due regole fondamentali: «Prima di tutto abbiamo voluto mantenere la base di ogni rappresentazione teatrale – spiega Facciolli – ossia le riprese registrate da videochiamate singole, di coppia o di gruppo dovevano essere avviate una volta soltanto. Come quando si sale sul palco: si va in scena e quello che succede, succede. Ci siamo imposti di non rigirare le scene svariate volte, era fondamentale. E non solo questo. Nel video si noteranno grandi differenze di qualità audio e video – prosegue – dei blocchi di immagine, dei saltellamenti nella voce, cose che spesso accadono durante le videochiamate. Ecco, abbiamo mantenuto anche quelli, a testimonianza di ciò che abbiamo vissuto in questo periodo di quarantena. Hanno partecipato 21 giovani, ognuno con una storia e una situazione alle spalle. Siamo entrati nelle loro case e abbiamo raccontato il loro lockdown, salvando la verità del teatro nonostante la diversità dei mezzi».

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La sfida è stata grande anche per lo studio “Lunastorta Produzioni”, che si è sempre messo in gioco su cortometraggi e spot pubblicitari. «È stato molto impegnativo per noi – commenta Stefano Monti, co-titolare – non avevamo termini di paragone, perché stavolta il materiale da utilizzare proveniva da videochiamate. Ci siamo avvicinati più allo stile del videoclip musicale e del comic, del fumetto e del graphic novel, anche perché i quadratini della videochiamata sono stati uno dei principali simboli del lockdown. Abbiamo cercato di lasciare molto colore nero tra una sezione e l’altra, proprio per esprimere che anche noi ci siamo sentiti così, dei quadratini immersi in un vuoto che distanzia tutti. Ho lavorato con molti professionisti del settore in questo periodo – spiega – ma nessuno ha risposto così bene come questi ragazzi e ragazze. Recitare senza contatto fisico non sta né in cielo, né in terra, eppure loro ci sono riusciti e anche bene». Anche Sebastiano Aglianò, direttore della fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, ha voluto complimentarsi con studenti e studentesse per il lavoro svolto: «Anche noi siamo stati travolti dalla tempesta – sottolinea – e in accademia abbiamo iniziato le lezioni online. Ero restio, poi mi sono adattato ed è stata una bellissima esperienza. I giovani del liceo maceratese sono stati bravissimi a fare tutto da casa, voglio far loro tutti i miei complimenti più sinceri, oltre ovviamente al primo Caligola, Francesco Santarelli. Guardando il video, spero sinceramente che si possa riproporre dal vivo al teatro di Akrai a Palazzolo Acreide, per la 26esima edizione che riproporremo il prossimo anno. Perché va bene adeguarsi, ma il teatro si fa dal vivo – spiega – questa è la sua essenza. Vogliamo tornare alla presenza fisica, sperando che trovino al più presto un vaccino che ci consenta di fare tutto». Ed emozionato ha ringraziato il giovane del liceo “G. Leopardi” Francesco Santarelli per i complimenti ricevuti. Vuole che il teatro faccia parte della sua vita, quindi si prepara a cercare la giusta accademia per formarsi.

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Anche Michela Orecchia, vicepresidente dell’associazione “Fare Palazzolo”, ha voluto esprimere la sua opinione in merito al progetto offerto dai giovani maceratesi: «Ciò che hanno fatto ragazzi e ragazze è stato per noi motivo di grande apprezzamento – dice – che si sono confrontati con il teatro in digitale insieme a Francesco Facciolli. Stiamo promuovendo incontri con gli istituti, proprio per comprendere le attività svolte in questi mesi di lockdown. Rinnovo a tutti i miei complimenti, con la speranza di vederci il prossimo anno a Palazzolo, e nel frattempo continuare il dialogo in digitale, che potrebbe essere anche uno spunto nuovo per il teatro, una nuova forma di trasmissione per promuovere l’arte a 360 gradi». Ed infine sono intervenuti Cesare Balestrini e Angelica Nicole Ricca, due giovani che si apprestano ad affrontare gli esami di maturità e che hanno aderito al progetto “Teatro a scuola” fin dal primo anno di liceo: «Già nel primo spettacolo ho vissuto un’esperienza bellissima – racconta Cesare – è stato di alta qualità e negli anni ci siamo sempre mantenuti su quel livello. Sono rimaste tutte le emozioni delle prove e degli spettacoli, molte amicizie che spero restino durature, un ottimo rapporto con il regista Francesco Facciolli. Sono stati cinque anni bellissimi che mi hanno accompagnato in tutti i miei studi superiori. Mi spiace di concludere tutto in questo modo, ma facciamo sempre del nostro meglio». «Per me partecipare è stata la scelta migliore – continua Angelica – mi ha dato tanto a livello artistico, personale ed umano. Mi sento molto fortunata, nemmeno lo definirei un corso, perché per me è stato molto più di questo. Grazie per tutto, è un’esperienza che porterò nel cuore per sempre».

Questi i nomi dei giovani che hanno partecipato al progetto: Sara Angeletti, Cesare Balestrini, Francesca Carbone, Gioia Carbone, Lucrezia Cerquetella, Elena Coppari, Rebecca Ercoli, Sebastiano Gentili, Bianca Lattanzi, Marta Notti, Chiarastella Ramadori, Elisa Re, Angelica Nicole Ricca, Alice Salvucci, Francesco Santarelli, Eva Scuppa, Elia Storani, Aurora Tartarelli,Lorenzo Vecchi, Scarlett Young e Athena Zeicu. Lo spettacolo verrà trasmesso nei prossimi giorni su éTv Marche, e poi verrà caricato sul sito web del liceo “G. Leopardi” e su Youtube.

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