Rodolfo Bisonni

Rodolfo Bisonni


Utente dal
25/3/2014


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2

  • Colle dell’Infinito,
    il ministro Franceschini:
    “E’ patrimonio nazionale, va preservato”

    1 - Mar 25, 2014 - 21:28 Vai al commento »
    si continua a guardare con attenzione al dito e non alla luna che viene da questo indicata. Io mi domando dove erano tutti questi estimatori del bello e della cultura quando quel paesaggio che toglieva il fiato a Leopardi veniva stuprato. Dove era Italia Nostra quando venivano costruiti i capannoni industriali, o dove era il Ministro quando in quel paesaggio si disseminavano pannelli fotovoltaici come fossero culture di grano. Le autorità devono controllare che le cose siano fatte nel rispetto dei luoghi, ma assolutamente non possono impedire il sovrapporsi di ere storiche. Se il Ministro o Italia Nostra avessero la bontà di venire nella provincia di Macerata sarei onorato di mostrare loro i veri stupri fatti al nostro patrimonio artistico, culturale e paesaggistico tipo: la Basilica della Madonna della Misericordia a Macerata o la sede della Banca delle Marche nella Piazza di San Severino. Mi fermo qui perché l'elenco sarebbe lunghissimo, e comunque non è influente al fine di valutare l'opportunità di creare o meno una struttura ricettiva che, se fatta nel RISPETTO DELLA SACRALITA' DEL LUOGO, può soltanto essere positiva nella promozione del nostro BELLISSIMO e UNICO territorio.
  • Colle dell’Infinito,
    respinto il ricorso della Sovrintendenza
    “Nessun vincolo di inedificabilità”

    2 - Mar 25, 2014 - 20:22 Vai al commento »
    Purtroppo mi devo ripetere anche in testate giornalistiche diverse ma il mio pensiero è sempre questo: L'Infinito - Giacomo Leopardi Stupenda poesia ma sempre male interpretata. In realtà Leopardi con molta polemica vuole dire: " Ma guarda questi imbecilli con tanto spazio a disposizione dove vanno a fare una siepe, giusto a coprire il paesaggio più bello del mondo.... Ma che mi importa, io sono poeta, il peggio è per gli altri". Ed quindi ha immaginato e scritto le parole più belle e cariche di emozioni che siano mai state spese per descrivere un luogo e le sensazioni che può suscitare, tanto che, "satollo" di emozione termina con " e il naufragar m'è dolce in questo mare". Me lo immagino "strabaccato" su quella panchina a pancia piena a sghignazzare pensando: " adesso cercate di vedere qualcosa d'altro... se siete capaci". La cosa veramente buffa è che a distanza di quasi due secoli, quella siepe è ancora li, e migliaia di turisti arrivano a Recanati proprio per "vedere la siepe", e tutti, indistintamente tra "foresti e locali, continuano ad ignorare quel paesaggio che stordisce al solo "guardo". Ben venga quindi una struttura ricettiva, se fatta in rispetto della "sacralità" del luogo non può che far bene, e penso che anche Leopardi sarebbe d'accordo
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