Giorro Gualdese


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9/8/2014


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  • Passeggiate vietate sui Sibillini
    per i cani da “salotto”

    1 - Ago 12, 2014 - 0:20 Vai al commento »
    Caro Nespeca, bello il video ed anche l'articolo. Le sensazioni che si provano passeggiando con il cane sono veramente ben descritte, io sono sempre del parere che avere un cane veramente libero al tuo fianco amplificherebbe le sensazioni da te riportate, ma ribadisco che per ottenere ciò bisogna avere un cane ben sotto controllo
    2 - Ago 11, 2014 - 7:30 Vai al commento »
    Zigozago bel video che spiega bene cosa possa fare un cane in libertà. Spiega altrettanto bene come un buon conduttore non deve fare, tutti gli addestratori al controllo del cane spiegano che un cane che corre dietro qualche cosa (che sia animale o bicicletta) il conduttore prima di tutto non deve correre dietro al cane chiamandolo perchè non fa altro che confermare che l'azione del cane è corretta ed aumenta l'eccitazione del cane stesso che seguendo il suo istinto non pensa altro che "guarda che bravo che sono anche il mio leader corre alegramente con me". Quindi il video conferma ciò che sostengo: non dobbiamo vietare una passeggiata in libertà o creare delle liste di buoni o cattivi, bensì creare dei conduttori consapevoli che possano controllare il cane in tutte le situazioni, ergo creare un "patentino" abilitante la gestione del cane
    3 - Ago 10, 2014 - 13:00 Vai al commento »
    Caro Nespeca, sono pienamente in accordo con quello che dici soprattutto sull'educazione e la cultura cinofila vera e non su quella integralista di alcuni tipi di animalisti. È vero che i cani da salvataggio possono entrare, solo in caso di emergenza, ma con l'esempio dei suddtti cani intendevo sottolineare che sono cani che dovrebbero esser sotto ubbidienza stretta (altrimenti non avrebbero il brevetto) quindi era un esempio di come valutare il comportamento non tanto dei cani ma dei padroni o meglio di coloro che dovrebbero essere definiti conduttori
    4 - Ago 10, 2014 - 7:20 Vai al commento »
    Black List purtroppo sono stato testimone in lontananza di un branco di pastori maremmani regolarmente attivi nella loro attività che sono riusciti ad isolare un cinghiale e quindi ucciderlo per mangiarselo. Questa mia esperienza può essere utile anche a zigo zago. Quindi concludere considerando che non si può affermare che un gruppo di cani sono autorizzati ad andare liberi in un parco o in una città perchè svolgono una determinata attività ed altri no. Infatti nei cani addestrati per Utilità e Difesa o quelli addestrati per l'obedience o per IRO ecc. Il primo requisito richiesto è un controllo stretto del cane da parte del conduttore molto più dei cani da tartufo o i cani da pastore che comunque sono liberi. Pensate che un cane della polizia o uno addestrato per la ricerca di dispersi nei boschi o sotto le valanghe non possono entrare nel parco anche per un semplice addestramento se non previa autorizzazione del parco stesso che per motivi burocratici non è immediata o tacitamente concessa.
    5 - Ago 9, 2014 - 14:13 Vai al commento »
    Le norme scaturiscono come si è detto dal timore di portare delle malattie "cittadine" al selvatico e ciò potrebbe avere anche un fondo di verità, inoltre si adduce anche come motivazione un possibile fastidio che possono subire tutti gli animali selvatici. Allora consideriamo che tutti i cani domestici dovrebbero essere tutti vaccinati e quindi non portatori di malattie (basterebbe come dice Luigi Nespeca la documentazione sanitaria a comprovarlo), purtroppo non tutti i cani sono ben controllati dai conduttori e quindi potrebbero essere causa di pericolo per il selvatico e non è sufficiente portarsi dietro la museruola nè fare una black list, ma come molti cinofili caldeggiano bisognerebbe istituire un patentino per i padroni dei cani che attesti un profondo senso civico. Voglio aggiungere anche che il selvatico non abituato ai cani si potrebbe avvicinare serenamente anche a quelli da lavoro/utilità che non hanno tutte le caratteristiche che suggerisco sopra. Addirittura come accade a Castelluccio c'è una volpe che soprattutto nel periodo invernale si avvicina all'uomo con grande pericolo sia per l'animale (potrebbe essere maltrattato) o peggio ancora potrebbe infettare l'uomo stesso o i suoi cani di qualsiasi malattia ( ricordo che soprattutto nel nord est le volpi sono portatrici di rabbia). Riassumendo, no a norme restrittive per l'accesso dei cani nei vari parchi nazionali o no, ma soprattutto dobbiamo insistere nell'educazione e nel rispetto delle regole di un vivere civile i padroni/conduttori dei cani sia sulle montagne che negli spazi urbani.
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