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28/6/2012


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  • “Il pronto soccorso è un accampamento”
    Reportage in corsia di Guido Picchio

    1 - Mar 9, 2015 - 20:07 Vai al commento »
    I signori da lei citati che dovrebbero farsi un'idea passando una giornata come la sua, purtroppo, l'idea ce l'hanno ben chiara ed in caso di bisogno utilizzano canali diversi per accedere alle cure di cui necessitano. Lei crede veramente che questi fanno anticamera in pronto soccorso? Non è così. Chiedetelo a chi lavora, agli operatori.. se è così. All'italiana.. La vergogna è l'omertà e la mancanza di canali sicuri dove poter denunciare ed infine la mentalità che in questo triste paese sembra non voler cambiare mai.
  • Rave party “autorizzati”
    alla Foce dell’Asola

    2 - Ott 4, 2013 - 20:30 Vai al commento »
    In passato ho partecipato a queste feste, è inutile nascondersi dietro un dito, le dinamiche sono proprio quelle descritte nei commenti. Io non mi drogo e ripudio la droga pesante, ho anche perso diversi amici a causa dell'eroina e non giustifico chi ci si trova infognato. Ma la mia riflessione è un'altra: come non è possibile nascondere l'evidenza dell'illegalità palese di queste feste, non è possibile non capire che questa società ha svilito completamente il ruolo dei giovani nei processi sociali; parlando di lavoro, ad esempio, quanti nati prima del '75 hanno potuto scegliere di cambiare lavoro quando questo non corrispondeva alle proprie esigenze? e quanto tempo passava tra un'occupazione e l'altra? oggi, signori, quando per pura fortuna e solo dopo una serie interminabile di tentativi un giovane trova lavoro, lo trova a tempo determinato e probabilmente è la prima occasione che gli è capitata e difficilmente questa sarà la sua aspirazione professionale, ma probabilmente questo giovane si accontenterà e accetterà. Troverà dunque un lavoro a scadenza con titolari che lo vedono come un elemento produttivo a termine (come il pieno della macchina) ed in quanto tale lo tratterà, sfruttandolo con la minaccia della non riassunzione e pagandolo due soldi (quando viene pagato), questa è la realtà professionale dei giovani, lavori scadenti mal pagati sotto il giogo delle minacce. Proviamo a fare una ricerca nei portali di annunci, si cercano solo profili professionali a cui non verrà corrisposto nulla per il lavoro svolto, venditori, a cui verranno proposti obiettivi irraggiungibili a totale spesa del lavoratore. E' questo che questa società che non tollera le feste clandestine, propone nel quotidiano ai giovani. Il giovane ideale e "politicamente corretto" è quello che immaginate la sera quando guardate la tv. Dimenticatelo però, perchè non esiste nella realtà. Avete (voi perchè anch'io sono vittima di questa situazione) creato un sistema malato di clientelismo ed ipocrisia dove chiunque abbia un minimo di pensiero critico non vorrà mai farne parte e cerca, anche nello sballo, un "altrove" dove rifugiarsi. Mi ripeto, non ho mai giustificato (e non inizierò di certo oggi) chiunque cada nel vortice dell'assuefazione ma se questa è conseguenza ad un vuoto sociale, almeno io il problema me lo pongo. Centri di aggregazione? Circoli sociali? Centri Sociali? Tutti targati dal perbenismo imperante come luoghi di perdizione e sballo. La musica? Altra giustificazione allo sballo. Voi che avete protestato nelle piazze per l'università e per il lavoro, guardate oggi cosa proponete ai vostri figli. Certo le vostre lotte erano giuste e giustificate ma io mi chiedo: perchè vi siete fermati? non avete forse risolto i Vostri problemi lasciando invece poi che tutto sia ritornato come prima? Forse peggio? Le nostre rivolte? C'è che se le tatua addosso e chi se le fora nelle labbra. Di tutto per non essere il giovane che esce dalla tv che voi la sera immaginate dei vostri figli. I giovani sono l'espressione della società in cui vivono e questa società la state dirigendo voi non certo i giovani, questa situazione è figlia vostra come sono figli vostri quelli che vanno ai rave e non ve lo dicono, facendovi credere, nascondendosi dietro una maglietta di una squadra di calcio o tre colpi penitenti al petto, che sono i giovani della tv. Meditate un futuro migliore per i vostri figli, non condannateli, cercate di capire che chiunque vorrebbe vivere una vita serena e tranquilla e a nessuno piace essere uno zombie, neanche a chi ci si riduce consapevolmente. Chiedete loro cosa provano. Chiedetelo a voce però, non con un sms o una mail per paura di contaminazioni, sono i vostri figli, quelli che domani vi cambieranno il pannolone. Diego
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