Fausto Carboni


Utente dal
13/2/2015


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  • Auto d’epoca:
    esenzione bollo a rischio

    1 - Feb 14, 2015 - 9:16 Vai al commento »
    Egr. Dott. Marangoni, mi faccio portavoce di alcuni collezionisti coi quali condivido la mia passione, attenti alla sua iniziativa. Noi collezionisti, di farfalle, francobolli, banconote e quanto altro, raccogliamo una varietà e pluralità omogenea. La norma introdotta ai fini della “Stabilità” non tiene minimamente conto del caso illustrato e penalizza estremamente chi, avvalendosi dello stato legislativo precedente, magari acquistava auto potenti a fine carriera, per poi nel tempo curarle o addirittura ricostruirle con ingenti sforzi finanziari. La nuova normativa non tiene conto del fatto che oltre a ciò sopra premesso, quale proprietario di molti mezzi fino a “ieri” esenti, oggi non abbia possibilità di rivendere tali mezzi in quanto il mercato si è completamente paralizzato. La normativa introdotta non tiene neppure in considerazione la conseguente impossibilità a pagare la tassa di possesso a tariffa piena; portando un esempio concreto, il sottoscritto , per 10 mezzi del valore commerciale di 40mila € (se trovi chi te li paga) si trova a corrispondere una tassa complessiva di € 8.500,00. Può un collezionista buttare all’aria la passione ed i sacrifici di una vita perchè impossibilitato a pagare un’imposta che colpisce quanto precedentemente incentivato? E’ giusto inoltre notare che un’auto ultra ventennale non può avere un utilizzo intensivo e talvolta parcheggiata in garage per anni interi. A volte il proprietario di un’auto ventennale viene indicato come furbetto! E’ giusto notare che un’auto di 20 anni e più, per essere sopravvissuta alla rottamazione, di fatto non ha usufruito di “incentivi”, che sappiamo bene quanto costano al cittadino e quanto rimpingui i fabbricanti di auto. Riteniamo che l’esenzione della tassa dal ventennio abbia una logica a compensazione del mancato utilizzo del bonus incentivi per il riacquisto e a suo modo una funzione di salvaguardia della storicità, altrimenti nessuna auto specie se di elevata potenza potrebbe sopravvivere al trentennio. Vogliamo inoltre introdurre un argomento ulteriore a riprova di uno Stato che pensa solo ala sua voracità crescente, ma non a corrispondere un servizio adeguato. Personalmente ho pensato di trasformare alcune auto “monofuel”, per ottenere lo sconto fiscale, al fine di poter continuare a sognare di portare la mia collezione al trentennio e quindi trasformare l’imposta di possesso in quella di circolazione. L’ente preposto al riconoscimento della trasformazione in “monofuel” è la Motorizzazione, che sappiamo tutti quanto costi alla ns. collettività. ...sorpresa! le Motorizzazioni della Regione Marche, dove anche lei ci rappresenta, non accettano di prendere in carico la pratica che è ispirata ad una direttiva internazionale. Cosa ho capito? Probabilmente il bollo per le ventennali è stato reintrodotto per poter sanare i buchi di una burocrazia ingestibile, non integrata e malsana, di Motorizzazione, ACI/PRA. Per quanto sopra, cosa possiamo fare noi cittadini amareggiati da questi comportamenti manageriali che poco mostrano di capacità nella ricerca di soluzioni per le problematiche, ma molto mostrano nella capacità di andar sempre a pescare nello stesso piatto? Perchè non tassano le collezioni di farfalle o numismatiche? Quanto sono capaci i ns. tecnocrati di far riquadrare i conti con quanto realmente a disposizione? Cosa possiamo fare noi, colpiti ed interessati, per far sì che la Giunta ponga all’ ordine del giorno ed approvi quanto già esposto nella risoluzione? Cosa possiamo fare noi che siamo disposti a venire di là a farci sentire? Attendiamo sue gentili indicazioni. Con stima.
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