Paola Massaccesi


Utente dal
28/11/2019


Totale commenti
1

  • Le macerie del post sisma
    per un grande progetto ambientale:
    un parco nelle colline del Potenza

    1 - Nov 28, 2019 - 16:02 Vai al commento »
    Bene! Con questo articolo abbiamo raggiunto vette di fine comicità. La smentita dell’associazione rende il tutto ancora più ridicolo. Mi chiedo se il giornalista abbia mai fatto un salto negli ultimi lustri in quel paradiso “da cui si vede il Conero”. Se non l’ha fatto glielo dico io cosa si vede, un susseguirsi di crateri grandi e profondi, gigantesche ferite bianche, un pò come se una pioggia di meteoriti si fosse abbattuta su un altopiano verde e rigoglioso riducendolo a un enorme campo di battaglia abbandonato. Il tutto nell’incuria più totale. Forse all’articolista è sfuggito un dettaglio di poco conto. Le ex-cave non sono mai state riempite come la legge stabilisce e la vista di quel paesaggio è qualcosa che fa veramente male al cuore, specie per chi come me ne ricorda la bellezza. Un paesaggio massacrato è la giusta espressione altro che piante e fiori. Non si tratta solo di un oltraggio al paesaggio ma di un grave disastro ambientale a livello idrogeologico. La piana del Botontano ha un sottosuolo ricchissimo d’acqua, gli scavi l’hanno fatta affiorare e nei giorni di pioggia fiumi di acqua e fango si riversano con forza dove trovano pendenza fino ad arrivare sulla provinciale ma questo è irrilevante ai fini dell’informazione, giusto? Il nostro articolista ci regala altri impagabili momenti di ilarità quando, con toni trionfalistici, ci decanta le nobili intenzioni di rinascita ambientale e di tutela del paesaggio di questa associazione ambientalista che vede “tra i soci più attivi”…proprio il proprietario delle ex-cave, davvero stupefacente! Pare tuttavia che l’associazione stessa ne abbia preso le distanze, un vero giallo! E come si dovrebbe ripristinare l’antica bellezza secondo il nostro articolista? Indovinate un po’? Trasformando le ex-cave in discarica di rifiuti speciali perchè ogni cosa ha un giusto nome e il materiale di risulta edilizio, ovvero “le macerie”, è un rifiuto inerte dunque un rifiuto speciale, altro che "bonifica". Quindi, senza tanto infiocchettare, trattasi di discarica vecchio stile, che non dovrebbero più esistere per intenderci, per di più in un terreno privato. Punto. A voi lettori le valutazioni del caso. Poi possiamo addolcire tutto con i quadretti alla Greta Thunberg con il sindaco molto green che va in bici a pedalata assistita, ( suvvia ! Pedali signor Sindaco, è giovane!) o dell’imprenditrice agricola che coltiverà rigorosamente bio (in prossimità delle discariche?) e per non parlare del recupero degli antichi percorsi delle lavandaie (tra i crateri?) o la foto celebrativa con tre piantine messe a dimora dai bimbi ma la ferita resta lì, tremenda. Mi chiedo perchè non scrivere invece di come impegnarsi a sanare i danni ambientali e paesaggistici con uno studio serio affidato a persone competenti senza ricorrere a scorciatoie ancora più disastrose per l’ambiente e per l’equilibrio idrogeologico, Si documenti Signor Verdenelli, faccia informazione, quella vera, utile per la comunità.
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy