Occhio ai rifiuti:
“produrne di meno per fare di più”
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MACERATA – L’assessore all’Ambiente Mario Iesari e Alessandro Battoni del Fontescodella spiegano l’importanza della riduzione di materiale di scarto e le attività fatte nelle scuole per far conoscere il nuovo centro del riuso a Fontescodella

Iesari

Mario Iesari

Il vetro nel verde, la plastica e le lattine nel blu, la carta con il cartone, il sacchetto biodegradabile per il materiale organico. Da qualche anno i rifiuti non si producono più, o almeno si cerca di non produrli. L’unico vero scarto che esce dalle nostre case è quello contenuto nel sacchetto giallo, che dovrebbe essere solo l’ultima spiaggia nella nostra attenzione quotidiana a limitare la quantità di materiale secco non riciclabile. Un impegno aumentato sensibilmente negli ultimi anni a Macerata, dove la percentuale di raccolta differenziata è arrivata a più del 75%. Merito dell’amministrazione comunale che ha voluto promuovere questo sistema, oggi organizzato nella raccolta porta a porta. Ma, i rifiuti che arrivano al Cosmari (il consorzio che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei vari materiali e che ha sede a Tolentino) sono ancora troppi. Ognuno di noi può e deve impegnarsi per produrne sempre di meno. A questo proposito il Comune ha lanciato l’iniziativa “E’ ora di fare di più” volta a sensibilizzare i cittadini a buttare via di meno e, se possibile, riutilizzare un oggetto o un prodotto.

2016-10-07-14.57.56-400x306“Chiediamo ai cittadini di migliorare la raccolta differenziata facendo attenzione ai giusti giorni e orari – sottolinea l’assessore all’Ambiente Mario Iesari – E chiediamo di fare attenzione alla produzione dei rifiuti attraverso il riuso, il riutilizzo e la manutenzione degli oggetti”. Cosa chiedono invece i cittadini all’amministrazione? “Da una parte vorrebbero che l’impegno nel fare la differenziata sia “premiato” con un risparmio economico – risponde l’assessore –  E in effetti la tassa sui rifiuti si è abbassata del 17%. Dall’altra vorrebbero garantita la massima vivibilità della città”. Intanto il Cea (Centro di educazione ambientale) di Fontescodella è impegnato in un’attività quotidiana nelle scuole per informare sull’importanza della riduzione dei rifiuti e sull’attività del centro del riuso aperto proprio a Fontescodella lpo scorso anno. “1.300 studenti per più di 300 ore di lezioni e laboratori sull’educazione ambientale – spiega Alessandro Battoni del Cea di Fontescodella – E’ molto importante per un Cea urbano trattare la tematica della riduzione dei rifiuti. Nell’ultimo anno più di 50 classi sono venute a visitare il centro del riuso. Da lì il messaggio viene veicolato nelle case dove bambini e ragazzi diventano veri e propri “talebani” dei rifiuti (espressione figurata utilizzata per descrivere la massima dedizione e attenzione dei più giovani alle tematiche della differenziata e della produzione di rifiuti). In alcuni casi abbiamo visto famiglie che sono venute al centro del riuso grazie all’invito che viene fatto dai ragazzi”.

 

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Alessandro Battoni

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2 commenti

  1. Tamara Moroni il

    Caro Mario, prima di tutto, ciao. Mi spiace approfittare di questo spazio dedicato ai lettori più giovani, però è irresistibile per me farti una domanda: cosa intendi per produrre meno rifiuti del sacco giallo? Dovremmo forse tornare tutti a un’autarchia della produzione domestica ,alle candele, come una volta, e quindi uscire dal mercato dei consumi di massa? No, perchè, basta andare a fare la spesa quotidiana di frutta, verdura , scatolette di carne per animali domestici, gettare via qualche vecchio CD, lampadine fulminate, stracci consumati, e quant’altro confezionato e cellofanato con tanto di carta sopra con su scritto prezzo, peso e importo, che già abbiamo riempito il giallo che viene ritirato una sola volta a settimana.

  2. Mario Iesari il

    Ciao Tamara come va ? Un po che non ci si sente . Dunque ti spiego cosa intendo . Il vero obiettivo di un processo virtuoso di economia circolare e’ ridurre la quantità di rifiuti che finisce in discarica . Per farlo abbiamo tante possibilità senza ritornare indietro. Innanzitutto possiamo fare in modo di allungare la vita dei beni che possediamo preferendo dove possibile la manutenzione o la ripararazione oppure regalando loro una seconda vita conferendoli ai centri di Riuso . Poi possiamo , se vogliamo, preferire beni che producono meno scarti o packaging . Ad esempio, se è buona, l’acqua del rubinetto a quella nelle bottiglie di plastica . Poi possiamo ridurre lo spreco alimentare con un po’ più di attenzione negli acquisti e nelle abitudini alimentari . Infine ma è solo l’ultimo anello della catena separare con attenzione le diverse frazioni ( plastica, carta, alluminio etc etc) . Si può fare senza ritornare indietro ma scegliendo un modello di produzione (perché ovvio i produttori devono fare la loro parte ) e di consumo più sostenibile . In tre anni a macerata abbiamo ridotto i rifiuti che finiscono in discarica di 50 kg pro capite (moltiplica per 40mila e vedi l’effetto) Ma in alcune zone del nostro paese si raggiungono risultati ancora migliori . Ringrazio CM junior per la sua attenzione perche i bambini possono spontaneamente abbracciare questa consapevolezza . Ciao Tamara stammi bene.

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