dico la mia

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Utente dal
22/6/2011


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  • “No alla statua, esaltazione della massoneria”

    1 - Giu 30, 2011 - 12:15 Vai al commento »
    ...Ma non c’è proprio verso di portare questo pseudo-dibattito in un piano costruttivo? E’ poi così difficile spostare l’attenzione dalla spicciola diatriba tra cattolici e massoni (due parole così distanti dalla cultura contemporanea)? Perché discutere della ridicola lotta tra due lobby di potere? Tutto questo è veramente poco interessante a meno che non si parli di storia (che ‘per carità’ dobbiamo conoscere tutti!). Invece è interessante parlare del presente e di come una piccola provincia possa emanciparsi e svincolarsi da retaggi culturali ormai obsoleti.
    2 - Giu 29, 2011 - 13:18 Vai al commento »
    Uno stralcio di un intervista a Costanza Rinaldi che, secondo me, può far riflettere su alcune problematiche riguardo all’arte e alla cultura contemporanea nel maceratese. Una cosa che condivido pienamente con l’autrice dei concetti che riporto di seguito è la possibilità di creare con i fondi di associazioni private, insieme a quelli pubblici, una sorta di rete di artisti, gruppi di progettazione e associazioni culturali che opera in una prospettiva di partecipazione e trasversalità, che realizza workshop, interventi artistici permanenti nel tessuto urbano, seminari, progetti interdisciplinari in diretta relazione con il territorio e i suoi abitanti; riflettere su temi di attualità come l’identità territoriale, il dialogo interculturale, la coesione sociale, così come sull’incidenza delle problematiche globali a livello locale. Due riflessioni… “L’arte può fare emergere, può rappresentare, può dare senso generativo, ma non ha finalità e per questo non può essere strumentalizzata. Quando parlo di senso generativo, intendo proprio la capacità dell’arte di generare senso, coesione tra i diversi aspetti della nostra realtà e non solo. Dico sempre che l’arte non è utile ma necessaria, ha un valore immaginativo unico che spesso può dare il via ad analisi che al primo sguardo non erano emerse.” “L’artista fa solo un lavoro paradigmatico, di certo non si può sostituire all’urbanista. Il punto d’incontro risiede nella potenzialità dell’artista di guardare da vicino, di osservare le crepe della struttura sociale. Vede le necessità e i desideri che la pianificazione non può prevedere, soprattutto quando l’organismo urbano è in continuo divenire. E’ come se fosse un magma con le sue fratture e rotture: l’artista nel coadiuvare l’urbanista può assumere la funzione di sismografo e raccontare che c’è sempre un modo diverso per risolvere problematiche sociali e urbane.” Costanza Rinaldi nasce a Milano nel 1983. Si laurea in Storia dell'Arte Contemporanea a Bologna nel 2008. Dopo aver collaborato con l'ufficio stampa del Mart a Rovereto, torna a Milano e prende parte allo staff di Careof contribuendo alla ricerca e promozione di giovani artisti. Recentemente, dopo una breve parentesi fiorentina per un Master in allestimento museale, ha terminato il Master in Lighting Design del Politecnico.
    3 - Giu 28, 2011 - 14:31 Vai al commento »
    A torino, per esempio, succede questo (con sostenitori pubblici e privati): http://www.progettodiogene.eu/ In Basilicata questo: http://laboratoriodiartepubblica.it/ A Milano... http://www.publicdesignfestival.org/portal/IT/contents/generic_home.php A Bologna http://www.comune.bologna.it/iperbole/iceberg/gap/home.html A Roma http://onthewalls.it/public-art/ Ad Alghero si dibatte su questo http://www.spazidelcontemporaneo.net/relationwebb08f.html?key=2 ...dovunque si riflette su queste tematiche... A Macerata "Arte pubblica: uno studio sull'incompatibilità tra Massoneria e Chiesa" Non credete che la situazione culturale maceratese sia un problema serio?
    4 - Giu 28, 2011 - 13:18 Vai al commento »
    Riflettere su come la cultura contemporanea si relazioni con la società attuale. All’interno delle amministrazioni sono necessarie figure intellettuali, illuminate, che sappiano cogliere il fermento culturale globale per poi dare indicazioni nelle realtà locali. Le azioni artistico/culturali pubbliche sono di vitale importanza per lo sviluppo di una buona urbanistica. Ma questo ragionamento è molto distante dal significato che si da all’arte pubblica, intesa come abbellimento di piazze, celebrazione di lobby o affermazioni di religioni. L’Italia è uno stato democratico, laico e con ampio fermento artistico. Oggi l’arte è scardinata da ogni forma di potere. Questo è ciò che conta, al di là della committenza. L’ANSIA DA STATUA svanirà soltanto introducendo stimoli culturali all’interno delle amministrazioni: così l’arte entrerà positivamente nel tessuto sociale/urbano. Imput: bandire concorsi d'arte contemporanea, richiedendo interventi artistici, che non necessariamente debbano essere statue.
  • Il “Michelangelo dormiente”
    di Ermenegildo Pannocchia
    dal Fontescodella al teatro di Messina

    5 - Giu 22, 2011 - 15:41 Vai al commento »
    Io credo che il dibattito si debba incentrare su come la cultura contemporanea debba relazionarsi con la società contemporanea. Innanzi tutto all’interno di ogni giunta Comunale ci dovrebbero essere delle figure intellettuali, attente, sensibili e con uno sguardo illuminato, che sappiano cogliere il fermento culturale internazionale per poi dare delle indicazioni nelle realtà locali. Secondo me le operazioni artistico/culturali pubbliche sono di fondamentale importanza per lo sviluppo di una buona urbanistica (intesa come scienza che studia il territorio antropizzato). Ma questo ragionamento è profondamente distante dal significato che si sta dando all’arte pubblica (in gran parte del nostro paese), intesa come “abbellimento” delle piazze, “celebrazione” di qualche lobby o “rivendicazione” di qualche religione. L’Italia è uno stato democratico, laico e nella storia è stata sempre riconosciuta come luogo di grandissimo fermento artistico. Questo è quello che conta, al di là della committenza. Oggi l’arte “contemporanea” è scardinata da ogni forma di potere, non è più “celebrazione del potere”. Quindi il problema di questa “ANSIA DA STATUA” si può risolvere soltanto introducendo delle persone con stimoli culturali contemporanei validi all’interno delle amministrazioni: in questa maniera l’arte entrerà positivamente nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città.
  • Statua in piazza Mazzini, Comitato Menghi all’attacco: “Macerata non può ospitare simboli massonici”

    6 - Giu 22, 2011 - 16:01 Vai al commento »
    Io credo che il dibattito si debba incentrare su come la cultura contemporanea debba relazionarsi con la società contemporanea. Innanzi tutto all’interno di ogni giunta Comunale ci dovrebbero essere delle figure intellettuali, attente, sensibili e con uno sguardo illuminato, che sappiano cogliere il fermento culturale internazionale per poi dare delle indicazioni nelle realtà locali. Secondo me le operazioni artistico/culturali pubbliche sono di fondamentale importanza per lo sviluppo di una buona urbanistica (intesa come scienza che studia il territorio antropizzato). Ma questo ragionamento è profondamente distante dal significato che si sta dando all’arte pubblica (in gran parte del nostro paese), intesa come “abbellimento” delle piazze, “celebrazione” di qualche lobby o “rivendicazione” di qualche religione. L’Italia è uno stato democratico, laico e nella storia è stata sempre riconosciuta come luogo di grandissimo fermento artistico. Questo è quello che conta, al di là della committenza. Oggi l’arte “contemporanea” è scardinata da ogni forma di potere, non è più “celebrazione del potere”. Quindi il problema di questa “ANSIA DA STATUA” si può risolvere soltanto introducendo delle persone con stimoli culturali contemporanei validi all’interno delle amministrazioni: in questa maniera l’arte entrerà positivamente nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città.
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