«Un ultimo giorno di scuola per la quinta»:
i genitori scrivono alla ministra Azzolina

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RECANATI – Mamme e papà della scuola primaria “Le Grazie” dell’Istituto Comprensivo “N. Badaloni”, attraverso la loro rappresentante, hanno inviato il loro appello alla titolare del dicastero e al presidente Luca Ceriscioli perché concedano loro un momento di saluto prima del passaggio alle medie

Il lockdown di questo periodo ha impedito a bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze, di andare a scuola, per la sicurezza di tutti. Sappiamo che tutti si sono adattati all’utilizzo dello strumento della didattica a distanza, ma specialmente gli studenti e le studentesse che terminano il proprio ciclo per passare alla scuola successiva soffrono il non poter rivedere e salutare i propri compagni ed insegnanti che li hanno accompagnati per un percorso durato anni. Attraverso la loro rappresentante, i genitori di alunni ed alunne della classe 5 della scuola “Le Grazie” dell’Istituto Comprensivo “N. Badaloni” di Recanati hanno scritto alla ministra dell’istruzione Lucia Azzolina e al presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli per chiedere di salvaguardare l’ultimo giorno di quinta elementare per i loro bimbi e bimbe. Di seguito, la “premessa” e il testo della lettera inviata: 

«In una situazione normale, a maggio, in quinta elementare, si pensa a come festeggiare la fine dell’anno scolastico per dare un giusto epilogo ad un’esperienza che gli alunni, le alunne, le insegnanti e perché no, anche noi genitori, avremo per sempre nel cuore. Quest’anno, purtroppo, non è così, la pandemia ed il
lockdown che ne è conseguito, ci hanno costretti a stare lontano da tutti e dalla quella scuola che per 5 anni è stata un po’ la seconda casa dei nostri bambini e bambine. In questi mesi abbiamo visto gli sguardi malinconici dei nostri ragazzi e ragazze che tradivano una grande tristezza, da un giorno all’altro la loro vita è stata stravolta. Nei mesi hanno nascosto in fondo al cuore domande inespresse, “Quando ricomincia la scuola?”, “Quando potrò rivedere i miei compagni, le mie maestre?”, “Riusciremo a rivederci un’ultima volta?”. Noi genitori non potevamo assistere inermi a questa silenziosa sconfitta dei loro entusiasmi e ci siamo accorti che l’esigenza di salvaguardare “l’ultimo giorno di quinta elementare” non era soltanto nostra, ma accomunava un po’ tutti gli animi di chi ha visto i propri figli frequentare il quinto anno della scuola primaria. Abbiamo letto sui social e nei giornali l’appello di due scuole di Napoli, la “Quarati” e la “De Amicis”, quello del Pd di Roma, quello di una scuola della Sardegna al proprio Presidente e magari ci saranno tante altre lettere scritte e non pubblicate. Sembra che anche la viceministra Ascani si stia interrogando su come consentire agli alunni e alle alunne di fine ciclo di potersi salutare. Di fronte a questo desiderio condiviso nel nostro paese, ci siamo detti che era necessario ed opportuno fare qualcosa anche noi genitori della quinta classe della scuola primaria “Le Grazie” dell’Istituto Comprensivo “N. Badaloni” di Recanati, per unirci al coro unanime di richieste, volte a chi
potrebbe permettere ai nostri figli un ultimo saluto. Tutto ciò ci ha spinto a scrivere una lettera inviata nei giorni scorsi alla ministra dell’istruzione ed al Presidente della Regione Marche, che di seguito riportiamo»:

Onorevole Ministra,
Egregio Presidente Ceriscioli,
in qualità di genitori della classe V della Scuola Primaria “Le Grazie” dell’Istituto Comprensivo “N. Badaloni”
di Recanati, vorremmo chiedere la possibilità per i bambini della nostra classe, di salutarsi a scuola tra
compagni ed insegnanti, prima di chiudere questa fase lunga e importante della loro vita; il tutto dopo un
anno scolastico spezzato all’improvviso, a causa del Coronavirus. Pensiamo che i nostri bambini dovrebbero vivere un momento di passaggio importante non solo per la crescita e lo sviluppo personale, ma anche per rafforzare quel sentimento di affetto e fiducia instaurato in questi anni a scuola. Noi genitori in questi giorni, abbiamo percepito e condiviso questa necessità vedendo lo stato d’animo dei nostri bambini, i quali, dopo l’interruzione improvvisa della loro routine quotidiana nei primi giorni di marzo, sentono il bisogno di recuperare progressivamente la dimensione affettiva e relazionale di cui la scuola è il centro. Hanno 10/11 anni, per loro avere almeno un ultimo giorno o qualche ora di scuola, sarebbe molto positivo; hanno il diritto di vivere “l’ultima campanella”, la gioia della fine della scuola mista alle lacrime dell’addio ai compagni e alle maestre, alle quali tengono tantissimo. 
Sono entrati in prima elementare talmente piccoli da non riuscire nemmeno a scandire bene tutte le parole
ed il 4 marzo, sono usciti dalle aule pensando di rientrare entro qualche settimana con la convinzione che lì
tra quei banchi, sarebbero tornati per potersi salutare ed abbracciare ancora. Oggi, dopo due mesi, hanno invece scoperto che non torneranno più in quella scuola e che non potranno di certo salutare amici ed insegnanti. Duro colpo per chi ha vissuto nella speranza di superare la crisi e rientrare in quell’aula che per cinque anni è stata luogo di crescita, confronto e gioco; sono tristi i nostri figli a questo pensiero, essi sentono la
mancanza dei compagni e degli insegnanti, manca loro il potersi confrontare tra bambini, le risate, le
preoccupazioni per un compito e le amicizie, ma stanno portando avanti la didattica a distanza con serietà,
costanza ed impegno. Si sono chiusi in casa da più di due mesi senza batter ciglio, meglio e più responsabilmente di tanti adulti, capendo la situazione e forse imparando anche ad apprezzare ciò che prima era considerato scontato e noioso.
Vi chiediamo ora che si tenga conto delle loro emozioni, si potrebbe prevedere un incontro all’aperto con
delle tempistiche precise, mascherine, guanti e distanza: nel plesso c’è solo una quinta elementare ed
abbiamo un grande giardino che permetterebbe di mantenere la distanza, per cui non sarà un problema
mettere in atto tutte le norme e le regole previste e necessarie, in questa fase della pandemia. Vi assicuriamo responsabilità e massima attenzione e Vi saremo grati se poteste darci questa opportunità. 



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