Moby Dick


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1/9/2014


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  • Piscina, meno corsie e contratto a rischio
    Protesta e raccolta firme dei dipendenti

    1 - Feb 11, 2015 - 2:09 Vai al commento »
    L’associazione Civitanova Nuoto è nata con il solo intento di dare la possibilità a 50 ragazzi che con passione praticano il nuoto agonistico, di continuare ad allenarsi, come hanno fatto per anni, nell’impianto comunale di Civitanova Marche, sotto la guida dei loro bravi allenatori Pamela Pasquali e Stefano Iesari. Aver permesso che le porte della piscina per loro siano restate chiuse è stata solo mancanza di buon senso ed indisponibilità a conciliare esigenze ed orari. E’ ragionevole che degli adulti ai quali si affida il ruolo di valorizzare l’attività sportiva agonistica come esperienza educativa, lascino che il colore di una cuffia determini priorità di diritti? Non dovrebbero al contrario far sì che atleti accomunati dalla stessa passione, stessa residenza e magari stesse amicizie e trascorsi sportivi, abbiano le medesime possibilità? Non fa onore al comune senso dell’intelligenza l’ostinarsi a credere che vi sia in atto l’intenzione di compromettere posti di lavoro o penalizzare atleti che stanno utilizzando l’impianto; il solo dato oggettivo è questo: 50 ragazzi e due tecnici che fino all’anno scorso trovavano spazio nell’impianto oggi sono costretti ad affrontare aggravi economici e disagi logistici assolutamente evitabili se solo prevalessero giustizia e buon senso.
  • Piscina comunale, Il Grillo interviene:
    “Siamo liberi di scegliere lo staff”

    2 - Set 1, 2014 - 6:55 Vai al commento »
    Dov’è la ragione? L’abbiamo smarrita nel fondo di una vasca, che dovrebbe rappresentare un luogo di stimolo alla crescita dei giovani nel fisico e nello spirito, ed invece diventa arena di scontro per la presunzione ostinata di chi vorrebbe disporre, in assoluta autonomia, della cosa pubblica, estromettendo i diretti interessati: allenatori, atleti e genitori. Perché si arriva a questo? Perché quando esiste una realtà bella nel desolante panorama circostante, anziché preservarla ed incoraggiarla la si lascia affondare? Parliamo di un gruppo di nuotatori cresciuto nell’impianto comunale di Civitanova e divenuto squadra non per caso, ma grazie alla capacità tecnica e doti umane dei propri allenatori Pamela Pasquali e Stefano Iesari, abili negli anni non solo a garantire il conseguimento di ottimi risultati a livello tecnico, ma anche a favorire un prezioso legame di stima reciproca e genuina amicizia, valido anche oltre la corsia. Sono ragazzi in gamba, che hanno piacere di incontrarsi, condividere belle emozioni, fatiche, sacrifici, gioia ed amarezza, come la pratica sportiva agonistica sa dispensare; questi atleti che edificano, allenamento su allenamento, insieme ai loro bravi tecnici che amano e stimano, la loro sana gioventù, vengono ora estromessi dai propri spazi, o per assurdo, indotti a rientrarvi con atri allenatori imposti loro dall’alto! Chi ha voluto tutto questo dimostra di non amare il proprio lavoro…. ne’ tantomeno i ragazzi che francamente vengono svuotati al rango di meri utenti, anonimi consumatori di spazi acqua a tempo. Oppure semplici occasionali figurine vincenti, buone da tirar fuori quando fa comodo ed esporre in vetrina… come una triste reclame che sbiadisce miseramente alla luce della cruda realtà dei fatti: allenatori esonerati, spazi acqua negati, squadra costretta a migrare altrove! È anche comprensibile che vengano considerati “scomodi” i genitori che si intromettono in questioni tecniche, ma è inconfutabile che, da chi ha responsabilità gestionali di un impianto sportivo pubblico, nel quale bambini, ragazzi ed allenatori intraprendono un cammino comune, debbano pretendersi trasparenza, rispetto, lealtà e soprattutto grande sensibilità, perché la pratica sportiva agonistica, che tanto richiede all’atleta, altrettanto restituisce in termini educativi e di formazione dell’individuo. Con amarezza bisogna riconoscere che tali aspettative, da parte della gestione dell’impianto, sono state disattese…. ci auguriamo che, dopo la transitoria subacquea, dal fondo della piscina “comunale” la ragione riemerga presto.
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