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16/9/2012


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  • Colpo di scena Popsophia
    Il Festival si trasferisce a Tolentino

    1 - Ott 10, 2012 - 22:20 Vai al commento »
    M permetto: la notizia deve essere letta in termini di assoluta opportunità per la città di Tolentino. L'esempio di Civitanova, da analizzare non solo in ambito di Popsophia così come della analoga manifestazione, -similare nel brand- che l'ha preceduta, ci ha insegnato che non solo si può fare Cultura (ho messo volutamente la C maiuscola) ma la si può fare in modo intelligente utilizzando mezzi e persone di cui l'amministrazione comunale saprà dotarsi. Una preventiva e mirata operazione di marketing ben potrebbe far affluire nelle casse del comune le risorse necessarie. Una adeguata pianificazione garantirebbe comunque la buona realizzazione del progetto. Parlavo di assoluta opportunità per una città per troppo tempo rimasta estranea al concetto del "far bene". Manifestazioni del genere rappresentano ovviamente anche una ghiotta opportunità per tutto l'indotto non solo della città ma anche delle realtà limitrofe forse da troppo tempo in attesa di uno spiraglio di vento nuovo che come la brezza inizi a spirare dal mare verso (la nostra) terra.    
  • “Sono stato sequestrato per 48 ore”

    2 - Set 16, 2012 - 12:05 Vai al commento »
    Ho letto con attenzione l'articolo che narra della sfortunata quanto tragica vicenda dell'ex consigliere comunale di Civitanova Marche. Tempo fa rimasi altresì stupito nel leggere quella che CM definì l'esperienza lampo del consigliere de Vivo che a quanto ricordo non perse occasione per sfruttare il palchetto della politica comunale sparando letteralmente a zero contro il suo ex partito e schierandosi con Corvatta... Ora, fermo restando che la mia è e rimane una personale opinione che non può di certo "sminuire" la gravità dell'esperienza "vissuta" dal de Vivo appare del tutto evidente, anche ai più profani, che tra le righe dei due episodi sopra citati (l'esperienza in consiglio comunale ed il sequestro lampo) si denoti forse il carattere di una persona alla ricerca del clamore mediatico. Cosa avrebbe spinto il de Vivo, successivamente al suo rinvenimento, a rilasciare un'intervista così dettagliata, così tanto infarcita di particolari sino ad essere a tratti contraddittoria ? Non sarebbe stato più semplice limitarsi ad un breve cenno per poi chiudersi nel riserbo di chi ha subito comunque un sequestro di persona? Oggi, la nostra Italia, invasa dai media, dai social network  è sempre più "affamata" di chiacchiericcio o gossip che dir si voglia. Di certo de Vivo, con la sua brutta esperienza e la sua narrazione dei fatti ha dato in pasto in primis alle forze dell'ordine e poi al popolo dei media un bel boccone.... talmente grosso che rischia di rimanere sul gozzo di qualcuno..!
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