Monia Orazi


Utente dal
18/8/2012


Totale commenti
9

  • «Fiera location baricentrica e funzionale:
    a Torrette non c’è spazio al sesto piano,
    impraticabile scelta ospedale Civitanova»

    1 - Apr 24, 2020 - 13:20 Vai al commento »
    Cronache da un paese normale, dove nel pieno dell'emergenza sanitaria più grave dal dopoguerra, anonimi giornalisti di provincia si permettono di fare domande e porre all'attenzione del pubblico, in un dibattito chiaro, trasparente ed aperto, questioni rilevanti sulla realizzazione di un maxi reparto di terapia intensiva, per cui si stanno raccogliendo donazioni private, per un costo complessivo di 12 milioni di euro. Cronache da un paese normale, dove un ex capo della Protezione civile in una conferenza stampa pubblica, in cui ignora le regole stabilite dal governo per la salute pubblica, spiega la bontà di un progetto importante per mettere al riparo la società dalle future ondate di Coronavirus. Se la forma è anche sostanza, mettere a rischio la salute altrui non è un dettaglio di poco conto. Cronache da un paese normale dove questo progetto è stato dallo stesso definito "astronave", un reparto ipertecnologico ed è già realtà a Milano, la città delle meraviglie. Anche in Lombardia è la fiera ad ospitarlo e noi marchigiani, da bravi scolaretti copiamo. Articoli di stampa nazionale mostrano che sull'astronave di Milano, per fortuna, dal 17 marzo non salgono nuovi pazienti e che su 53 letti di terapia intensiva al 21 aprile, solo otto erano occupati, principalmente a causa della mancanza di personale per assisterli. Questa la motivazione secondo un infermiere intervistato che lavora nella struttura. Nelle Marche senza soluzione di continuità diverse figure, tra cui oltre 600 medici che hanno la competenza necessaria a valutare e soppesare questioni inerenti alla sanità, hanno ampiamente espresso le loro perplessità riguardo la realizzazione dell'astronave. Anonimi giornalisti di provincia, come è insito nel loro ruolo hanno esposto pubblicamente in due articoli punti di debolezza e minacce, derivanti dalla realizzazione dell'intervento. Spetta alle istituzioni rispondere e mostrare punti di forza ed opportunità della struttura, la cui veridicità ed efficacia sarà il tempo a dimostrare, perché è un galantuomo inimitabile lungo il percorso della realtà dei fatti. Tra l'inevitabile suddivisione in favorevoli e contrari, il ruolo della stampa è di essere un cane da guardia del potere, non un cucciolo scondinzolante e sussiegoso. È legittimo porre dubbi, contestualizzare il terreno politico da dove nascono le scelte, diversamente non avrebbe senso continuare a scrivere come giornalista, ma basterebbe un semplice post sui social o un blog. Stare zitti è di certo più comodo, ma non si può sempre tacere di fronte a criticità ed incongruenze evidenti, se si tiene un minimo al proprio territorio. Infine una buona notizia: il virus sembra rallentare e ci auguriamo continui. Il picco massimo di ricoverati in terapia intensiva è stato raggiunto il 31 marzo con 169 posti occupati, a ieri erano solo 71. Ci si può solo augurare che l'astronave di Civitanova non serva mai, che gli ospedali possano tornare alle condizioni di normale operatività. Sarò ben felice di intervistare gli operatori che lavoreranno a Civitanova o altrove salvando vite e curando le persone, eroi quotidiani che vanno messi in condizione di lavorare al meglio, di avere parcheggi gratuiti a Macerata, di essere tutti sottoposti a tampone per la tranquillità loro e delle loro famiglie, coadiuvati nella loro azione da un incisivo potenziamento dell'assistenza sanitaria sul territorio. Infine un'alternativa: a Napoli è stato montato nei pressi dell'ospedale del Mare un Covid center fatto di moduli prefabbricati che offre 72 posti di terapia intensiva, già pronti. Una volta finita l'emergenza possono essere smontati e recuperati, messi in magazzino e pronti per un uso rapido, in attesa della prossima calamità, noi che veniamo da anni di scosse sismiche, dovremmo saperlo bene. Moduli che anche in un piano grezzo e da completare, come quello dell'ospedale di Civitanova avrebbero probabilmente trovato posto. L'ospedale modulare di Napoli è costato 7 milioni di euro e non è ancora stato inaugurato, sarà probabilmente destinato alla cura di pazienti Covid con altre patologie come riportano articoli di stampa nazionale.
  • Sciopero alla Sacci,
    bloccata la provinciale
    I lavoratori scendono in strada

    2 - Mar 19, 2015 - 9:08 Vai al commento »
    È stata la redazione a chiedermi di aggiungere la nota del Movimento 5 Stelle. Non appartengo a nessun partito politico. Lei invece chi è signor Mi.Bo. che si nasconde dietro l'anonimato? Respingo al mittente le sue supposizioni. Firmato Monia Orazi
  • Lutto nel mondo della cultura
    Si è spento Gabor Bonifazi

    3 - Lug 6, 2013 - 17:12 Vai al commento »
    U n d 
  • Traforo del Cornello, la grande incompiuta
    Arriva il titolo di Monumento allo spreco

    4 - Gen 22, 2013 - 22:23 Vai al commento »
    L'architetto Cristini di San Severino (il padre) ne avrebbe molte da dire. Sono decenni che si parla di quest'opera, io stessa ci scrissi prima del sisma del 1997. Anni fa la comunità montana di San Severino aveva approntato un progetto per rivoluzionare la viabilità nella vallata del Potenza. E' bene che tutto cambi, affinchè nulla cambi. Sempre la solita storia, nell'alta Valpotenza, siamo una riserva indiana. Ci stanno bene solo le statue, le piante e gli animali. Gli esseri umani, al di fuori di certi schemi, danno fastidio. Indietro di decenni, è bene che ci restiamo, per preservare l'ambiente naturale-culturale e soprattutto umano, dalle inenarrabili contaminazioni della contemporaneità. Cari signori che sedete nella stanza dei bottoni, andatevi a fare un giretto e scoprirete quant'è bello andare in Umbria passando tra Fiuminata e Nocera. Qui è bene che non cambi nulla, e non cambierà, perchè voi vi rivolgete sempre altrove. Vi siete accorti di noi quando era utile, secondo qualcuno fare una gigantesca diga alle sorgenti del Potenza, per portare maggiore acqua a Castreccioni di Cingoli....
  • Camerino: oltre un chilometro di lunghezza
    per il torrone dei record

    5 - Gen 7, 2013 - 9:59 Vai al commento »
    si io avevo scritto anice ma il t 9 del mio tablet a volte modifica la parole.ci sono altri svarioni, causati dal mio pc di cui non mi sono accorta prima dell'invio del pezzo. il tablet aveva chiamato Attili ...Attivi ad esempio a volte scrivendo Matelica mi ritrovo scritto patetica.scherzi della tecnologia.
  • Il cemento si vende ma la Sacci si ferma
    Ottanta lavoratori in strada

    6 - Ott 20, 2012 - 13:32 Vai al commento »
    per la cronaca il cementificio si trova in parte sul territorio del comune di Gagliole, in parte sul territorio di Castelraimondo. Sul sito del gruppo Sacci si indica tra gli stabilimenti quello di Castelraimondo. Il dramma è che 80 famiglie, in una zona priva di possibilità di trovare altro lavoro rischiano di restare senza sostentamento economico....
  • Macerata ostaggio di vecchie ideologie

    7 - Ott 16, 2012 - 18:58 Vai al commento »
    anni fa, all'epoca degli studi universitari, amavo profondamente occuparmi di politica, prima di avere piena consapevolezza di quanto gli adulti quadri dirigenti di un partito, se ne strafregassero. Mi ritrovai protagonista di un tranquillo pomeriggio maceratese, ad osservare un centinaio di poliziotti, carabinieri in tenuta anti-sommossa a tenere separata la manifestazione della sinistra anti-fascista dal gruppo di Forza Nuova, in cui era presente l'allora segretario nazionale. Mi sentivo felice di guardare con i miei occhi, un evento raro nella sonnecchiosa provincia marchigiana, come la partecipazione politica dei giovani. Tutto si svolse con grande ordine, il maggior peso per le forze dell'ordine fu quello di restare impalati per fare un cordone sanitario di sicurezza che funzionò alla perfezione. Ciascuno dei due gruppi ebbe spazio, tempo e modo, di manifestare in piena libertà le proprie ideem senza che avvenne nessun gesto inconsulto. E' pur vero che lo spazio di dieci anni nasconde una generazione diversa, ma per farsi sentire non c'è bisogno della violenza, ne di tenere sotto scacco le forze dell'ordine, che lo ricordo sono stipendiate con soldi pubblici e devono tutelare l'incolumità pubblica, sono uomini e donne a servizio dei cittadini, non degli esagitati incosapevoli che sono saliti alla ribalta della cronaca. Quanto a certe ideologie, per fortuna sono morte da tempo, anche se ancora odo diverse voci che si professano seguaci. Conosco chi è orgoglioso di dirsi comunista e chi ancora loda la lungimiranza politica di Mussolini. Solitamente mi viene fuori lo sguardo perplesso che rivolgo a coloro che hanno la mente rivolta ad un tempo che fu, quello di dittatture che hanno provocato milioni di morti, spazzate via dalla forza della storia. La partecipazione politica è ben altro, è proporre idee e progetti, per trovare la soluzione a problemi comuni, guidare lo sviluppo futuro delle comunità. Questo credevo a vent'anni e questo credo ancora nel pieno dei trenta, e tutto ciò che è differente da questo percorso è pura propaganda, ricerca di una vetrina per farsi vedere, in questi tempi bui in cui la vera politica fa capolino sempre più raramente.  
  • Il capitano Orlando in volo per studiare il territorio

    8 - Ott 2, 2012 - 17:07 Vai al commento »
    Come autrice dell'articolo tengo a precisare che l'elicottero dei carabinieri svolge periodicamente voli di ricognizione e controllo aereo in varie zone delle Marche e quel mattino doveva essere a Camerino e nella zona di competenza della compagnia proprio quel giorno, come abitualmente avviene. Si è trattato dunque di un'attività programmata, che ha visto come coincidenza la presenza del capitano Orlando, da pochi giorni insediato. Non si è dunque trattato di un volo appositamente fatto con spreco di denaro pubblico, ma di un'occasione che ci sarebbe stata comunque in quanto si tratta di un'attività periodica programmata. Come cronista locale posso testimoniare che periodicamente si fanno questi voli, sia a scopo di controllo del territorio che di ricognizione. Le specifiche direttive, sono date dai comandi competenti, io comunque l'ho visto passare numerose volte nel tempo, con i miei occhi. Mi dispiace se le parole del mio articolo sono state fraintese. Monia Orazi
  • “Prof” civitanovese approda a Taranto
    per fare il vigile

    9 - Ago 18, 2012 - 17:15 Vai al commento »
    Ho letto con grande interesse l'articolo ed i commenti seguenti. Penso che il prof.Alvise Manni abbia fatto benissimo ad accettare l'incarico di vigile urbano, se ciò serve a contribuire al suo bilancio familiare. Magari potessi farlo io. La sua scelta la ritengo adatta alla sfera personale e forse meno ad un articolo di giornale. Non la ritengo foriera di umiltà, ma se mai di voglia di lavorare e conseguente ad un comportamento attivo, da parte di una persona che a soli 43 anni vista l'età è dinamica ed attenta alle nuove opportunità. A pensarci prima lo avrei imitato volentieri. Di sicuro per me non uscirebbe l'articolo, dal titolo possibile "Corrispondente locale di quotidiani cartacei ed on line, va a fare il vigile urbano". Sono laureata ed ho persino conseguito un dottorato di ricerca all'università di Macerata, ma fare il vigile urbano per avere uno stipendio degno di tale nome, non la considererei una scelta non in linea con il mio profilo professionale. Se c'è un vantaggio che mi consente di avere la mia preparazione culturale, ampliata anche dagli studi fatti al liceo classico, è la capacità di apertura mentale ed una grandissima adattabilità, utili quando si fa il giornalista, ancora più necessarie in un mondo in cui il ritmo del divenire ha assunto la scorrevolezza fluidificante dell'acqua. C'è anche un altro valore che emerge dalla bella scelta fatta dal prof.Manni, la capacità di prendersi del tempo dalla propria vita, per vivere altre esperienze che arricchiscono. Seguendo l'intuizione di Bergson, secondo cui il tempo non è il semplice ticchettìo di un orologio, ma lo spazio vissuto nell'attualità della propria dimensione dimensione spirituale, Alvise Manni va controcorrente in quest'epoca in cui difficilmente si riesce a brillare per originalità. Un vigile urbano con una certa preparazione culturale non guasta, non è un insulto alle ore passate sui libri, il fare un lavoro diverso da quello per cui ci si è preparati. E' un'esperienza, che va vissuta cogliendone i punti di forza e le opportunità. Ci "metterei la firma", a poter fare per diverso tempo questa vita, sia per i vantaggi economici, perchè di gloria e consensi non si vive, tantomeno di cultura, se manca una retribuzione degna di tale nome. Il problema non è dunque se una persona preparata e colta d'estate sceglie di fare il vigile urbano, in un luogo splendido come Taranto per altro, ma il fatto che in Italia certe professioni, la mia compresa, sono retribuite non secondo un certo valore di mercato che consentirebbe un vita dignitosa, ma secondo parametri degni di un'economia schiavista di fine Ottocento. Onore dunque al professor Manni, stima ed ammirazione per la sua scelta controcorrente. E' un monito a tanti di questa nostra generazione di mezzo (anche nel decennio di noi trentenni ce ne sono molti), di gente dalle vite precarie e sospese, che all'incertezza economica, aggiunge quella esistenziale della non scelta, come se lo stare in balia delle onde, consentisse una soluzione automatica dei problemi. Così non è, vale ancora l'antico adagio "olio di gomito".
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