La lanternata di San Martino
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TRADIZIONI – Una cinquantina di bambini e bambine con le loro famiglie all’iniziativa dell’associazione “Genitori&figli per mano onlus”

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Un momento della lanternata

Durante la festa di San Martino è usanza accendere una lanterna che dovrebbe rimanere accesa tutte le notti fino a Natale come simbolo del calore estivo, di buon auspicio e di calore umano. Le lanterne vanno accese nel pomeriggio, e poi insieme ai bambini e alle bambine, si portano ad illuminare i boschi aiutando gli animaletti a trovare le loro tane per l’inverno.
Lo hanno fatto i bambini e le bambine che hanno partecipato all’iniziativa dall’associazione onlus “Genitori&figli per mano”.

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Venerdì nella sede dell’associazione  ha avuto luogo il gratuito laboratorio di lanterne di San Martino, dove i piccolissimi insieme ai loro genitori, usando i materiali di riuso e di riciclo, hanno messo all’opera la loro manualità e creatività per prepararsi a celebrare la cosiddetta estate di San Martino, la festa che dà il via alle feste natalizie e conclude il periodo della raccolta e dell’immagazzinamento delle provviste per l’inverno.

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Una delle lanterne realizzate con materiali di riciclo

E così, ieri, il giorno di San Martino, l’appuntamento in piazza davanti alla chiesa in abbadia di Fiastra di Tolentino per la lanternata gratuita organizzata dall’associazione. Le famiglie, una cinquantina di persone, sono venute munite delle lanterne, della “borsa di San Martino” che da tradizione contiene la frutta di stagione e frutta secca o dei tipici dolci di castagne o sanmartiniani o i biscottini a forma di sole, luna e stelle, portatori di luce, a fare da viatico all’atmosfera di Natale. Inoltre i bambini e le bambine  indossavano il “mantello di S.Martino” (i mantelli dai costumi di carnevale o di Halloween, o in alternativa una tovaglia annodata intorno alle spalle).

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I bambini e le bambine hanno potuto scegliere il percorso da fare e hanno scelto quello più difficile – intorno alla piccola selva recintata al cui interno ci sono tanti animali selvatici. Erano molto eccitati e concentrati ad ascoltare diversi racconti delle tradizioni,a imparare e intonare i canti sanmartiniani, a portare le loro lanterne. Pian piano è calata la sera ma nessuno ha avuto paura del buio in quanto si era creato un lungo serpente di luci che cantava. All’incrocio in terra battuta, nella prossimità della selva, come nei tempi medievali, si è inscenata la storia di San Martino – con un cavaliere a cavallo, il mantello e la spada, il mendicante che tremava dal freddo. Quando San Martino ha tagliato il suo mantello in due per darlo al mendicante, tutti i bambini e le bambine erano pronti a dare via il proprio mantello per aiutare a riscaldare qualcuno. E avevano deciso che anche loro avrebbero portato la luce nel mondo. Si erano proprio meritati delle soste di assaggio di vari biscotti sanmartiniani. Hanno anche mangiato in silenzio ascoltando il mondo, il buio, i suoni della notte. A fine serata sono tornati felici e contenti verso le proprie case a gustarsi la cena di San Martino.

 



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