Un microchip che salva la vita:
ecco la medicina del futuro

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MACERATA – Nel reparto di cardiologia è stato sperimentato un nuovo pacemaker molto piccolo che per essere inserito non ha bisogno nemmeno del bisturi

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Il primario Morgagni mostra il mini pacemaker

di Federica Nardi

(foto di Lucrezia Benfatto)

All’ospedale di Macerata hanno fatto un’operazione davvero innovativa, che in futuro potrà salvare la vita di tante persone che hanno problemi di cuore. I medici del reparto di Cardiologia, che è diretto dal dott. Gianluigi Morgagni, hanno fatto un intervento in sala operatoria per mettere un piccolo apparecchio di due centimetri, che si chiama pacemaker, dentro il cuore di una signora di 78 anni, per aiutarlo a battere meglio. Pacemaker significa produttore di ritmo e serve proprio a regolare il ritmo del battito cardiaco quando il cuore di una persona, ammalato, non riesce più a battere con il giusto ritmo da solo.
La cosa bella è che i medici hanno fatto questa operazione senza dover tagliare con il bisturi, ma facendo un piccolo forellino e usando una sonda. Sembra incredibile, ma è proprio così che funziona la medicina del futuro: i dispositivi per aiutare le persone che hanno alcune malattie saranno sempre più piccoli, le operazioni sempre più facili e meno invasive, cioè non avranno bisogno di tagli che lasciano le cicatrici. Ma non è finita qui: il pacemaker di questa signora è anche “wireless”. Sì, proprio come gli apparecchi che si usano per connettersi a internet, anche questo, dall’interno della valvola cardiaca dov’è stato posizionato, invia segnali a un macchinario che medici dell’ospedale possono controllare e, con un semplice click, verificare se il paziente sta bene, se il cuore funziona o, nel caso ci siano sono problemi, intervenire per risolverli. Questo tipo di pacemaker in miniatura, per il momento, è adatto solo a pazienti anziani ma è un passo molto importante per la cura di tutti i pazienti nella nostra regione.

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