Perchè a Ferragosto si fanno i gavettoni?

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TRADIZIONI – Il 15 agosto i cattolici festeggiano l’Assunzione di Maria ma la festività ha origini romane, fu decisa dall’imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C. Gli scherzi sono ammessi ma niente secchiate d’acqua a Porto Recanati

Passerai il Ferragosto al mare? Attenti ai gavettoni, uno scherzo che può essere piacevole se si sta giocando tutti insieme ma può diventare fastidioso se colpisce qualcuno che vuole starsene in santa pace. Così ad esempio il Comune di Porto Recanati ha deciso di vietare i gavettoni domani nelle spiagge del suo territorio (leggi l’articolo su Cronache Maceratesi). Il lancio dell’acqua con i secchi è invece permesso a Porto Potenza e Civitanova sempre nel rispetto di chi è in spiaggia e non vuole essere disturbato.
bambina spiaggia mare onde sabbia

Ma tu sai perchè si festeggia Ferragosto? E perchè si fanno i gavettoni?
Il Ferragosto risale persino ad una festività decisa dall’imperatore romano Ottaviano Augusto nel 18 avanti Cristo. La festa si rifaceva in parte ai Consualia, le antiche feste delle religione romana dedicate a Conso, il dio dei granai e della fertilità, celebrate durante il periodo del raccolto e la fine dei lavori agricoli.
In seguito divenne la festa cattolica che celebra l’assunzione di Maria in cielo.
L’usanza della gita di Ferragosto è nata invece durante il Ventennio fascista, quando il regime organizzava centinaia di gite popolari per le quali bisognava portare il pranzo al sacco.

Dalla tradizione dei giochi romani sono arrivati fino a noi anche i pali che si svolgono in questo periodo. Tra i giochi e gli scherzi di Ferragosto c’è il gavettone, uno scherzo che consiste nel lanciare acqua verso qualcuno. 

Il gavettone prende il nome dalla gavetta che era un recipiente usato dai militari che lo riempivano di acqua e lo versavano addosso ai commilitoni. Questa usanza è uscita dalle caserme e viene praticata oltre che il 15 di agosto, anche per festeggiare la fine della scuola a giugno.

 

Alessandra Pierini
Scritto da

mamma di Riccardo ed Angelo e esperta di parole. La sua penna è una bacchetta magica, per questo il suo soprannome è “Stilo”. Trasforma l’attualità di Macerata e provincia in articoli e racconti avvincenti.



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