Mattia Pacetti


Utente dal
14/2/2018


Totale commenti
7

  • Pusher preso al parco

    1 - Mag 5, 2018 - 17:23 Vai al commento »
    * p.s. Ad Aldo Iacobini
    2 - Mag 5, 2018 - 17:20 Vai al commento »
    1) il discorso della precauzione vale per ogni sostanza, piuttosto di allarmarsi per le onde E.M. meglio stare attenti a zuccheri e conservanti 2) Se la marijuana fosse legalizzata e uno non dovesse temere il taglio degli spacciatori, si potrebbe consumarla senza troppi rischi, esattamente come il vino. O forse hai quel preconcetto che chi fuma le canne è per forza uno che esagera, che diventa insaziaibile e per questo passa ad altre droghe? Eppure anche sotto il punto di vista della dipendenza non è peggio dell'alcool, e di gran lunga meglio della nicotina.
    3 - Mag 5, 2018 - 15:57 Vai al commento »
    C'è da precisare che se la marijuana è "molto pericolosa" per la salute, non lo è di certo per l'alto contenuto di THC, ma per le sostanze chimiche con cui eventualmente la si taglia. Di THC è impossibile andare in overdose, a differenza dell'alcool ad esempio, né porta come l'eroina ad un rapido deterioramento fisico.
  • Caro corteo, perché non manifestare
    anche contro droga, schiavismo e illegalità?

    4 - Feb 15, 2018 - 5:11 Vai al commento »
    Sostenere le motivazioni del gesto di Traini significa avere idee discriminatorie, questa è una verità logica che non puoi respingere, nonostante ti dia tanto fastidio evocare la parola discriminazione.
    5 - Feb 15, 2018 - 2:14 Vai al commento »
    Tamara, lo sai benissimo che condannare le tue idee discriminatorie non vuol dire sostenere degli assassini. Smettila di fingerti più stupida di quello che sei.
    6 - Feb 14, 2018 - 12:31 Vai al commento »
    Lei Tamara Moroni mi capita a fagiuolo come controprova lampante di molte cose essenziali che sostengo sopra. La ringrazio per la sua tempestività.
    7 - Feb 14, 2018 - 10:52 Vai al commento »
    Marco Ribechi, è scontato affermare che un corteo non risolverà i problemi di Macerata e dell'Italia, nessuno era lì sabato con l'idea di fare la rivoluzione o di barattare la sua presenza con l'impegno quotidiano verso la legalità. Non è invece scontato che nel 2018 si debba alzare con risolutezza e tutti insieme la voce contro ogni fascismo e razzismo, considerati il recente attentato terroristico, le indirette ma cristalline rivendicazioni di movimenti politici di estrema destra, e sopratutto, a mio avviso, le giustificazioni e le mezze difese che provengono da parte di tanta, troppa gente di buone maniere che hanno da sempre respirato la nostra stessa aria. E' dunque irresponsabile affermare che il corteo è stata una mossa anacronistica, che non aveva ragioni concrete per essere fatto. Ed è falso affermare che la manifestazione abbia usato l'antifascismo per "mascherare l'ipocrisia" dei problemi sistemici e delle gravissime piaghe che affliggono il nostro Stato: nessuno, partecipando al corteo, lo faceva con l'intenzione di depistare le coscienze, non eravamo le pedine di nessuno - nemmeno dei svariati partitini comunisti, che hanno partecipato affianco a militanti dissidenti di altri partiti e affianco ad associazioni non politiche, come lei suppone quando parla di "due gruppi ideologicamente contrapposti", di “litigata tra bambini” o peggio ancora di scontro tra “nemici-fratelli”. Lei ha voluto scrivere un articoletto su dei problemi la cui gravità e urgenza è riconosciuta da ogni persona pacifica e ragionevole, usando l'appariscente vetrina della manifestazione e facendo leva sulla sufficienza e sul disprezzo odierni per un fatto che rientra nell'ambito dei fenomeni politici di lungo corso. Le ricordo che l'antifascismo, benché sia vecchio di quasi un secolo, dovrebbe venire prima di ogni posizione politica anche in piena campagna elettorale, e che non era richiesta la tessera di fedeltà morale verso nessun partito per poter partecipare, benché questo era il messaggio che molti lasciavano trapelare o erroneamente sottintendevano. Ma la gente che ha partecipato ha risposto solo alla chiamata della sua coscienza, a casa ci sono rimasti i pregiudiziosi, gli eterodiretti e quelli che ruminano più o meno inconsciamente le stesse idee di Traini. Inoltre, ripeto, manifestare non significava sottavalutare o ignorare nessuno dei problemi su cui lei qui si diffonde, perché si manifestava per un motivo ben preciso e non per altri, come tutti sanno, e come lei anche sa ma che qui si cura di non specificare, accennando alla tentata strage molto velatamente in un luogo non rilevante del suo articolo. Se voleva fare una denuncia dei mali profondi e capillari che avessero a che fare in maniera immediata con la manifestazione, avrebbe dovuto scrivere sopratutto del razzismo strisciante in Italia, di come noti e grandi partiti politici inventano narrazioni spregevoli e grossolane motivazioni pratiche per scusarlo, fomentarlo, contraffarlo affinché si amalgami con il senso comune, e di come altri partiti chiudono gli occhi per opportunismo elettorale. Se avessi ritenuto questa sua opinione solamente sciocca la avrei semplicemente ignorata, invece la ritengo fuorviante e diseducativa, perché lei per dare persuasività all'espressione di problemi di fondamentale importanza, sceglie di usare pretestuosamente e di screditare bellamente ragioni che sono, come del resto lei stesso ritiene, sacrosante. Dunque, Marco Ribechi, non è inutile, non è roba da vecchi comunisti rincitrulliti, non significa fare il gioco del sistema, ritrovarsi nel momento e nel luogo dell'emergenza per riconfermare con voce forte e chiara i valori della nostra civiltà. Questi valori sono la radice di ogni legalità ed è sbagliato ritenerli un'acquisizione scontata, come la tentata strage ci ha ricordato e come ce lo conferma il proliferare di certi commenti intorno a questo drammatico fatto.
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