Arianna Simonetti

Arianna Simonetti


Utente dal
9/2/2012


Totale commenti
4

  • Bambina scompare dopo la scuola
    Ritrovata, temeva per una marachella

    1 - Dic 5, 2014 - 10:08 Vai al commento »
    La bambina, purtroppo, non ha preso il pulmino volontariamente dopo una piccola discussione con la sua insegnante che l'aveva sgridata per un compito non svolto scappando e andandosi a nascondere tra le campagne morrovallesi. Ce ne siamo accorte in quanto sua sorella più piccola (prendono il pulmino insieme) era rimasta nell'atrio ad aspettarla ed abbiamo avvisato prima la famiglia e poi le autorità. Il paese ha risposto con tanta solidarietà e prontezza così come il Comune che ha subito mandato un alert per sms a molti cellulari dei cittadini ma le riflessioni a mente fredda sono tante ... prima fra tutti la sicurezza delle nostre scuole e la fragilità dei nostri figli che fanno certi gesti davanti a delle piccole sconfitte o umiliazioni...
  • Baby pit stop, cinque angoli per l’allattamento e la cura del bambino

    2 - Nov 26, 2014 - 14:51 Vai al commento »
    Signora Sara, ha il diritto di esprimere la sua opinione come tutti gli altri ed infatti nessuno ha attaccato lei personalmente ma la sua visione delle cose. Trovo però alquanto esagerate le parole "schifo" e "mi inorridisce" relative alla visione di una madre che allatta il suo bambino in un luogo pubblico: fare la pipì o cambiarsi il Tampax in mezzo ad una strada, come dice lei, è un gesto di inciviltà in quanto, se permette, lascio un mio rifiuto per strada infischiandomene del mio prossimo, diverso è il fatto se allatto il mio bambino, specialmente se questo gesto, sicuramente intimo, viene fatto in maniera riservata e non "ostentata" proprio per rispettare anche chi non ama (e ci può stare) tale "spettacolo" (ma poi dove stanno tutte queste "tette al vento" in giro per la città??) Continuo a ribadire che il Comune ha compiuto un gesto di profonda civiltà e ha "speso soldi" (per una poltrona e per un cuscino di allattamento...) molto bene, specialmente per la Biblioteca che ospita tutti i lunedì proprio le letture promosse da "Nati per Leggere" per i piccoli e per i piccolissimi. Che fare figli significhi rinchiudersi in casa non mi risulta, anzi, la vedo una visione molto retrograda e maschilista, ma è un mio punto di vista. Saluti
    3 - Nov 24, 2014 - 14:28 Vai al commento »
    Ma quale sarebbe esattamente l'oscenità nella scena di una madre che allatta un bambino? La visione di un seno nudo o il bambino che vi si nutre? Mi pare che siamo abituati, in tv e per strada a scene e spettacoli ben peggiori di questi... finiamola con questo finto bigottismo. E poi non mi sembra proprio che una mamma che allatta si spogli pubblicamente, anzi, spesso siamo talmente riservate da coprirci con un fazzoletto o con una fascia .. o davvero pensiamo che il biberon si l'evoluzione tecnologica della tetta? La scelta del Comune mi sembra una scelta di civiltà già presente e solida in altri contesti europei. Inoltre dalle foto si vede benissimo che il posto in oggetto (quello della biblioteca) è ben riparato e rispettoso anche degli sguardi del lettore più pudico visto che si trova nella saletta antistante le sale di lettura che è utilizzata proprio per le letture e le iniziative di "Nati per Leggere" progetto che sposa la lettura ad alta voce ai bambini in età prescolare (e quindi anche ai neonati). Magari ci fossero stati spazi del genere quando allattavo mia figlia! Mi dovevo nascondere o supplicare i locali in cui mi trovavo per poter sfamare mia figlia e ho subito gli sguardi storti della gente perché era già grande (avevo fatto la scelta di allattarla a richiesta e fino a due anni). Ma certo, forse me ne sarei dovuta stare a casa per due anni perché essendo contraria al latte artificiale e avendone di mio mi meritavo sacrifici e arresti domiciliari.
  • Piazza senz’auto, gli esercenti:
    “Se la Giunta non ci ascolterà,
    la notte dell’Opera terremo chiuso”

    4 - Lug 15, 2014 - 16:53 Vai al commento »
    Io non capisco perché tanto accanimento nei commenti contro i commercianti che non fanno altro che difendere il loro diritto al lavoro e manifestano la loro paura di perdere le loro attività! Ma un pò di solidarietà no? E poi, chi grida tanto al "Centro chiuso alle auto!" è venuto mai a passeggiare la domenica pomeriggio in mezzo a cotanta tanta desolazione? O è tra coloro che va a Civitanova, Porto Recanati o (peggio) Cityper e Corridomnia? Il centro di Macerata è diventato ormai un fortino chiuso senza nessuna attrattiva per i cittadini e questo è un fatto. Nessuna iniziativa di rilievo, (e basta vedere una semplice idea come quella degli aperitivi europei o la bella notte dell'Opera quanta gente attrae) dimezzati gli uffici pubblici, una manciata di negozi, ormai spesso chiusi di domenica (se non c'è gente le commesse costano) .Ma chi ci viene? E a fare che? Il passaggio e il parcheggio delle auto non è il problema, ma di certo aiuterebbe a ripopolare un po' visto che la gente va di fretta e spesso non si ha tempo neanche di fare due passi per un caffè. Per questioni personali mi trovo a girare alcune città del Nord Italia, tra le quali Padova e Pavia, quest'ultima per molti versi simile a Macerata. Il centro (come in quasi tutte le città) è chiuso al traffico ma l'Ufficio Turistico mette a disposizione biciclette elettriche ad uso gratuito (difficilmente praticabile a Macerata,ma è un'idea) e il bus navetta attraversa il centro ogni 5 minuti. L'Amministrazione Comunale, negli anni, ha avuto il buon senso di mantenere in centro molti Uffici Pubblici tra i quali il Comune ed il Palazzo di Giustizia e di sfruttare addirittura gli spazi sotterranei costruendo supermercati e piccoli stores (mercati ipogei). La gente è quasi "obbligata" a venire in centro (che è sempre pieno) ed i negozi lavorano tutti (almeno ad un occhio esterno) ma l'auto viene davvero percepita, anche da un saltuario come me, come un inutile impiccio. Questo,a mio modo di vedere, significa dare il giusto valore al centro storico di una città, rispettando anche i giusti diritti di chi ci lavora.
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