Laura Caldarelli


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5/11/2014


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  • «Macerata non è don Leonesi
    Isolate la parrocchia dell’Immacolata»

    1 - Nov 6, 2020 - 7:50 Vai al commento »
    Ho sempre pensato che prima di esprime un'opinione, vadano compresi i contenuti. Pertanto vorrei limitarmi a fare una sintesi di ciò che ho letto ed ascoltato esimiendomi dal dare il mio personale parere perché forse non ho capito bene il motivo per cui è stato sollevato questo gran polverone dopo una predica infrasettimanale, e quindi sono aperta a rimproveri e puntualizzazioni: - la Chiesa Cattolica (compreso il suo Pontefice riformista) ha sempre considerato l'aborto come un omicidio (su questo si può essere d'accordo o meno, ma non sul contenuto del precetto) - la stessa Chiesa ha sempre condannato la pedofilia come atto gravissimo e devastante per chi ne è vittima (anche qui ci possono essere stati preti pedofili, perdonati forse, ma mai giustificati da encicliche o catechismi vari e tanto meno da Papa Francesco) - di fronte a ciò che è considerato peccato, qualora il pentimento sia sincero, la Chiesa insegna che il Dio di Abramo (non dico Gesù che è buono per definizione, ma parlo anche di quel Signore degli eserciti, apparentemente vendicativo e crudele) è pronto a perdonare tutto tranne il peccato contro lo Spirito Santo. - don Andrea ha puntualizzato in modo personale un punto di vista approvato dal Catechismo della Chiesa Cattolica, senza negare la possibilità di perdono in entrambe le situazioni (per lo meno questo è ciò che ho capito io) - sul discorso della donna sottomessa al marito, consiglierei di leggere "sposati e sii sottomessa" di Costanza Miriano (così si può imparare a sorridere di una esternazione tanto provocatoria quanto facilmente fraintendibile), perché sintetizzarne qui il contenuto è improponibile. per il resto - e qui interviene il mio personale parere - il covid, oltre a seminare dolore, ha costretto il governo a mettere in discussione la libertà personale di ciascuno di noi. Penso che nessun altro debba arrogarsi il diritto di dire alla popolazione ciò che deve fare, se e dove può andare a messa, così come non deve essere minata la libertà di parola, specie nell'ambito di un percorso religioso che rimane nella sfera più intima dell'essere umano.
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