Perchè oggi inizia
l’estate di San Martino?
Scopri la leggenda del mantello

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TRADIZIONI – L’11 novembre si celebra San Martino di Tours e in questo giorno si fanno grandi feste in campagna legate al vino nuovo e ai prodotti di stagione

san-martino-novembre-inverno-autunno“L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino”. Oggi 11 novembre è la data in cui si celebra Martino di Tours, vissuto nell’Europa centrale nel terzo secolo dopo Cristo. La tradizione vuole che in questo periodo dell’anno ci siano tre giorni di sole e di bel tempo, come se fosse estate. Il fenomeno atmosferico è legato a una leggenda sul Santo. Ma a quanto pare quest’anno la provincia di Macerata fa eccezione visto che da qualche ora una perturbazione sta interessando il territorio. Un giorno, mentre Martino stava svolgendo il suo turno di guardia, avvenne l’episodio che gli cambiò la vita.

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Un dipinto che raffigura San Martino mentre offre il mantello al povero

Nell’inverno del 335 incontrò un povero nudo e infreddolito. Commosso dalla compassione Martino divise il suo mantello in due per darne una parte al mendicante e ripararlo così dal gelo. La leggenda racconta che non appena compiuto il gesto il freddo cessò e al suo posto apparve un sole splendente. Ecco perchè si parla di estate di San Martino che dovrebbe durare circa 3 gironi. L’11 novembre però è anche un giorno che ha grande importanza per i cicli della campagna. In questa data infatti in tante città italiane si prova e si beve il vino novello, cioè appena fatto, si mangiano le castagne e si gustano i prodotti di stagione, normalmente utilizzati per i dolci. E’ la vera porta dell’inverno e dopo questi ultimi giorni di sole, si entrerà nella stagione rigida. A San Martino è dedicata anche una bella poesia di Giosué Carducci che quasi tutti conoscono a memoria.

Prova a impararla anche tu e mi raccomando, in questi giorni controlla il meteo e vedi se la leggenda si avvera!

SAN MARTINO

La nebbia a gl’irti colli

piovigginando sale,

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo

dal ribollir dè tini

va l’aspro odor dei vini

l’anime a rallegrar.

Gira sù ceppi accesi

lo spiedo scoppiettando

sta il cacciator fischiando

su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi

stormi d’uccelli neri,

com’esuli pensieri,

nel vespero migrar.

 



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