Manuel Seri


Utente dal
20/2/2013


Totale commenti
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  • Precipita durante un’arrampicata
    Muore alpinista maceratese

    1 - Set 23, 2013 - 15:16 Vai al commento »
    Un Grande Professionista, un Grande Sportivo, una Grande Persona che ho sempre ammirato e stimato. Ancora sconvolto, Ti giunga il mio estremo saluto in cima alle vette più alte del Mistero infinito che hai prematuramente scalato. Addio Caro Alberto!
  • Per chi voterai?

    2 - Feb 22, 2013 - 17:02 Vai al commento »
    Rispondo al Sig. Sauro Benedetti (Saben), commento del 21.02.2013, h. 18:09. Ormai ho iniziato questo colloquio e dunque non posso più sottrarmi al confronto, nonostante cominci ad essere gravoso in termini di tempo che, ahimé, non ho; sarebbe molto più interessante e proficuo se si creasse l'occasione per un dibattito de visu, magari organizzato da Cronache Maceratesi, in cui si possano affrontare certi temi complessi in modo divulgativo e nel contempo dare spazio ad interventi e richieste di chiarimenti; conoscere argomenti attinenti al tema fiscale è fondamentale per tutti i Cittadini, dopodiché Ognuno può farsi la Sua opinione consapevole. Mi accingo pertanto a rispondere alle Sue precise richieste, sperando di poterLe dare soddisfazione nella sintesi del mezzo scritto. 1) Sulla questione del livello della evasione fiscale rinvio alla risposta già resa al Sig. Mobi Dick il 21.02.2013 alle ore 21:45, anche se purtroppo non ha soddisfatto le Sue aspettative; comunque un dato è certo: sono vari anni che viene propagandata una sottrazione di materia impibile di 250-270 miliardi di Euro per un ipotetica evasione di 150-180 miliardi di euro nonostante il crollo progresivo dei consumi, l'andamento negativo del pil e l'incredibile intensificazione della lotta all'evasione anche utlizzando strumenti di una intrusività tale da fare invidia ai regimi totalitari (bisognerebbe conoscerli e viverli per poterne comprendere la portata); il ché rendono oggettivamente irreali le stime proposte, per le quali nessuno mai ha nascosto l'obiettiva aleatorietà ed imprecisione. 2) Sono d'accordo per la "tracciatura" dei pagamenti, ma non sul divieto o sul tetto così basso all'utilizzo del danaro contante; da un lato, perché in un momento di così grave recessione economica è deleterio e dannoso introdurre limitazioni alla circolazione del danaro con l'effetto di deprimere i consumi e (per chi dispone di somme ingenti) la fuga verso l'estero con ogni conseguente impoverimento del Paese; dall'altro, perché prefersico interventi che favoriscano la scelta verso l'utilizzo dei pagamenti cd. "tracciati" attraverso la minimizzazione delle commissioni a carico delle parti (pagatore e beneficiario) e magari anche il riconoscimento di deduzioni commisurate alle spese tracciate nella determinazione del reddito imponibile; nella sostanza, preferirei un sistema che incentivasse la tracciabilità piuttosto che reprimesse chi non la pratica. 3) La questione dell'interposizione di schermi societari per tentare di ottenere risparmi fiscali ingiusti rientra nel campo dell'accertamento dei comportamenti elusivi o evasivi che possono essere scovati e perseguiti con le normali attività di verifica; sono tuttavia contrario a normative volte a penalizzare indiscriminatamente le cd. "società di comodo" che non realizzano una redditività prestabilita forfetariamente o le "società in perdita sistematica" perché esiste il principio generale della capacità contributiva (art. 53 c. 1 Cost.) che deve essere tutelato nei confronti di qualunque soggetto giuridico contibuente; tali situazioni ben potrebbero costituire un presupposto sufficiente per inserire il soggetto nella programmazione delle attività di verifica e di controllo. 4) Il "falso in bilancio" lo reputo un illecito grave equiparabile ad un reato di truffa perpetrato attraverso un'attività economica organizzata in forma di impresa collettiva e come tale deve avere una sua rielvanza penale autonoma; occorre peraltro trovare meccanismi adatti ad impedire che anche violazioni lievi o ccomunque opinabili possano essere strumentalmente utilizzate dai Soci per denunciare gli Amministratori per evitare che un istituto giusto possa trasformarsi in una opoportunità ingiusta o pericolosa che potrebbe avere gravissime ripercussioni sull'interesse economico-patrimoniale degli altri Soci e perfino dei dipendenti e degli altri collaboratori; l'argomento è dunque molto delicato, ma esige una soluzione adeguata, ponderata e ben delimitata. 5) Il sistema repressivo riguardante i comportamenti fiscamente scorretti dovrebbe essere direttamente proporzionale alla semplicità delle regole: tanto più chiare ed inequivoche sono le regole da rispettare, tanto più incisiva deve essere la sanzione amministrativa e penale; nel nostro Paese abbiamo invece, da un lato, un ordinamento giuridico tributario di una complessità ed ambiguità straordinarie che rendono quasi impossibile il rispetto delle regole anche ai più virtuosi con un dispendio di risorse economiche ed intellettuali veramente incredibile e, dall'altro, un sistema represssivo con sanzioni amministrative esagerate (dal 100-120$ al 200-240% dei tributi presunti evasi) ed anche sanzioni penali particolarmente insidiose (da un anno e mezzo a sei anni nei casi più gravi di frode tributaria; da uno a tre anni negli altri casi di semplice infedeltà) che, per chi è esposto al rischio di commettere anche altri reati (ambientali, urbanistici, incidenti sul lavoro, ...) possono costituire un problema molto serio e non sempre chi si trova in questo tipo di situazioni può essere considerato alla stregua di un "delinquente". 6) Di promesse elettorali ne ho sentite veramente tante e spesso ci ho anche creduto, ma ahimé troppo spesso sono rimasto deluso; ho credito in una impostazione tendenzialmente liberista e mi sono tritrovato a dove subire misure da stato di polizia; ho creduto in una impostazione tendenzialmente premiale per chi lavora ed ha buona volontà e mi sono ritrovato a subire una penalizzazioni e prevaricazioni amministrative, burocratiche, fiscali che hanno ostacolato ed ostacolano tuttora l'esrcizio della mia professione; ho creduto in politici che mi hanno illuso di creare le condizioni per poter rinvigorire la voglia e la passione per il mio lavoro e mi sono ritrovato a dover subire il peso di non poter svolgere la mia professione con le oprerogative che mi competerebbero nell'esercitare il mio "ministero" di difensore e a soggiacere ad un dovere di aggiornamento forsennato per rincorrere le contuine modifiche normative tale da sotrrarmi completamente il tempo per me stesso e per la mia Famiglia. A parte tutto questo (mi scusi per lo sfogo, ma non ne posso veramente più!), la mia esperienza mi insegna che in materia tributaria tutte le volte che lo Stato ha concesso qualcosa a qualcuno, se lo è ripreso moltiplicato da qualcun'altro o dallo stesso fruitore del beneficio in un momento successivo e dunque ... Queste sono le mie personalissime opinioni, molte delle quali, in maniera anche più elaborata e completa, può trovarle nei miei interventi sul "soslavoratoriautonomi.blogspot.com" del Movimento in Difesa dei Lavoratori Autonomi o sul "chicago-blog" dell'Istituto Bruno Leoni; spero di essere riuscito a trasmetterLe il mio pensiero o comunque a sollecitare una Sua riflessione sugli argomenti trattati e grazie ancora per l'attenzione che mi ha riservato.  
    3 - Feb 21, 2013 - 21:45 Vai al commento »
    Rispond al Sig. Moby Dick. Sul livello di evasione fiscale del nostro Paese esprimo tutte le mie fondate perplessità, sia perché non è mai stato adottato un criterio affidabile per stimarlo quantitativamente, sia perché non è compatibile con la grave, preogressiva e pluriennale recessione economica, sia perché dal 2006 sono state introdotte misure sempre più intrusive ed efficaci per stanare gli evasori con risultati non entusiasmanti e, per quanto riguarda la mia esperienza professionale, spesso travolgenti per i malcapitati Contribuenti che si sono visti accertare maggiori imponibili da capogiro scoprendosi ricchi anche quando navigavano tra i debiti o conducevano una vita pressoché normale. La mia sensazione è che l'enfasi riservata all'evasione tributaria in Italia serva più che altro come un alibi per favorire l'introduzione di misure sempre più gravi e vessatorie nei confronti dei Contribuenti illudendoli che serva a stanare i "finti poveri" (magari qualcuno lo beccano pure, ma troppo spesso sono i "finti ricchi" a rimetterci le penne!). Le forze politiche coinvlte nel deterioramento del sistema tributario italiano sono ahimé tutte eqgualmente responsabile: lo hanno dimostrato sia i Governi di centro-sinistra (con il duo Visco-Bersani negli anni 2006-2007), sia i Governi di centro-destra (con Tremonti ed altri) che, dovendo assicurarsi un gettito tributario sempre maggiore per sostenere le ingenti spese dello Stato hanno sempre trovato il sistema di aumentare la pressione fiscale e, cosa ancor più grave, aggravare il rischio fiscale a cui sono esposti i Contribuenti; nessuno però ha mai voluto occuoarsi della riduzione del fabbisogno eliminando le enormi sacche di sprechi che verifichiamo quotidianamente. Spero di essere riuscito a rispondere alle Sue domande e La ringrazio per avermi dedicato la Sua attenzione.
    4 - Feb 21, 2013 - 21:24 Vai al commento »
    Rispondo al Sig. Mario Iesari. Intanto La ringrazio per aver letto il mio intervento e per avermi segnalato alune lacune. Lei ha ragione infatti quando lamenta che non ho toccato vari altri argomenti importanti di interesse generale, ma ragioni di contenimento del testo spesso impongono delle scelte che inducono a concentrare l'attenzione su alcue questioni piuttosto che su altre che pure sarebbero altrettanto degne; ognuno è comunque portatore di problematiche specifiche e, riferendo alcune riflessioni su mie aspettative o su mie esigenze, inevitabilmente ho citato ciò che mi coinvolge più direttamente. Tuttavia, quando lamento gravi limitazioni alle mie prerogative di Avvocato tributarista esprimo un disagio che è soprattutto dei miei Clienti che si rivolgono ad un operatore del diritto per domandare Giustizia e si sentono rispondere che, in certe situazioni, la Giustizia non può essere assicurata; risulta dunque violata la mia dignità professionale, ma lo è altrettanto quella del Cittadino che s trova nella condizione di doversi difendere e che purtroppo non può farlo e dunque diventa un problema di interesse generale, sia pure nell'ambito della materia tributaria. Certo che deve essere tutelata anche la dignità di tanti lavoratori rimasti disoccupati o dei tanti giovani ancora inoccupat, ma la questione è ricompresa (sia pure in modo non esplcito) nel punto in cui scrivo che <<... voterò per chi assicurerà un'attenzione speciale, propositiva e risolutiva ai problemi recessivi che stanno demoralizzando ed incattivendo la maggior parte della Gente ...>> perché è evidente che la grave e progressiva crisi economica attuale produce effetti devastanti sulle opportunità di lavoro a qualnque livello e di qualunque genere e che debbono perciò essere rimosse tutte quelle misure, anche di recenre adozione, che di fatto penalizzano prorpio la ripresa (ad esempio, molte regole restrittive della riforma Fornero, le limitazioni all'utilizzo del danaro contante, la caccia alla Gente che spende, ...); in teoria potrebbero essere considerate anche misure giuste o utili, ma di certo non quando la situazione economica è gravemente sofferente come ora. Per quanto riguarda l'auspicabile correttezza fiscale a cui dovremmo tutti uniformarci, chi può non essere d'accordo? Un conto però è educare il Cittadino al rispetto delle regole anche fisali, altro è enfatizzare il problema dell'evasione tributaria indicando cifre da capogiro che nessuno sa come vengono determinate, che tendono ad aumentare anche quando l'economia va a rotoli, che servono soltanto per illudere sulla risolutività della lotta all'evasione e soprattutto che legittimano in danno dei Contribuenti sistemi accertativi che definire medevali è un gentile eufemismo. Spero di aver chiarito meglio il mio pensiero, che peraltro era stato già molto correttamente integreptato dal Sig. Andrea Merchiori (che ringrazio per l'apprezzamento), e di aver, almeno parte, dissolto i Suoi dubbi, dopodiché sulla utlità o meno dei "forconi" ognuno ha la propria idea direttamente proporzionale alla indignazione che prova.
    5 - Feb 20, 2013 - 21:45 Vai al commento »
    Rispondo al Sig. Sauro Benedetti (Saben): ho sempre simpatizzato, anche se mai militato, per la destra e da quando è sceso in campo l'On. Berlusconi ho espresso il mio consenso elettorale per il Suo schieramento di centro-destra; inutile di re che ne sono rimasto molto deluso, come dimostrano i miei numerosi interventi critici su "soslavoratoriautonomi.blogspot.it" del Movimento in Difesa dei Lavoratori Autonomi e su "chicaco-blog" dell'Istituto Bruno Leoni; personalmente non sono affatto favorevole ai "condoni" che, oltretutto, penalizzano profondamente il mio lavoro (sospendono l'attività processuale, trasformano il mio ruolo di operatore del diritto e difensore dei Contribuenti in semplice compilatore di moduli di condono che non producono nessuna remunerazione apprezzabile); non nascondo tuttavia che mi sono spesso trovato ad approfittare dei passati condoni per definire posizioni estremamente penalizzanti di Contribuenti che non avevano evaso, ma erano incappati in errori o situazioni anche involontarie estremamente penalizzanti e processualmente rischiose da coltivare; l'eccesso di tassazone non giustifica affatto l'evasione che è e resta comunque un comportamento da perseguire; bisogna però uscire dalla logica prevaricatoria che ha informato l'attuale normativa sull'accertamento tributario la quale si basa sulla "presunzione di evasione fino a prova contraria", limita la difesa dei Contribuenti ai soli "pezzi di carta" giusti (è vietata la prova testimoniale) e consente di poter ricostruire materia imponibile anche esagerata in danno dei Contribuenti sulla base di presunzioni legali troppo spesso impossibili da contrastare (il discorso a questo punto si farebbe molto complicato, ma non mi sono mai sottratto dall'onere di informare e denunciare questa situazione in tutte le occasioni in cui ho potuto scrivere o relazionare in convcegni, seminari e simili). La ringrazio per aver commentato il mio intervento e spero di non averLa annoiata troppo con la mia risposta. 
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