Franco Antonini

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Utente dal
3/7/2013


Totale commenti
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  • Sei assessori esterni in Regione,
    scontro Comi-Spacca
    sui costi della politica

    1 - Ott 30, 2014 - 13:13 Vai al commento »
    Preferisco giocare a carte scoperte: sono iscritto al PD. Premessa questa non necessaria ma utile per non nascondersi dietro al senso delle parole. Da un'attenta lettura delle "carte" appare fondato il problema del proficuo funzionamento degli organi istituzionali legato al ridotto numero dei consiglieri o quello della rappresentanza dei territori, di genere e di competenze in esecutivo o ancora della divisione tra esecutivo e consiglio. Su quest'ultimo aspetto, provate solo ad immaginare quale peso avrebbe in un voto d'aula il ruolo della giunta e chi sarebbe in quel caso il controllato e chi il controllore. Poi c'è il discorso dei costi: sacrosanta questione! Mi sembra che le misure compensative (riduzione dei consiglieri, del numero degli assessori, delle Commissioni, delle Indennità, delle segreterie e dei vitalizi, inaccettabili per il recente passato) collochino la nostra Regione tra le più virtuose in Italia. Mi sembra, tutto sommato, una riforma equilibrata e ritengo che le obiezioni eccepite nei post che precedono si alimentino più di emotività che di ponderate argomentazioni.
  • “Ceriscioli incompatibile per la segreteria regionale”

    2 - Gen 31, 2014 - 14:51 Vai al commento »
    Andrea, poniti questa domanda: perchè Lucciarini avrebbe potuto candidarsi mentre Ceriscioli no? Eppure, entrambi sono Sindaco! Il Regolamento prevede che non possano concorrere per la segreteria regionale del PD quanti ricoprano la carica di Sindaco di un comune Capoluogo di Provincia o di Presidente di Giunta Regionale o infine di Presidente di Provincia. Converrai con me che le cariche elencate garantirebbero a quanti le ricoprono una grande visibilità nei mezzi di comunicazione o un rilevante bacino elettorale influenzabile con la propria azione amministrativa. E' in questo la "ratio" della norma: far sì che tutti i candidati non siano svantaggiati ai nastri di partenza. Concedimi una battuta: Robin Hood approverebbe! Per quanto concerne le Puglie, beh, lì il caso è diverso. Per Emiliano, essendo l'unico candidato, non sussiste il vantaggio competitivo di cui avrebbe goduto Cerescioli, e questo conferma la logica della norma. Poi, restano le considerazioni politiche: lacerare un partito andando a cozzare contro una norma del regolamento non derogabile e assolutamente chiara, decisamente non è carino. 
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