Azzurra Perlangeli


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8/11/2013


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    1 - Nov 10, 2013 - 12:23 Vai al commento »
    Non è affatto vero che il motivo per cui questi studenti stanno lottando è per avere l'università sotto casa. Spostarsi non è facile e servono comunque molti sacrifici è vero, ma spostarsi a Macerata quando questi ragazzi non avrebbero neanche una loro sede e dovrebbero migrare di palazzo in palazzo per seguire le lezioni non mi sembra molto conveniente. Molti di loro hanno scelto Mediazione proprio perché si trova a Civitanova, che è facilmente raggiungibile ed ubicata in un posto strategico vicinissimo ad aziende e ditte in cui potrebbero formarsi ed iniziare una loro eventuale carriera lavorativa. Macerata cos'ha in più? Solo perché è la sede principale dell'Università,non vuol dire che per Mediazione sia il posto adatto. Inoltre Macerata non ha strutture in grado di ospitare i numerosi iscritti di questo corso, i suoi palazzi sono già stracolmi di studenti di altri corsi, le aule sarebbero troppo strette e tutte le altre comodità come la mensa, la biblioteca ecc... sono già invase da migliaia di persone. Tutto questo spazio di cui si parla non esiste ed anche se la sede di Civitanova non è il massimo almeno qui esiste. A Macerata non c'è neanche un tendone per Mediazione! Se poi vogliamo allargare il discorso ai trasporti, ai costi doppi se non tripli per gli studenti pendolari, alle ore che si perdono per fare avanti e indietro per un corso, nato in una città e per capriccio spostato nella sede principale, non ci sarebbe proprio alcuna ragione per far vincere Macerata.
    2 - Nov 8, 2013 - 23:09 Vai al commento »
    Io invece credo che questi sono i giovani che non si spaventano per un eventuale cambiamento e lottano per quello che desiderano. Non mi sembra giusto condannarli per avere il coraggio di dire veramente le cose come stanno, d'altronde ne va del loro futuro e della loro formazione. Ognuno è libero di esprimere la propria opinione,che può non essere condivisa, ma deve essere accettata. Ovviamente sempre con il rispetto e l'educazione che contraddistinguono un bravo cittadino, e fino a quando questi due principi non vengono meno, non vedo alcuna motivazione per cercare di ostacolare questo gruppo di studenti impegnato a raggiungere il proprio obiettivo. Questi ragazzi sanno a cosa vanno incontro, sanno che la maggior parte della gente non sarà dalla loro parte (l'Italia in generale non è mai dalla parte dei giovani), ma nonostante tutto stanno affrontando tutto a testa alta e tutto da soli. Se combattere per ottenere qualcosa significa essere immaturi, allora non combattere per niente e sottostare a delle decisioni presi da altri cosa significherebbe? In qualunque modo andrà a finire la questione potranno dire di averci provato e di non essere stati con le mani in mano ed io credo che Civitanova dovrebbe essere fiera di loro.
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