Massimo Paolella


Utente dal
8/9/2020


Totale commenti
2

  • I cento anni dell’Aida allo Sferisterio
    meritano un colpo d’ali

    1 - Apr 30, 2021 - 23:55 Vai al commento »
    La signora Contigiani potrebbe spiegare la relazione tra pareggio di bilancio e valutazione di un'esecuzione musicale di un'opera lirica? Bisognerebbe capire questo grande mantra che caratterizza lo Sferisterio da ormai molto tempo. Che poi vale solo nel caso specifico. Infatti se vai dal fruttivendolo per delle mele e ti vengono rifilati degli asparagi non te ne ritorni contentissimo a casa perché tanto hai speso la stessa cifra.
  • Scintille sui festival
    tra Ricotta e Cherubini,
    Parcaroli dà forfait al confronto

    2 - Set 9, 2020 - 11:03 Vai al commento »
    Mi scuso per la prolissità del commento, ma non sono capace di parlare attraverso slogan. Visto l'importanza dell'argomento voglio prendermi i giusti tempi. Se la lettura dovesse sembrare troppo lunga potrete suddividerla in due o più tranche o non leggermi affatto. Ero presente all'incontro, avrei voluto un chiarimento, magari formulando una domanda. Al di là della noia mortale caratterizzata, nella parte iniziale, dalle domande rivolte ai candidati sindaci, tutte molto simili, che inevitabilmente hanno portato più ad elencare quello che è stato fatto senza nessun approfondimento sul come e sui reali risultati ottenuti. Non si è parlato (eccezione fatta per un accenno a Macerata Capitale della Cultura) delle molte occasioni perse che hanno caratterizzato questa città negli ultimi anni e che comunque sarebbero motivo di riflessione per un miglioramento. Tutti i candidati sono concordi sia sul fatto che la città, in presenza di istituzioni come Università, Accademia delle Belle Arti e Associazione Arena Sferisterio, dovrebbe avere una forte connotazione culturale, sia sulla necessità di un potenziamento dell'aspetto culturale perché questo funga da volano per l'intera economia del territorio e attragga gente anche da fuori. Il signor Ricotta, da persona politicamente navigata, ha mantenuto il suo self control anche quando il candidato Cicarè, con esitazione imbarazzante o forse con un po' di timore reverenziale, ha affermato che la ricaduta dei vari eventi culturali non è propriamente caratterizzata da risultati positivi sia riguardo il coinvolgimento del pubblico, tantomeno a livello di impatto sull'economia locale. Il self control però gli è saltato completamente, quasi a fargli perdere le staffe, dopo l'affondo dell'esponente del M5s Cherubini, visto che il discorso stava prendendo una piega ben precisa, non tanto su ciò che è stato o non è stato concretizzato quanto sulla metodologia adottata per il raggiungimento dei vari obiettivi. È stato qui che ho perso quel torpore che avevo addosso e il livello di attenzione ha subito una notevole impennata. Con tono perentorio finalmente il candidato del Pd ha esternato la politica dei prossimi 5 anni del suo schieramento: "il tema è la firma di convenzioni pluriennali (riferito alle associazioni presenti che tra l'altro già usufruiscono regolarmente, a detta del Cherubini, di sovvenzionamenti comunali), per poter progettare nel medio e lungo termine. Apprezzo la sincerità ma ad uno che ti accusa di applicare un sistema clientelare con le associazioni che decidi di sovvenzionare al fine di una mera acquisizione di voti non si può rispondere rilanciando, da un buon giocatore di poker, e affermando che il sovvenzionamento deve essere pluriennale tralasciando, al tempo stesso, una precisazione sulla metodologia ammettendone di fatto il suo carattere clientelare. Il tutto poi rivolgendosi a quello specifico pubblico al quale non sarà parso vero di usufruire di colpo di sovvenzionamenti triennali. Come si può non votare a favore di tali dichiarazioni. Ma questa è pur sempre un'esplicita ammissione di veridicità anche in relazione alla compravendita dei voti. Nessun riferimento ad un'analisi delle potenzialità del territorio, alla possibilità di coinvolgere associazioni nuove anche lontane dai propri ideali tuttavia con delle capacità operative e costruttive nei vari settore, tantomeno ad una puntuale attenzione nelle capacità dei singoli, ad una vera formazione per coloro che hanno delle qualità da spendere anche a favore delle istituzioni locali, ad un sano e costruttivo confronto. Praticamente quello che già viene fatto da moltissimi anni, inasprito, nell'ultimo mandato Carancini, toccando livelli mai raggiunti prima. Questo è l'unico vero tema!!!. Eh sì una perfetta cultura caratterizzata da una puntuale mancanza di confronto. La mancanza di confronto tanto stigmatizzata verso il candidato sindaco del centrodestra Parcaroli, di fatto all'occasione viene accuratamente applicata da anni dalle istituzioni, come pur da alcune associazioni presenti in sala, secondo l'ormai delineato principio delle regole (magari quelle che ho stabilito) che valgono solo per gli altri. A questo punto sono uscito e tornato a casa avendo soddisfatto la mia domanda iniziale: Come si può conciliare il concetto di ampliamento dello spettro culturale con una metodologia che prevede solo il coinvolgimento di attori che possono esternare solamente pensieri e comportamenti in linea con quelli delle istituzioni che li ingaggiano? Una cultura "calmierata" porta solo alla diseducazione nelle varie specificità e all'abbrutimento di un territorio. Mi pare che queste caratteristiche siamo abbastanza evidenti dalle nostre parti. Lo stile poi, ahimè, non è esclusivo dell'ente comunale ma ben presente anche in molte altre istituzioni. Chi è protagonista ed osanna questo sistema, (dichiaratamente improduttivo sempre secondo quanto esternato dai vari Cicarè, Cherubini e Micarelli), se non riporta un vantaggio personale è veramente incapace di vedere quelle criticità che la sua stessa ignoranza provoca. Solo una cultura libera e aperta a 360° può puntare verso il raggiungimento della perfezione. Solo uno studio serio da parte di persone realmente capaci e provviste di vera passione per la propria materia può esternare un confronto vero, costante e costruttivo. Solo questo ci potrà elevare portando finalmente la cultura ad assumere quelle caratteristiche di volano per l'economia e di ricaduta anche sociale che sono, con molta faciloneria e a mo’ di slogan, sulla bocca di tutti i nostri politici. Il modello attuale lo conosciamo, sappiamo dove ci ha portato e possiamo solo sperare che risultati diversi improvvisamente appaiano. Siamo sicuri che non ne possa esistere un altro? Se si il confronto lo si potrà avere solo dopo aver sperimentato la sua applicazione.
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